Mauro bollino
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Calcio

SSC Bari, parola a Bollino: «Non mi sento una riserva. Brienza il mio idolo»

Il trequartista si presenta: «Sono un ragazzo normale, mi piace la pesca. Intorno a me nessun caso»

Non una semplice alternativa, ma un co-protagonista di questa stagione della SSC Bari in Serie D. Dopo qualche panchina di fila, Mauro Bollino contro la Nocerina è tornato in campo, trovando anche il goal (molto bello) del 4-0. Il trequartista di origine siciliana lo racconta così nella conferenza stampa di metà settimana: «Non facevo goal dall'ultima di campionato dello scorso anno, e per un calciatore offensivo segnare è liberatorio. Dopo sette partite ho dato un segnale al mister che mi ha dato la possibilità di dimostrare il mio valore. Ho sempre continuato a lavorare bene e questo goal è il frutto dell'impegno. Il sinistro è il mio piede naturale; ho calciato la prima volta e dopo la ribattuta ho tirato di nuovo; è andata bene».

Tanta panchina, ma come spesso ha detto mister Cornacchini non c'è mai stato nessun caso-Bollino. Semplicemente una contingenza: «I casi nascono quando succede qualcosa da entrambe le parti, fuori o dentro il campo - spiega il 24 biancorosso. Una cosa del genere fra me e il mister non è mai successa; ho letto anche io qualcosa ma sono solo scelte tecniche. Non giocavo perché il mister pensava che fosse giusto così, ma io ho sempre continuato a lavorare per ritagliarmi il mio spazio. Con questa prestazione e quelle future mi auguro che ci sia più spazio per me. Sono venuto qui perché voglio essere protagonista di questa risalita. Anche io mi sono fatto delle domande, perché non sono venuto qui a fare una passeggiata. L'unica risposta è che siamo primi a sei punti di distacco dalla Turris».

Dopo il goal alla Nocerina, per Bollino è tempo di trovare conferme: «Spero di mettere il mister in difficoltà il mister non solo con il goal della domenica ma per il lavoro sporco che faccio e per l'impegno in settimana - è la ricetta del trequartista. Mi metto sempre a disposizione del mister anche per giocare a centrocampo, l'ho fatto anche in passato. Non mi sento né una seconda linea né un titolare: nella nostra rosa ci sono tanti elementi che hanno fatto la B e la C. Il mister fa le sue scelte in base alla settimana ma nessuno deve sentirsi una seconda linea. Domenica sono entrato dopo sei panchine di seguito e ho fatto goal. Siamo tutti calciatori di qualità, sia gli under che gli over; è bello perché ogni settimana è in difficoltà. Il trequartista è un ruolo che mi piace tantissimo, l'ho fatto nel settore giovanile. Negli ultimi anni in Serie C ho fatto l'esterno destro. Il trequartista deve avere tanta qualità rispetto agli altri».

Dopo Palermo, per Bollino una nuova occasione di giocare con Franco Brienza. Occhio, però, ad avanzare apparentamenti: «Con Brienza il paragone non sussiste neanche: quando lui giocava a Palermo io facevo il raccattapalle. Da lui ho solo da imparare; è la seconda volta che ho il piacere di giocare con Franco. Da piccolo era il mio idolo a Palermo», rivela Bollino.

Per lui, come per tanti altri protagonisti di questa stagione biancorossa, il salto indietro dalla Serie C alla Serie D. Nessun rimpianto, ma solo la voglia di crescere con un progetto importante: «Gli anni precedenti li lascio alle spalle. Devo sempre dimostrare qualcosa in ogni anno», spiega Bollino, non alla prima esperienza da queste parti. «Questa è la mia quarta tappa in Puglia. Bari mi ricorda tanto la mia città; il centro e il mare sono bellissimi. Non mi importa più di tanto se mi fermano in strada; succedeva anche prima del goal. Mi piace di fermarmi con i bambini che giocano in strada a calcio. Sono un ragazzo normale, come tanti altri. Vivo con la mia compagna e il mio cane. Mi piace andare a pesca».

Domenica contro la Nocerina un altro mattoncino importante nello sprint finale del girone d'andata: «Con la Nocerina sapevamo che sarebbe stata una partita importante e l'abbiamo archiviata bene. Abbiamo una serie d'impegni, tra cui uno infrasettimanale, ma guardiamo partita per partita. Non ci nascondiamo, siamo la squadra da battere ma alle spalle la Turris sta tenendo un bel ritmo». Qualche curiosità, infine, su quel bacio al team manager Gianni Picaro dopo il goal: «Gianni è uno dei nostri; me l'aveva annunciato il goal ed era d'obbligo andargli a dare un bacio. Il goal è per la mia famiglia e la mia compagna che mi ha supportato in questo periodo in cui sono stato un po' nervoso perché non giocavo tanto».
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