Lasilo nido al Libert
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Vita di città

Dal Libertà via al progetto RioNi, spazio di confronto psicologico e pedagogico per genitori ed educatrici

"Questo progetto ci consentirà di studiare come sono cambiate le relazioni tra i piccoli, gli educatori e le famiglie con la pandemia"

Prende il via questa mattina all'asilo nido Libertà, il progetto RioNi (La vicinanza indispensabile: Riorganizzare i Nidi d'infanzia in sicurezza), nato dalla collaborazione fra il dipartimento FOR.PSI.COM dell'Università Aldo Moro di Bari e l'assessorato alle Politiche educative e giovanili del Comune di Bari.

Il progetto, finanziato dal ministero dell'Università e della Ricerca scientifica con fondi FISR, è rivolto a bambini, genitori ed educatrici degli asili nido comunali di Bari e Verona. Il progetto intende offrire uno spazio di confronto psicologico e pedagogico a genitori ed educatrici con l'intento di promuovere il benessere dei piccoli e degli adulti di riferimento attraverso specifiche attività proposte quotidianamente sia a casa sia al nido. Tre psicologhe del dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione saranno disponibili, su richiesta dei genitori, a fornire consigli su come affrontare le piccole crisi dei figli nelle diverse fasi della crescita, leggere le espressioni e i comportamenti non immediatamente comprensibili dei bambini o apprezzare e promuovere le nuove competenze che i piccoli sviluppano con la crescita. Le educatrici, invece, potranno sperimentare attività che, a partire dagli obiettivi educativi e didattici già programmati, rispondono al bisogno di "riappropriarsi" della leggerezza, giocosità e intensità delle relazioni che da sempre caratterizzano le interazioni con i pari e con gli adulti nel contesto dei nidi comunali. Uno dei percorsi educativi proposti sarà focalizzato sulla promozione delle attività outdoor in termini di quantità e continuità, per far sì che le attività all'esterno diventino una esperienza giornaliera. La vita all'aperto, infatti, costituisce uno dei fattori più efficaci nel promuovere lo sviluppo fisico, psicologico e sociale dei bambini.

"Il tempo che stiamo vivendo è difficile sia per i bambini e le loro famiglie sia per gli educatori - commenta l'assessora alle Politiche educative e giovanili Paola Romano -. Per questo siamo particolarmente contenti di poter essere parte di questo progetto che ci consentirà di studiare come sono cambiate le relazioni tra i piccoli, gli educatori e le famiglie con la pandemia, fornendo a tutti il supporto di tre psicologi specializzati nel mondo dell'infanzia e, al tempo stesso, sperimentando nuovi strumenti educativi che consentano di far percepire appieno ai bambini le emozioni, nonostante non possano vedere l'espressione del viso degli educatori perché coperto da mascherina. Inoltre, molte delle attività saranno realizzate all'aria aperta, il che, come sottolinea la ricerca scientifica, ha un impatto molto positivo sui più piccoli. Per questo stiamo allestendo, grazie al sostegno dell'Università di Bari, delle strutture che consentiranno loro di fare attività all'aria aperta proteggendoli dalle intemperie".

"La prolungata situazione di emergenza sanitaria - sottolinea la professoressa Rosalinda Cassibba, tra le responsabili del progetto - ha generato condizioni di rischio per il benessere psicologico dei bambini. Basti pensare, ad esempio, all'accumulo di stress nelle famiglie, al disagio delle educatrici per il lavoro nelle nuove condizioni di distanziamento e di chiusura nella "bolla" del piccolo gruppo o alla forte limitazione delle relazioni tra pari, interrotte durante il lockdown e ristrette ai confini del piccolo gruppo alla riapertura dei servizi".
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