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Cronaca
Case popolari a Bari, due donne ai domiciliari per presunte intimidazioni ai nuovi assegnatari
Contestati, a vario titolo, tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e furto aggravato
Bari - mercoledì 30 settembre 2026
9.25 Comunicato Stampa
Il 29 settembre 2026, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, in parziale accoglimento della richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, ha emesso ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due donne, ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso con altre donne di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e furto aggravato.
Il provvedimento cautelare costituisce l'epilogo di un'articolata e delicata attività d'indagine condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri unitamente ai militari della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo, inserita nel più ampio quadro di contrasto al fenomeno delle occupazioni abusive degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.) nel territorio barese.
Giugno 2026 – Il Dissequestro e la Riassegnazione: A seguito del dissequestro e della restituzione degli immobili al Comune di Bari per la legittima riassegnazione agli aventi diritto in graduatoria, il 12 giugno 2026 si svolgevano le operazioni di consegna degli alloggi a nuclei familiari di origine straniera.
Le Intimidazioni e le Pretese Estorsive: Nel corso delle operazioni di insediamento dei nuovi assegnatari, si registravano reiterate e veementi manifestazioni di protesta da parte di un gruppo di donne residenti nel quartiere, capeggiato dalle odierne arrestate. In particolare, queste ultime ponevano in essere gravi condotte intimidatorie e minatorie nei confronti dei nuovi assegnatari per dissuaderli dall'occupare l'alloggio. Contestualmente, avanzavano pretese economiche ingiustificate relative a presunti lavori di ristrutturazione eseguiti durante il periodo di occupazione abusiva, minacciando, in caso di mancato pagamento, la distruzione e la rimozione dell'immobile e delle relative pertinenze.
I Danni e la Devastazione: A distanza di soli quattro giorni dalla consegna delle chiavi, il 17 giugno 2026, i Carabinieri intervenivano presso l'alloggio di via della Fratellanza accertando una vera e propria azione vandalica di matrice ritorsiva: ignoti, introdottisi abusivamente all'interno, avevano devastato la struttura demolendo tramezzi e muri divisori, danneggiando gli impianti elettrici e asportando infissi, sanitari e minuteria.
Gli elementi probatori raccolti hanno consentito alla Procura della Repubblica di Bari di richiedere idonee misure cautelari a carico dei soggetti coinvolti.
Nota a margine: Si precisa, nel rispetto della Direttiva Europea 2016/343 sulla presunzione di innocenza e del D.Lgs. 188/2021, che l'odierno indagato è da ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
Avvertenza sulla presunzione di innocenza:
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria, La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall'art, 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 1 15-bis c.p.p, e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.
Occorre inoltre tenere distinti i diversi piani dell'ipotesi investigativa, della contestazione, della decisione cautelare e dell'accertamento definitivo della responsabilità: solo quest'ultimo, eventuale e successivo, potrà affermare la colpevolezza.
Si rammenta, ai sensi dell'art. 114 c.p.p. e dell'art. 5 del d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106, che non è consentita la riproduzione del testo dell'ordinanza applicativa della misura cautelare personale fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare. Questo Ufficio confida nella collaborazione degli organi di informazione affinché la notizia sia diffusa con il linguaggio sobrio e non colpevolista imposto dalla legge, senza l'impiego di denominazioni o espressioni lesive della presunzione di innocenza e senza diffusione di immagini di persone sottoposte a restrizione della libertà.
Il provvedimento cautelare costituisce l'epilogo di un'articolata e delicata attività d'indagine condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri unitamente ai militari della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo, inserita nel più ampio quadro di contrasto al fenomeno delle occupazioni abusive degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.) nel territorio barese.
I FATTI
Gennaio 2026 - Il Sequestro: L'attività investigativa trae origine dall'esecuzione, avvenuta il 27 gennaio 2026, di diversi decreti di sequestro preventivo d'urgenza di alloggi E.R.P. abusivamente occupati nel quartiere San Pio (ex Enziteto). Tra questi, figuravano due immobili occupati sine titulo da personaggi legati al clan Strisciuglio.Giugno 2026 – Il Dissequestro e la Riassegnazione: A seguito del dissequestro e della restituzione degli immobili al Comune di Bari per la legittima riassegnazione agli aventi diritto in graduatoria, il 12 giugno 2026 si svolgevano le operazioni di consegna degli alloggi a nuclei familiari di origine straniera.
Le Intimidazioni e le Pretese Estorsive: Nel corso delle operazioni di insediamento dei nuovi assegnatari, si registravano reiterate e veementi manifestazioni di protesta da parte di un gruppo di donne residenti nel quartiere, capeggiato dalle odierne arrestate. In particolare, queste ultime ponevano in essere gravi condotte intimidatorie e minatorie nei confronti dei nuovi assegnatari per dissuaderli dall'occupare l'alloggio. Contestualmente, avanzavano pretese economiche ingiustificate relative a presunti lavori di ristrutturazione eseguiti durante il periodo di occupazione abusiva, minacciando, in caso di mancato pagamento, la distruzione e la rimozione dell'immobile e delle relative pertinenze.
I Danni e la Devastazione: A distanza di soli quattro giorni dalla consegna delle chiavi, il 17 giugno 2026, i Carabinieri intervenivano presso l'alloggio di via della Fratellanza accertando una vera e propria azione vandalica di matrice ritorsiva: ignoti, introdottisi abusivamente all'interno, avevano devastato la struttura demolendo tramezzi e muri divisori, danneggiando gli impianti elettrici e asportando infissi, sanitari e minuteria.
Gli elementi probatori raccolti hanno consentito alla Procura della Repubblica di Bari di richiedere idonee misure cautelari a carico dei soggetti coinvolti.
Nota a margine: Si precisa, nel rispetto della Direttiva Europea 2016/343 sulla presunzione di innocenza e del D.Lgs. 188/2021, che l'odierno indagato è da ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
Avvertenza sulla presunzione di innocenza:
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria, La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall'art, 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 1 15-bis c.p.p, e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.
Occorre inoltre tenere distinti i diversi piani dell'ipotesi investigativa, della contestazione, della decisione cautelare e dell'accertamento definitivo della responsabilità: solo quest'ultimo, eventuale e successivo, potrà affermare la colpevolezza.
Si rammenta, ai sensi dell'art. 114 c.p.p. e dell'art. 5 del d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106, che non è consentita la riproduzione del testo dell'ordinanza applicativa della misura cautelare personale fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare. Questo Ufficio confida nella collaborazione degli organi di informazione affinché la notizia sia diffusa con il linguaggio sobrio e non colpevolista imposto dalla legge, senza l'impiego di denominazioni o espressioni lesive della presunzione di innocenza e senza diffusione di immagini di persone sottoposte a restrizione della libertà.


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