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Nubi sul futuro della Bosch, incontro tra azienda e sindacati a Milano

Obiettivo rilancio dello stabilimento presente nella zona industriale e la salvaguardia dei posti di lavoro

Il futuro dello stabilimento della Bosch presente a Bari è a oggi in sospeso. Tremano i 1.700 dipendenti che sono impiegati principalmente nella produzione di componenti legati alla motorizzazione diesel e benzina. E a seguito di insistenti richieste per riprendere le discussioni con Bosch sul futuro dello stabilimento di Bari, si è svolto oggi l'incontro nella sede di Milano. Due le richieste ovvero l'attivazione di una politica di solidarietà infragruppo, che includa anche le produzioni date ai terzisti, da formalizzare attraverso un accordo con le organizzazioni sindacali e la prospettiva di un nuovo piano industriale con il coinvolgimento dei Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro.

«Nell'incontro sindacale presso la sede centrale di Bosch Italia abbiamo sollevato la questione ai massimi vertici italiani - spiega il segretario di Fim Cisl Bari, Donato Pascazio - Il PNRR ha a disposizione fondi per la transizione energetica e la mobilità, serve che il Governo chiarisca quali potenzialità possono essere messe in campo, e nello stesso tempo è indispensabile chiedere alla casa madre Bosch quali risorse economiche è disposta ad investire su Bari per la riconversione produttiva. Il contratto di solidarietà a Bari scade tra meno di un anno. Abbiamo sfidato il gruppo dirigente italiano di Bosch a fare un'alleanza con il sindacato e i lavoratori per salvare lo stabilimento e l'occupazione. Abbiamo ricevuto una disponibilità di massima da verificare nel proseguo della vertenza. Nello specifico l'azienda si è impegnata a chiedere con noi la richiesta di convocazione al MiSE. Ha poi condiviso l'opportunità di verificare la possibilità di "solidarietà̀ interne al Gruppo" e si è impegnata per questo aspetto ad effettuare un' approfondita analisi interna per poi avanzare alcune proposte alle organizzazioni sindacali. Riteniamo importanti le disponibilità di massima date da Bosch è un inizio di un lungo percorso, nello stesso tempo riteniamo indispensabile dare concretezza in tempi brevi agli impegni presi per dare un giudizio complessivamente positivo».

«Il gruppo Bosch ha diverse competenze e sta effettuando importanti investimenti - sottolinea il segretario provinciale Ugl Metalmeccanici di Bari Samantha Partipilo - lo stabilimento di Bari merita di essere rilanciato per essere stato pioniere della storia del diesel e tutti i lavoratori baresi meritano di essere riconosciuti per la loro grande professionalità e per i tanti sacrifici sofferti negli ultimi 10 anni».

«Il gruppo Bosch ha grandi competenze - concludono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e Riccardo Falcetta, segretario Uilm di Bari - e sta effettuando grandi investimenti, e lo stabilimento di Bari merita di beneficiarne per ciò che ha fatto in passato e per le professionalità che tuttora esprime. L'e-bike è stata una scelta positiva ma insufficiente per le dimensioni della fabbrica di Bari. Confidiamo che anche la sinergia con il centro ricerche possa aiutare ad aprire nuove possibilità. Ad ottobre 2022 scade l'accordo vigente e dunque è essenziale avviare un confronto per cercare di raggiungere un nuovo accordo che offra garanzie produttive e occupazionali».

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