Il Presidente della Repubblica Slovacca in visita a Bari
Il Presidente della Repubblica Slovacca in visita a Bari
Attualità

Il Presidente della Repubblica Slovacca in visita a Bari. Il discorso di Vito Leccese

Il sindaco conferma la volontà di rafforzare i rapporti di cooperazione istituzionale, economica, accademica e culturale

Ieri pomeriggio il sindaco Vito Leccese ha accolto a Palazzo della Città il Presidente della Repubblica Slovacca Peter Pellegrini, in visita istituzionale nel capoluogo pugliese in occasione dell'inaugurazione del Consolato Onorario della Repubblica Slovacca.

La visita, che rappresenta un momento di particolare rilievo nelle relazioni tra la Slovacchia e il territorio pugliese, conferma la volontà di rafforzare i rapporti di cooperazione istituzionale, economica, accademica e culturale tra i due Paesi.

Dopo la firma del Libro d'Onore della Città nella stanza del sindaco e lo scambio dei doni istituzionali, il Capo dello Stato ha partecipato, insieme a una qualificata delegazione slovacca, a una cerimonia alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti del mondo universitario, economico e imprenditoriale nella sala consiliare "E. Dalfino".

Hosť do domu, Boh do domu (L'ospite in casa, Dio in casa): con questo proverbio della tradizione popolare slava il sindaco ha dato il benvenuto al presidente Pellegrini.

«Ho voluto cominciare con queste parole perché sono parole vostre che sentiamo profondamente nostre - ha esordito Vito Leccese -. Bari è una città che per secoli ha aperto le porte a chi arrivava dal mare e da lontano. Questo proverbio dice in slovacco quello che noi baresi abbiamo nella storia e nell'anima.
Benvenuto, Signor Presidente. Benvenuto a Bari, città di San Nicola, un nome che unisce Bari e la Slovacchia attraverso i secoli.
Nella Basilica che sorge a pochi passi da dove ci troviamo, riposano le reliquie del vescovo di Myra divenuto nel tempo il santo più amato d'Europa. La sua storia ha attraversato il Mediterraneo, è risalita per le vie dell'Adriatico, ha percorso le terre danubiane, ha raggiunto le vostre città e i vostri villaggi, fino a diventare il Mikuláš che i bambini slovacchi ancora oggi aspettano il 6 dicembre.
Tanto che la città di Liptovský Mikuláš porta nel nome il suo tributo a questo santo. Su questo legame spirituale e culturale Bari sta costruendo il percorso verso un gemellaggio con quella città.
San Nicola ci lega e questa vicinanza è tanto più preziosa in un momento in cui l'Europa ha bisogno di riscoprire ciò che la unisce.
Signor Presidente, lei porta nel suo cognome, Pellegrini, una storia che appartiene anche a noi. Il suo trisavolo Leopoldo era italiano, originario di Salter, nella trentina Val di Non. Giunse in Slovacchia alla fine dell'Ottocento per lavorare alla costruzione della ferrovia tra Levice e Zvolen, si innamorò di quella terra, vi si stabilì, e la sua discendenza è arrivata fino a lei.
La storia di Leopoldo Pellegrini è la storia di milioni di italiani che hanno portato nel mondo il loro sapere e la loro umanità. Ma è anche la storia dell'Europa che si costruisce da secoli attraverso i movimenti delle persone, le tradizioni che si intrecciano. Lei è, in qualche modo, il frutto vivente di quell'Europa e Bari, città crocevia di popoli e culture diverse, non poteva che sentirsi onorata di riceverla.
Vorrei raccontarLe, Signor Presidente, una nota personale.
Ho lavorato per anni nel mondo universitario e nelle relazioni istituzionali internazionali, occupandomi di cooperazione europea, di gemellaggi, di quella che amo chiamare la diplomazia dei sentimenti. Quell'Europa che si costruisce non solo nei parlamenti, ma nelle piazze, nelle aule, negli incontri tra persone. Ed è in quel contesto che, tanti anni fa, mi sono trovato a Nitra.
Nitra mi ha colpito subito: il castello che domina la città dall'alto, la Basilica di Sant'Emmerano, la piazza dove tutto converge. A Nitra sono tutti orgogliosi, e a ragione, di essere la culla dell'alfabeto glagolitico, quello di Cirillo e Metodio. Quando mi hanno mostrato quegli antichi testi, con quelle lettere così complesse e misteriose, ho cercato di immedesimarmi anche perché per il nostro millenario dialetto la complessità fonetica non è una novità.
Ma il filo che unisce Nitra e Bari va oltre i miei ricordi personali. Nell'ambito degli accordi Erasmus tra i nostri atenei, giovani baresi sono andati a studiare a Nitra, e giovani slovacchi sono venuti a scoprire Bari. Quei ragazzi sono stati, senza saperlo, i primi ambasciatori di questo incontro che oggi si compie a livello istituzionale.
I Memorandum d'Intesa che oggi sottoscriviamo nei settori dell'innovazione, della formazione, della mobilità e della ricerca scientifica sono il passo successivo che tende a trasformare i legami umani in collaborazioni durature e capaci di produrre valore per entrambe le nostre comunità.
Signor Presidente, Bari la accoglie come si accoglie un amico atteso. Con il rispetto dovuto alla Sua alta carica, ma anche con il calore di una città che da sempre considera l'incontro con l'altro una ricchezza.
Vitajte v Bari. Benvenuto a Bari».

Nell'occasione è sottoscritta una lettera di intenti tra la Città di Bari e il Comune slovacco di Liptovský Mikuláš, rappresentato dal vicesindaco Rudolf Urbanovič, propedeutica alla stipula di un patto di gemellaggiosotto l'egida di San Nicola.

Nel corso dell'incontro, inoltre, sono stati sottoscritti Memorandum d'Intesa finalizzati a promuovere nuove collaborazioni tra istituzioni, università, enti di ricerca e soggetti economici italiani e slovacchi, con particolare attenzione ai settori dell'innovazione, della formazione, della mobilità, della ricerca scientifica e dello sviluppo territoriale.
  • Vito Leccese
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