Ex Mitiladriatica
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Politica

Conversione ex MitilAdriatica a S.Spirito: interviene la consigliera De Marzo (FdI)

L'esponente di destra: «Dopo il question time, il Comune cambia rotta»

«Dopo il question time, il Comune cambia rotta». Così la consigliera comunale di Fratelli d'Italia, Laura De Marzo, in merito alla conversione pensata dall'amministrazione comunale di Bari dell'ex MitilAdriatica, un rudere sul lungomare sud di Santo Spirito, quasi al confine con Palese. Tante le polemiche per il progetto di alloggi temporanei a pagamento, con concessioni come minimo ventennali.
Di seguito l'intervento completo della consigliera di centrodestra su un tema assai sentito nella marina Nord, territorio peraltro caro all'europarlamentare Michele Picaro.

Nell'ultimo Consiglio comunale ho posto all'assessore Petruzzelli una domanda molto semplice: se il Demanio aveva davvero già impedito l'abbattimento dell'ex Mitiladriatica, dove erano la richiesta formale del Comune, il diniego ricevuto, gli atti e i protocolli?

Quegli atti non sono stati mostrati. Oggi, però, il Comune scrive proprio al Demanio e alla Capitaneria di Porto per chiedere di individuare un percorso che consenta la demolizione dei ruderi, dichiarando che la nuova iniziativa recepisce quanto emerso durante il question time.

Ieri il Demanio era il muro dietro cui nascondersi. Oggi è diventato la porta alla quale bussare.
Non è continuità amministrativa. È un cambio di rotta politico arrivato dopo che, in Aula, abbiamo messo l'Amministrazione davanti alle proprie contraddizioni. La dimostrazione che quella strada non era chiusa: semplicemente, non era stata percorsa fino in fondo.

Solo pochi giorni fa la Giunta approvava una delibera che confermava il recupero del manufatto, apriva agli alloggi per soggiorni temporanei a pagamento e autorizzava una concessione fino a vent'anni. Oggi riscopre improvvisamente l'abbattimento, la pubblica sicurezza, il decoro paesaggistico e la restituzione della costa alla città.

Ed è qui che la domanda diventa inevitabile: se in Aula non avessimo incalzato l'Amministrazione punto per punto, pretendendo semplicemente atti, protocolli e verità, quella nota sarebbe mai partita?

Noi vogliamo che quel rudere venga abbattuto e che la costa di Santo Spirito sia finalmente liberata da una ferita che dura da decenni. Ma non permetteremo alla sinistra barese di trasformare una retromarcia imposta dalle sue stesse contraddizioni nell'ennesima medaglia da appuntarsi sul petto.

Mostrino gli atti, le richieste precedenti, i presunti dinieghi e tutti i protocolli. Perché la verità non cambia nel giro di ventiquattr'ore: cambia la versione di chi è stato messo alle strette.

Senza quelle domande, quella porta sarebbe rimasta comodamente chiusa. Ora che sono stati costretti a riaprirla, non provino a trasformare una retromarcia in visione politica.

Il mare di Santo Spirito appartiene alla sua gente. Noi continueremo a difenderlo dagli alibi di ieri e dalle medaglie che proveranno ad appuntarsi domani.

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