
Cronaca
Due arresti per le sparatorie in strada ai quartieri Carrassi e Libertà
Si tratta di quanto accaduto il 9 aprile in via della Repubblica e della risposta del 15 aprile in via Dante
Bari - lunedì 27 luglio 2026
11.12 Comunicato Stampa
C'è una guerra interna al clan mafioso Strisciuglio per il controllo dello spaccio di droga nei quartieri di Bari, all'origine di due sparatorie, avvenute lo scorso aprile a distanza di appena cinque giorni, fra Carrassi e Libertà. A rimanere feriti due giovani, entrambi dell'articolazione del quartiere San Paolo del clan della «Luna».
E proprio per questo, lo scorso 23 luglio, nell'ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Valeria Isabella Valenzi, ha emesso due ordinanze applicative di misura cautelare personale. In carcere sono quindi finiti Antonio Strambelli, detto «Pappagallo», e Ignazio Raggi, detto «Ezio», di 23 e di 22 anni, accusati di lesioni personali gravi e di porto abusivo di arma, aggravati dal metodo mafioso.
La misura è stata eseguita questa mattina all'alba dal personale della Polizia di Stato. Si tratta della gambizzazione del 19enne Alessandro Sinibaldi, che risale al 9 aprile, e del successivo ferimento del 22enne Gabriele Muserra, il quale avrebbe operato alle dipendenze di Sinibaldi, entrambi ritenuti spacciatori vicini al clan Strisciuglio. Nel primo caso il giovane barese all'esterno della alla sala giochi Play Games di viale della Repubblica quando fu raggiunto da alcuni colpi di pistola.
Ad aprire il fuoco, secondo le indagini portate avanti dai detective della Squadra Mobile della Questura di Bari, coordinati dal pubblico ministero antimafia Marco D'Agostino, sarebbe stato Raggi, figlio di Francesco. Il secondo episodio risale al 14 aprile: Muserra fu gambizzato in via Dante, strada del rione Libertà. L'uomo, che poi avrebbe fornito false dichiarazioni, fu ferito a un polpaccio da uno dei tre colpi di pistola calibro 9 esplosi da uomini - fra cui Strambelli - su uno scooter.
I due episodi sarebbero collegati a tensioni nel mondo dello spaccio di droga, e in particolare allo "sgarro" compiuto da un pusher del Libertà che avrebbe invaso le zone di competenza dei pusher egemoni a Carrassi. Il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, ha spiegato durante una conferenza stampa che le indagini si sono basate sulle videocamere di sorveglianza che hanno consentito di far luce su entrambi gli episodi, ma anche su quanto pubblicato in diversi post di TikTok.
Si tratterebbe di alcune tensioni interne al clan mafioso Strisciuglio, tra le articolazioni del quartiere Libertà e quella del quartiere San Paolo, per il predominio sul mercato dello spaccio in particolare della piazza di Carrassi. In entrambi i casi la dinamica è simile, se non uguale: l'aggressione è avvenuta usando uno scooter.
E proprio per questo, lo scorso 23 luglio, nell'ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Valeria Isabella Valenzi, ha emesso due ordinanze applicative di misura cautelare personale. In carcere sono quindi finiti Antonio Strambelli, detto «Pappagallo», e Ignazio Raggi, detto «Ezio», di 23 e di 22 anni, accusati di lesioni personali gravi e di porto abusivo di arma, aggravati dal metodo mafioso.
La misura è stata eseguita questa mattina all'alba dal personale della Polizia di Stato. Si tratta della gambizzazione del 19enne Alessandro Sinibaldi, che risale al 9 aprile, e del successivo ferimento del 22enne Gabriele Muserra, il quale avrebbe operato alle dipendenze di Sinibaldi, entrambi ritenuti spacciatori vicini al clan Strisciuglio. Nel primo caso il giovane barese all'esterno della alla sala giochi Play Games di viale della Repubblica quando fu raggiunto da alcuni colpi di pistola.
Ad aprire il fuoco, secondo le indagini portate avanti dai detective della Squadra Mobile della Questura di Bari, coordinati dal pubblico ministero antimafia Marco D'Agostino, sarebbe stato Raggi, figlio di Francesco. Il secondo episodio risale al 14 aprile: Muserra fu gambizzato in via Dante, strada del rione Libertà. L'uomo, che poi avrebbe fornito false dichiarazioni, fu ferito a un polpaccio da uno dei tre colpi di pistola calibro 9 esplosi da uomini - fra cui Strambelli - su uno scooter.
I due episodi sarebbero collegati a tensioni nel mondo dello spaccio di droga, e in particolare allo "sgarro" compiuto da un pusher del Libertà che avrebbe invaso le zone di competenza dei pusher egemoni a Carrassi. Il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, ha spiegato durante una conferenza stampa che le indagini si sono basate sulle videocamere di sorveglianza che hanno consentito di far luce su entrambi gli episodi, ma anche su quanto pubblicato in diversi post di TikTok.
Si tratterebbe di alcune tensioni interne al clan mafioso Strisciuglio, tra le articolazioni del quartiere Libertà e quella del quartiere San Paolo, per il predominio sul mercato dello spaccio in particolare della piazza di Carrassi. In entrambi i casi la dinamica è simile, se non uguale: l'aggressione è avvenuta usando uno scooter.

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