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Inceneritore Newo, il Comitato: "Soddisfazione per la sentenza del Tar"

Quanto deciso è: "Un vademecum, da tenere presente in materia di smaltimento rifiuti"

Dal Comitato No Inceneritore, dopo la sentenza che annulla le autorizzazioni alla costruzione dell'impianto, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:


«Il Comitato No Inceneritore, presieduto dalla professoressa Corsina Depalo ed assistito in giudizio dall'avvocato Luigi Campanale, esprime grande soddisfazione per la sentenza del TAR Puglia-Bari seconda sezione che ha accolto i nostri motivi di opposizione alla realizzazione a Bari, nel quartiere San Paolo, dell'impianto di incenerimento per ossicombustione di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi proposto dalla NEWO. La magistratura amministrativa ha accolto la quasi totalità delle eccezioni circostanziate del ricorso del comitato e ha riconosciuto il diritto al Principio di Precauzione secondo il quale nessuno può arrogarsi il diritto di attentare alla salute pubblica quando si dimostri l'esistenza di gravi rischi e fattori di pericolo che un determinato impianto può provocare. Ai sette Comuni dell'ambito ARO 2, con la forte iniziale determinazione del Comune di Modugno, va il riconoscimento del Comitato per aver dato seguito a specifici ricorsi istituzionali. Il Comitato No inceneritore ritiene utile e doveroso fare alcune considerazioni a margine dell'importante sentenza pronunciata dal TAR Puglia, Bari - seconda sezione. A ben guardare la sentenza è un vademecum da tenere presente, in materia di smaltimento rifiuti, in particolare da parte della Pubblica Amministrazione allorquando autorizza impianti. Sicuramente importanti appaiono le rilevate illegittimità dell'impianto NEWO: in riferimento alle sue caratteristiche sperimentali che inibivano l'esercizio dello stesso; in riferimento alle procedure che si sarebbero dovute seguire per istruire il dispositivo autorizzativo; da ultimo, ma non ultimo per importanza, in merito alla competenza Ministeriale, quando il rifiuto non trova riscontro a livello di normativa comunitaria, sulla sua cessazione della qualifica di rifiuto, il cosiddetto "End of Waste". La sentenza, riferendosi alla normativa esistente come interpretata dai TAR e da ultimo dal Consiglio di Stato, la cui giurisprudenza è ornai consolidata, sostanzia il proprio dispositivo in forza di una notevole struttura argomentativa giuridica che, secondo il nostro modesto ma convinto giudizio, deve essere di insegnamento soprattutto a chi ha autorizzato l'impianto della NEWO, mancando e non rispettando le norme che in subjecta materia presidiano l'ambiente e la salute pubblica. Speriamo che l'approvazione del Piano Regionale di Smaltimento Rifiuti tenga conto di quanto il TAR ha pronunciato, con il formale ma leale avviso, a chi autorizza impianti di smaltimento dei rifiuti, che saremo attenti osservatori affinché le disposizioni che ha statuito il TAR siano rispettate. A tutto ciò si è aggiunta tutta la fase istruttoria delle autorizzazioni regionali, nella quale sono stati ignorati gli strumenti della partecipazione dei cittadini a importanti decisioni dall'elevata valenza collettiva. Il Comitato auspica di mettere la parola fine con questa sentenza alla vicenda e di incamminarci sulla strada dell'economia circolare e del contenimento della produzione dei rifiuti rispettosa del clima e dell'ambiente. Alle singole persone e alle associazioni che hanno animato e sostenuto fino in fondo Il Comitato, va riconosciuto il forte impegno, anche per essersi autotassato. A tutti i cittadini che si sono mobilitati e che hanno creduto in questa battaglia civile, testimoniando l'amore per il bene comune, va il grande apprezzamento del Comitato. Ma il ringraziamento più grande va al nostro legale Luigi Campanale per la elevata competenza dimostrata e la sua generosa disponibilità».



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