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Covid, incidenza e fattori di rischio: lo studio dell'Università di Bari pubblicato su “Vaccines”

Esaminato un campione di 60mila operatori sanitari appartenenti a dodici diversi centri europei

Lo studio su incidenza del vaccino e fattori di rischio condotto su 60mila operatori sanitari di 12 Centri Europei dimostra inequivocabilmente il ruolo protettivo svolto dal ciclo vaccinale completo (prima e seconda dose del vaccino anti-COVID-19). Significativo risultato per l'Università degli Studi di Bari è che tra i circa 6.000 operatori sanitari vaccinati afferenti all'Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari si è registrato il più basso numero di infezioni, pari allo 0,6%, a fronte di un valore medio complessivo osservato nell'intera coorte in esame pari all'1,2%.

È stato pubblicato sulla rivista internazionale "Vaccines" (MDPI) uno Studio Multicentrico Europeo dal titolo "SARS-CoV-2 Breakthrough Infections: incidence and risk factors in a large European Multicentric Cohort of Health Workers", cui ha preso parte un gruppo di ricerca dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, composto da: Luigi Vimercati (coordinatore del gruppo di ricerca di Bari), Silvio Tafuri, Luigi De Maria, Pasquale Stefanizzi, Antonio Caputi, Stefania Sponselli.

Lo studio, approvato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dal Comitato Etico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) "Lazzaro Spallanzani", è stato condotto su una delle più ampie casistiche a livello internazionale, rappresentata da oltre 60.000 operatori sanitari afferenti a 12 Centri Europei dediti all'assistenza sanitaria ed alla ricerca scientifica.

I risultati attestano inequivocabilmente il ruolo protettivo svolto dal ciclo vaccinale completo (prima e seconda dose del vaccino anti-COVID-19) nei confronti dell'infezione da SARS-CoV-2. La ricorrenza di un titolo anticorpale più elevato, indotto dalla vaccinazione, riduce ulteriormente il rischio di infezione. La protezione offerta dal vaccino è risultata inoltre più elevata nei soggetti che avevano contratto l'infezione in epoca antecedente al vaccino, nonché nelle fasce di età più avanzate. Il rischio di infezione post-vaccino, infatti, si riduce di circa il 20% per ogni decade di età aggiuntiva.

Meritevole di attenzione è, infine, un ulteriore significativo risultato per l'Università degli Studi di Bari, tenuto conto che il più basso numero di infezioni in operatori sanitari vaccinati, pari allo 0,6%, si è registrato nella coorte dei circa 6.000 operatori sanitari afferenti all'Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari, a fronte di un valore medio complessivo osservato nell'intera coorte in esame pari all'1,2%.

Tuttora è in corso l'analisi del rischio di infezione nei soggetti sottoposti alla dose booster di vaccino anti-COVID-19. La pubblicazione consultabile al seguente link: https://www.mdpi.com/2076-393X/10/8/1193
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