firma accordo gestione rifiuti
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Territorio

Lotta al traffico di rifiuti in Puglia, arriva la app che traccia la targa con una foto

Firmato il protocollo alla Camera di Commercio di Bari sulla fruibilità dei dati dell'Albo nazionale Gestori Ambientali

«Contribuire a fare dei rifiuti, quanto più possibile e con tutti i mezzi a nostra disposizione, una cosa pulita». Lo ha dichiarato stamani il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, sottoscrivendo nella sala giunta dell'ente il protocollo d'intesa - di cui lo stesso ente camerale è soggetto promotore - finalizzato alla fruizione, senza alcun onere economico, dei dati contenuti nei sistemi informativi dell'Albo nazionale Gestori Ambientali, per combattere il traffico di rifiuti in Puglia.

La Camera di Commercio di Bari, in quanto camera del capoluogo di regione, è difatti sede della sezione pugliese dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali al quale sono iscritte 165mila imprese (tutta Italia) che gestiscono 600mila autoveicoli. In materia di rifiuti è l'ente che gestisce l'anagrafe di questa fetta di mondo economico molto redditizio. E molto a rischio "illeciti".

L'ente si occupa non solo non di iscrivere nell'Albo le aziende che operano in questo settore - dopo un approfondito controllo sui requisiti - ma anche di regolamentare l'esercizio delle attività di raccolta e trasporto, il commercio e l'intermediazione dei rifiuti. E di abilitare, per le altre attività, la gestione degli impianti e l'esercizio delle attività.

«Oggi questa grande banca dati viene messa gratuitamente a disposizione del sistema e dunque di tutti gli interlocutori istituzionali impegnati nella lotta all'illegalità nel mondo dei rifiuti. In un'ottica di trasparenza e di collaborazione e a tutela della legalità delle attività ambientali, essendo la gestione del ciclo dei rifiuti, come ribadito da Legambiente nel rapporto sulle Ecomafie diffuso nelle scorse ore, uno dei settori economici a maggior rischio illeciti», ha aggiunto Ambrosi.

Complessivamente lo scorso anno in Italia sono state 90 le procure che si sono messe sulle tracce dei trafficanti di rifiuti, portando alla denuncia di 9.027 persone e all'arresto di 2.023, coinvolgendo 1.195 aziende e ben 46 stati esteri. Le tonnellate di rifiuti sequestrate sono state quasi 54 milioni. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti ci sono i fanghi industriali e i rifiuti speciali contenenti materiali metallici. In Puglia 2854 gli illeciti ambientali.

L'Albo dei gestori ambientali trova nella Camera di Commercio non solo un contenitore fisico ma anche un interlocutore tecnologicamente assai evoluto: soprattutto da quando lo stesso Albo si è dotato di una piattaforma informatica che permette, tra le altre funzioni, il download in tempo reale e in completa autonomia dei titoli autorizzativi deliberati dalle Sezione dell'Albo, con minori incombenze di tempo e logistici per le imprese.

Se volete capire dove vanno a finire i rifiuti "seguite il camion", diceva Giovanni Falcone. E oggi grazie alle nuove tecnologie basta una foto a tracciare "l'identità" e il "percorso" dei rifiuti. «In particolare - ha evidenziato Eugenio Onori, presidente dell'Albo Nazionale - forniamo un'applicazione per smartphone e tablet appositamente sviluppata per consentire, tramite una semplice foto della targa, le verifiche in tempo reale sui veicoli che trasportano rifiuti».

Hanno firmato il protocollo oltre a Ambrosi e Onori, il Tenente Col. Fernando Maisto Comandante Gruppo Carabinieri Tutela dell'Ambiente di Napoli; Michele Palumbo generale comandante della Polizia Municipale di Bari; Maria Centrone colonnello comandante della Polizia Metropolitana di Bari; Natale Mariella presidente della Sezione Puglia dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali, alla presenza del segretario generale f.f. della Camera di Commercio di Bari, avv. Vincenzo Pignataro e dell'Ing Mario Manna, in rappresentanza di Vito Bruno, direttore regionale ARPA Puglia.

La Camera di Commercio di Bari auspica che altri organi di controllo, oltre a quelli firmatari, possano aderire in futuro all'intesa: tanto ai fini di un controllo capillare del territorio a tutela delle imprese sane che hanno diritto ad operare in trasparenza senza rischi connessi alla possibile concorrenza sleale di altri operatori del mercato e agli eventuali danni ambientali provocati dal trasporto illecito dei rifiuti.
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