Le Due Bari 2025
Le Due Bari 2025
Eventi e cultura

Conclusa l’edizione de "Le due Bari 2026”, oltre 17.500 partecipanti per 193 appuntamenti in tutta la città

I quartieri sono considerati come parte attiva di un processo di costruzione culturale

Si è conclusa il 31 agosto l'edizione 2026 de "Le Due Bari", realizzata con 19 operatori del settore a esito dell'omonimo bando promosso dall'assessorato comunale alle Culture per la realizzazione di attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche della città.

In due mesi sono stati realizzati 193 appuntamenti - tra spettacoli di musica, teatro, danza, performance, laboratori e attività formative - in 77 luoghi distribuiti nei cinque Municipi, raggiungendo la quasi totalità dei quartieri cittadini e registrando oltre 17.500 partecipanti complessivi.

Numeri che raccontano la dimensione raggiunta dalla manifestazione ma che, soprattutto, restituiscono il senso di una politica culturale che negli anni ha scelto di uscire dai luoghi tradizionalmente deputati allo spettacolo per incontrare le comunità nei loro territori: nelle piazze, nei parchi, nei cortili, nelle chiese, negli spazi sociali e nei luoghi della quotidianità.

«Siamo orgogliosi di chiudere Le Due Bari 2026 con questi risultati - dichiara l'assessora alle Culture Paola Romano - ma credo che il dato più importante non sia soltanto quello delle presenze. Ciò che abbiamo costruito in questi anni è un modo diverso di intendere le politiche culturali della città: la cultura non deve essere qualcosa che si raggiunge, ma qualcosa che raggiunge le persone. Per questo abbiamo scelto di portare spettacoli, musica, teatro, danza e laboratori nei quartieri, nei luoghi della vita quotidiana, creando occasioni di incontro proprio dove spesso le opportunità culturali arrivano con maggiore difficoltà. È questa la ragione per cui Le Due Bari è diventata una delle espressioni più concrete della nostra idea di cultura di prossimità. Non si tratta semplicemente di decentrare degli spettacoli, ma di riconoscere a ogni territorio il diritto alla bellezza, alla qualità artistica, alla partecipazione e alla socialità. Quando trasformiamo una piazza, un parco o uno spazio di quartiere in un luogo di cultura, non stiamo soltanto organizzando un evento: stiamo contribuendo a costruire un nuovo presidio di comunità e a rafforzare il senso di appartenenza alla città».

Questa nuova edizione della rassegna ha confermato inoltre la natura multidisciplinare e intergenerazionale del programma: accanto agli spettacoli di artisti e compagnie nazionali e internazionali, il cartellone ha proposto attività rivolte a bambini, giovani, famiglie e persone in condizioni di fragilità attraverso laboratori, percorsi di formazione, guide all'ascolto e occasioni di partecipazione attiva.

Particolarmente significativa la dimensione dell'accessibilità, che rappresenta uno degli elementi qualificanti del progetto: numerosi appuntamenti sono stati accompagnati da strumenti e servizi dedicati alle persone con disabilità, tra cui interpreti LIS, audiodescrizioni, sottotitoli e altri strumenti di mediazione, nella convinzione che l'accesso alla cultura debba essere un diritto effettivo e non soltanto dichiarato.

«Abbiamo voluto che l'inclusione non fosse un elemento aggiuntivo della programmazione, ma una parte integrante del progetto – aggiunge Paola Romano –. Per questo abbiamo lavorato affinché sempre più persone potessero partecipare agli spettacoli e alle attività, superando distanze fisiche, sociali e culturali. Una città è davvero inclusiva quando ciascuno può riconoscersi nei suoi luoghi e sentirsi parte della sua vita culturale».

Il programma ha inoltre consolidato il rapporto tra amministrazione comunale, Municipi e operatori culturali, mettendo in rete realtà artistiche e associative differenti e costruendo una programmazione capace di valorizzare le specificità dei territori.

Questa dimensione di rete è uno degli elementi che caratterizzano "Le Due Bari" sin dal suo esordio: i quartieri non sono infatti considerati semplicemente come luoghi nei quali ospitare gli spettacoli, ma come parte attiva di un processo di costruzione culturale nel quale gli operatori incontrano le comunità e gli spazi urbani diventano occasione di relazione, partecipazione e produzione di nuovi pubblici.

«Il risultato di questa edizione ci dice che la domanda di cultura esiste anche dove spesso non è immediatamente visibile – conclude Paola Romano –. Sta a noi creare le condizioni perché possa emergere. In questi anni abbiamo visto persone avvicinarsi per la prima volta al teatro, alla danza, alla musica; bambini e ragazzi partecipare ai laboratori; comunità ritrovarsi nei propri spazi; cittadini vivere luoghi del proprio quartiere con uno sguardo nuovo. È questo, per noi, il senso più profondo de Le Due Bari: contribuire a ricucire la città attraverso la cultura, riconoscendo pari dignità e opportunità a ogni territorio».

I risultati del 2026 confermano dunque "Le Due Bari" non soltanto come un grande cartellone estivo, ma come un'esperienza di politica culturale e urbana capace di mettere in relazione centro e periferie, istituzioni e comunità, artisti e cittadini. Una cultura che si muove nella città e che, proprio attraverso la prossimità, contribuisce a rendere Bari più accessibile, partecipata e coesa.
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