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Bari Pride 2019, donati 4 mila euro per progetti di natura solidale

I fondi sono avanzati da quelli raccolti per l'organizzazione della manifestazione dello scorso 29 giugno

Dopo il successo del Bari Pride 2019, che ha portato una marea arcobaleno per le vie della nostra città, arriva la ciliegina sulla torta di un evento che porta avanti temi importanti, tra cui quello della solidarietà. E proprio in nome di essa le realtà che compongono il comitato, ovvero Agedo Bari, Arcigay Bari, Bari International Gender film festival, Bread&Roses spazio di mutuo soccorso, Cama Lila Bari, Centro Antiviolenza Safiya ONLUS, Famiglie Arcobaleno Puglia, La Giusta Causa, Mixed lgbti , NICHE, Rete Genitori Rainbow, Rompiamo il silenzio, Solidaria Bari, UAAR Bari, Zona Franka (Link Bari e Unione degli Studenti Bari) hanno deciso collettivamente di procedere con la donazione di quasi 4mila euro, ovvero ciò che è stato raccolto per la costruzione del Bari Pride, soldi che non sono stati utilizzati perché ben oltre il necessario. I fondi sono stati destinati a 4 progetti di natura solidale, portati avanti dalle seguenti realtà:

- Centro Antiviolenza Safiya ONLUS: centro a Polignano che si occupa della violenza nei confronti delle donne, ha deciso di aprire la proprie porte alle donne lesbiche vittime di violenza, terribile fenomeno sottostimato. Il contributo sarà utilizzato per contribuire all'organizzazione di un'alta formazione specialistica e gratuita per operatrici C.A.V. del sud Italia con Lepa Mladjienovic, attivista femminista lesbica, del movimento "Donne in nero" di Belgrado.

- SPORTELLO FUORI MERCATO/Info point Senza frontiere di Villa Roth (Bari): sportello di orientamento e supporto su diritti degli stranieri e diritti sul lavoro, aperto al pubblico due volte al mese, legato ad un team legale e a Gruppo Lavoro Rifugiati Bari. Il progetto utilizzerà la nostra donazione per l'acquisto di un PC con stampante e per sostenere alcune spese a carattere generale per l'assistenza legale da parte del team.

- Controcorrente SOS ApS: progetto di cucina inclusiva nato a Bisceglie col bando PIN nel 2018, un gruppo misto di 8 ragazzi con difficoltà e normotipici che preparano street food e drink a bordo di un piccolo foodtruck, che gira la Puglia tra feste private, sagre, concerti e manifestazioni pubbliche di ogni ordine di grandezza, tornando poi alla loro base nel verde in quel di Bisceglie. Il contributo sarà utilizzato per la sede temporanea a Bisceglie e reinvestito in attrezzature e forniture fondamentali.

- Sea-Watch: nasce alla fine del 2014 grazie all'iniziativa di alcuni volontari che hanno deciso di non stare più a guardare le migliaia di persone morire annegate nel mar Mediterraneo. Sea Watch cerca così di colmare un vuoto istituzionale creatosi con la fine del mandato Mare Nostrum, un'operazione che ha salvato più di 130.000 vite ma che, non essendo stata presa in carico dalla UE, si è conclusa. Contemporaneamente al lavoro di salvataggio, chiede che vengano ufficializzate operazioni di salvataggio internazionali, con un mandato chiaro e a lungo termine, nonché l'istituzione di vie legali e sicure che consentano di raggiungere l'Europa a tutti coloro che cercano rifugio e protezione. Sea-Watch un'organizzazione in crescita costante, composta principalmente da volontari provenienti da tutta Europa. È politicamente e religiosamente indipendente e si finanzia unicamente attraverso le donazioni. Sea-Watch è stata finora coinvolta nel salvataggio di oltre 35.000 persone.

«Ad un mese dalla manifestazione dello scorso 29 giugno, ci teniamo a ribadire un forte ringraziamento a chiunque abbia partecipato e contribuito attraverso il crowdfunding, l'acquisto di gadget ai nostri banchetti, le donazioni liberali e ai locali e piccole aziende che ci hanno fatto da sponsor nel rispetto dei parametri di politica interna concordati - sottolineano dal Comitato Organizzatore - Il percorso barese del Pride nasce dall'esigenza non solo di mettere in luce i diritti ancora non acquisiti delle persone LGBTQI e per collettivizzare le battaglie che ogni giorno della nostra vita affrontiamo per poter affermare la nostra identità e la nostra esistenza, ma soprattutto dall'individuazione del ruolo fondamentale che hanno la solidarietà e l'intersezionalità delle lotte. I diritti sociali (welfare, lavoro, salute) e i diritti civili (come nel nostro caso il matrimonio egualitario, le adozioni etc) non sono in contrapposizione tra loro e non sono più o meno importanti gli uni degli altri, perciò con forza rifiutiamo chi ci impone questa visione. Gli insegnamenti dei moti di Stonewall di 50 anni fa sono proprio questi, tornare alla radice delle discriminazioni, qualunque esse siano, e rendersi conto che queste sono comuni, e che la società che vogliamo è una società che rifiuta non solo l'etero-patriarcato in sé, ma come risultato dello sfruttamento e della sopraffazione dell'uomo sull'uomo, come prodotto e strumento al tempo stesso di un sistema sociale, economico e culturale che si basa sulle disuguaglianze sociali. La solidarietà è l'essenza stessa del Bari Pride, che nasce come polo ampio di tantissime realtà LGBTQI e non e che già nella sua nascita ha voluto ampliare quanto più possibile i suoi orizzonti».
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