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Scuola e Lavoro

Cura per la malattia renale cronica, lo studio dell'Università di Bari

Nel progetto coinvolti il dipartimento Deto, l'ateneo di Lione e un gruppo farmaceutico pugliese

Una collaborazione italo-francese tra mondo accademico e industria farmaceutica, che nasce con l'obiettivo di approfondire l'innovativa tecnica del trapianto di microbiota intestinale, in particolare per la Malattia Renale Cronica: con queste premesse, è stata da poco avviata la fase 1 del progetto vincitore del bando nazionale PON "Dottorati innovativi a caratterizzazione industriale".

Il progetto coinvolge la sezione Nefrologia, Dialisi e Trapianti del Dipartimento DETO dell'Università di Bari (diretta dal prof. Loreto Gesualdo), l'Università di Lione e l'azienda farmaceutica Farmalabor, e si concentra su tematiche sempre più presenti nella letteratura scientifica e sui media: l'importanza dell'intestino come "secondo cervello" e il rapporto tra microbiota e qualità della vita.

Molte patologie, tra cui la malattia renale cronica (MRC), presentano un'alterazione (disbiosi) dell'ecosistema intestinale. Il progetto tratterà tale alterazione con la procedura del "trapianto di microbiota" o "batterioterapia", una strategia clinica che si sta sperimentando con successo a livello globale ma non era mai stata applicata alla MRC: un campione di flora batterica di un individuo sano sarà trasferito in modelli animali di Malattia Renale, per ottenere un ripristino dell'equilibrio intestinale e ridurre il rischio di progressione e complicanze.

Ulteriore elemento innovativo sarà la sperimentazione di una nuova procedura di trapianto: il risultato di tale sperimentazione sarà una procedura mini-invasiva di somministrazione orale, tramite capsule di microbiota purificato, che potrebbe sostituire – migliorandola - la tradizionale invasività delle procedure attuali.

Ed è proprio in questa prospettiva che si inserisce la sinergia fruttuosa tra Università e aziende: l'obiettivo a medio termine sarà la realizzazione su scala industriale (affidata a Farmalabor) di un prodotto farmaceutico che potrebbe essere destinato anche ad altre patologie che alterano la flora batterica, quali diabete, obesità e malattie autoimmuni. Sarà un giovane ricercatore pugliese (il dott. Gianvito Caggiano) che, sotto la guida del team Ricerca & Sviluppo Farmalabor, si occuperà della fase di progettazione e produzione delle capsule.
Un importante passo avanti nelle aree della medicina e delle biotecnologie, che conferma la Puglia come eccellenza nella ricerca e nell'innovazione in tema di salute.
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