
Cronaca
Omicidio Gelao, nessun colpevole: la Cassazione conferma l'assoluzione di Busco
In primo grado era stato condannato all'ergastolo: per gli investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia era il killer
Bari - mercoledì 25 marzo 2026
9.41
Non ci sono responsabili per l'omicidio di Giuseppe Gelao, ucciso nel quartiere Japigia di Bari. La Corte di Cassazione ha confermato, respingendo il ricorso della Procura Generale di Bari, l'assoluzione di Antonio Busco, condannato all'ergastolo in primo grado e, infine, assolto «per non aver commesso il fatto» in Appello.
Busco, assistito dagli avvocati Alessandro Cacciotti e Salvino Mondello, era considerato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari il killer di Gelao, ucciso nel quartiere Japigia di Bari la sera del 6 marzo 2017. L'omicidio, secondo gli inquirenti, si inserì nella faida tra il gruppo capeggiato da Busco e il clan Palermiti per il controllo dello spaccio di droga nel quartiere Japigia. E nell'agguato in cui fu ucciso Gelao, rimase ferito anche Antonino Palermiti, nipote del capoclan Eugenio.
Nell'ambito di quella faida, chiamata dagli inquirenti la «guerra di Japigia», furono uccise altre due persone, Francesco Barbieri e Nicola De Santis, considerate vicine a Busco. A dicembre 2024, sempre la Corte di Cassazione aveva confermato l'assoluzione anche per gli altri due co-imputati nell'omicidio di Gelao, Davide Monti e Giuseppe Signorile, che invece avevano scelto il rito abbreviato. Condannati a 30 anni dopo il processo di primo grado, erano poi stati assolti in Appello.
Adesso quest'ultima decisione della Corte di Cassazione che ha confermato, respingendo il ricorso della Procura Generale di Bari, l'assoluzione del pregiudicato Busco, condannato all'ergastolo in primo grado e poi assolto il fatto in Appello. E dunque, allo stato, non ci sono responsabili per l'omicidio di Giuseppe Gelao.
Busco, assistito dagli avvocati Alessandro Cacciotti e Salvino Mondello, era considerato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari il killer di Gelao, ucciso nel quartiere Japigia di Bari la sera del 6 marzo 2017. L'omicidio, secondo gli inquirenti, si inserì nella faida tra il gruppo capeggiato da Busco e il clan Palermiti per il controllo dello spaccio di droga nel quartiere Japigia. E nell'agguato in cui fu ucciso Gelao, rimase ferito anche Antonino Palermiti, nipote del capoclan Eugenio.
Nell'ambito di quella faida, chiamata dagli inquirenti la «guerra di Japigia», furono uccise altre due persone, Francesco Barbieri e Nicola De Santis, considerate vicine a Busco. A dicembre 2024, sempre la Corte di Cassazione aveva confermato l'assoluzione anche per gli altri due co-imputati nell'omicidio di Gelao, Davide Monti e Giuseppe Signorile, che invece avevano scelto il rito abbreviato. Condannati a 30 anni dopo il processo di primo grado, erano poi stati assolti in Appello.
Adesso quest'ultima decisione della Corte di Cassazione che ha confermato, respingendo il ricorso della Procura Generale di Bari, l'assoluzione del pregiudicato Busco, condannato all'ergastolo in primo grado e poi assolto il fatto in Appello. E dunque, allo stato, non ci sono responsabili per l'omicidio di Giuseppe Gelao.

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