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Scuola e Lavoro

I dirigenti scolastici di Bari contro il doppio turno, in 56 scrivono al Prefetto

«Lo scaglionamento degli orari di ingresso e di uscita produce seri problemi nella gestione del personale docente e non docente»

Una lunga lettera in cui evidenziano criticità e problemi legati al doppio turno di ingresso a scuola. L'hanno firmata 56 dirigenti scolastici di Bari e provincia, e l'hanno indirizzata al Prefetto, Antonella Bellomo, all'ufficio scolastico regionale, al presidente Emiliano, all'assessore regionale Leo, al sindaco metropolitano Antonio Decaro e al delegato Marco Bronzini.

In primo luogo, i presidi lamentano di non essere stati resi partecipi della decisione di optare per il doppio turno di ingresso, sottolineando che: «Lo scaglionamento degli orari di ingresso e di uscita produce seri problemi nella gestione del personale docente e non docente delle scuole, non sempre facilmente risolvibili». Inoltre, aggiungono che i dirigenti sono ad oggi all'oscuro in merito alla: «Articolazione dell'offerta delle società di trasporto a proposito degli orari di arrivo per gli ingressi e di ripartenza in coerenza con i nuovi orari di uscita dalle singole scuole. Vi sono scuole che prevedono l'uscita dopo 5 ore, altre dopo 6, altre dopo 7 ore di lezione. Si presuppone che lo scaglionamento degli orari di entrata a scuola, con vincoli così precisi, tenga conto di un pregresso lavoro di indagine, di monitoraggio finalizzato alla conoscenza realistica, e non presunta, degli effettivi bisogni dei singoli territori e dei singoli bacini di utenza, delle singole scuole, che, come si sa, si strutturano secondo curricoli e orari differenti in relazione alle varie tipologie».

Quanto detto porterebbe alcuni studenti degli istituti professionale a tornare a casa dopo le 17, orario che porta con sé il problema del pranzo degli studenti oltre a creare disagi al tempo di studio e di lavoro a casa. Situazione che andrebbe, inoltre, ad aggravarsi se si considera la differenza tra studenti pendolari e non, creando una discriminazione evidente. Le scuole, sottolineano i presidi, non potrebbero fare attività extra pomeridiane, i docenti avrebbero difficoltà a partecipare a corsi, i ragazzi avrebbero problemi con eventuali attività extra-scolastiche. Inoltre, gli istituti si troverebbero nell'impossibilità di avvicendare il personale ATA per funzioni di pulizia, sorveglianza, ecc e l'impegno giornaliero dei docenti si andrebbe a dilatare. Per non parlare del disagio che andrebbero ad avere le famiglie.

I dirigenti respingono anche la proposta di ridurre le ore di insegnamento, rendendole di 55 o 50 minuti, in quanto non solo si andrebbero a perdere ore di lavoro e studio, ma questa modifica andrebbe ad impattare anche su chi entra all'orario consueto.

Soluzioni nella lettera non vengono date, ma comunque viene richiesto un incontro urgente per poter discutere nel merito e valutare eventuali altre opzioni.
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