
Scuola e Lavoro
A Bari scendono in piazza i lavoratori di spettacolo e cultura, i sindacati: «Sostegno subito»
Davanti alla Prefettura il sit-in convocato dalle sigle confederali per presentare un documento da sottoporre al Governo
Bari - venerdì 30 ottobre 2020
12.36
I lavoratori dello spettacolo manifestano a Bari in piazza Prefettura, per sottolineare di essere stati fortemente colpiti dall'ultimo Dpcm con le norme anti-Covid, che impongono la chiusura di cinema, teatri e sale concerto dopo i precedenti mesi di chiusure, incassi ridotti e investimenti necessari per adeguarsi alle normative di distanziamento.
La manifestazione, convocata da Cgil, Cisl e Uil, ha prodotto un documento con le richieste dei sindacati indirizzate ai prefetti, affinché si facciano portavoce del disagio lavorativo della categoria con il governo nazionale.
«Individuare forme di sostegno certe e strutturate, a favore dei lavoratori dello spettacolo, per un arco temporale che offra copertura almeno sino a tutto il 2021 - si legge nel documento. Istituire un tavolo permanente tra sindacati confederali, Ministero dei Beni culturali, Ministero del Lavoro e le associazioni di rappresentanza delle imprese dello spettacolo per discutere gli stanziamenti dello Stato, le risorse derivanti dal Recovery fund, organizzare e agevolare forme di ripartenza in sicurezza diffuse e stabili, vigilare sul rispetto dei contratti nazionali, individuare, per tutta la fase dell'emergenza, criteri di assegnazione del Fus che leghino l'erogazione alla tenuta occupazionale. Riconoscere, ai fini previdenziali, tutto il periodo di emergenza Covid 19 che ha determinato il collasso dell'intero settore dello spettacolo».
I sindacati precisano: «Chiediamo la revisione del provvedimento sulla chiusura di cinema e teatri, a patto che venga attivato un protocollo sanitario nazionale, da definirsi nel tavolo permanente, che garantisca la sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Va costruita una riforma complessiva per costruire un sistema di regole e tutele: individuare una continuità di reddito che riconosca tutti i periodi di lavoro, preparazione e formazione, e non solo quelli in cui si va in scena».
Le sigle sindacali chiedono di «Adottare drastiche misure di contrasto al lavoro nero nello spettacolo, come la semplificazione delle procedure e le agevolazioni fiscali a sostegno della produzione e programmazione. Riconoscere la Naspi e la copertura Inail anche ai lavoratori autonomi dello spettacolo e individuare requisiti per l'accesso che tengano conto della discontinuità lavorativa dei professionisti dello spettacolo. Includere nel bacino Ex-Enpals anche l'insegnamento di mestieri e professioni dello spettacolo».
La manifestazione, convocata da Cgil, Cisl e Uil, ha prodotto un documento con le richieste dei sindacati indirizzate ai prefetti, affinché si facciano portavoce del disagio lavorativo della categoria con il governo nazionale.
«Individuare forme di sostegno certe e strutturate, a favore dei lavoratori dello spettacolo, per un arco temporale che offra copertura almeno sino a tutto il 2021 - si legge nel documento. Istituire un tavolo permanente tra sindacati confederali, Ministero dei Beni culturali, Ministero del Lavoro e le associazioni di rappresentanza delle imprese dello spettacolo per discutere gli stanziamenti dello Stato, le risorse derivanti dal Recovery fund, organizzare e agevolare forme di ripartenza in sicurezza diffuse e stabili, vigilare sul rispetto dei contratti nazionali, individuare, per tutta la fase dell'emergenza, criteri di assegnazione del Fus che leghino l'erogazione alla tenuta occupazionale. Riconoscere, ai fini previdenziali, tutto il periodo di emergenza Covid 19 che ha determinato il collasso dell'intero settore dello spettacolo».
I sindacati precisano: «Chiediamo la revisione del provvedimento sulla chiusura di cinema e teatri, a patto che venga attivato un protocollo sanitario nazionale, da definirsi nel tavolo permanente, che garantisca la sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Va costruita una riforma complessiva per costruire un sistema di regole e tutele: individuare una continuità di reddito che riconosca tutti i periodi di lavoro, preparazione e formazione, e non solo quelli in cui si va in scena».
Le sigle sindacali chiedono di «Adottare drastiche misure di contrasto al lavoro nero nello spettacolo, come la semplificazione delle procedure e le agevolazioni fiscali a sostegno della produzione e programmazione. Riconoscere la Naspi e la copertura Inail anche ai lavoratori autonomi dello spettacolo e individuare requisiti per l'accesso che tengano conto della discontinuità lavorativa dei professionisti dello spettacolo. Includere nel bacino Ex-Enpals anche l'insegnamento di mestieri e professioni dello spettacolo».












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