Beppe Iachini
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Calcio

Iachini: «Voglio maggiore partecipazione alla manovra offensiva»

Conferenza stampa dell'allenatore alla vigilia della sfida allo Spezia

Conferenza stampa di Beppe Iachini alla vigilia di Bari-Spezia. Il tecnico ha richiamato all'unità tra tifosi e squadra ed ha promesso massimo impegno per migliorare l'attuale situazione di classifica.
Di seguito le sue dichiarazioni alla vigilia del match che andrà in scena domenica 3 marzo, alle 16.15, allo stadio San Nicola.

SPEZIA SNODO CRUCIALE?
«Noi lavoriamo giorno per giorno perché il rilancio avvenga in ogni partita e quindi anche per affrontare lo Spezia, che si è trovata ad esser lì in un campionato complicato, però ha buoni giocatori in ogni reparto. Prima della Feralpisalò veniva da buoni risultato. Dobbiamo affrontarla con intensità e volontà. Io sono venuto in un clima di contestazione, non è per me, ma domani mi auguro abbiamo dalla nostra i tifosi dal primo al 95° minuto perché questi ragazzi ne hanno bisogno a livello caratteriale. So che i nostri tifosi hanno nelle loro corde questo sostegno e spero siamo tutti uniti domani per affrontare questa partita. Penso abbiamo fatto bene nelle prime due col 4-3-1-2, a Catanzaro con altro modulo e certamente a Bolzano l'ho subito detto dopo la partita, non abbiamo fatto bene».

PUSCAS
«Puscas è un ragazzo in cui dobbiamo credere e crediamo. Dobbiamo supportarlo per tornare a fare ottime prestazioni e mi aspetto cose importanti da tutti, anche da George».

MODULO TATTICO, ATTEGGIAMENTO E PALLE INATTIVE
«Noi stiamo portando avanti due o tre soluzioni tattiche, anche per capire quali sono pregi e difetti. Ora vediamo il recupero dei calciatori, perché dobbiamo ragionare sulle tre partite in una settimana. Debbo dire che la squadra mi è piaciuta con entrambi i moduli, conta l'atteggiamento e su questo abbiamo anche margini di miglioramento. Era successo anche a Catanzaro, dove il risultato finale è stato bugiardo come ha detto anche l'allenatore avversario. Al primo tiro hanno fatto gol, ma dobbiamo andare oltre queste cose negative, andando a curare i dettagli. Conta l'interpretazione di come andiamo in campo. Martedì si sono visti grandi miglioramenti, voglio sia una squadra maschia. Io non voglio solo rompere il gioco e andare. Voglio si faccia la nostra partita sul piano del palleggio, io devo lavorare certamente nell'immediato e quindi devo lavorare sui miei giocatori affinché non abbiano una mentalità sparagnina e vadano in avanti a cercare gol. E non è solo un discorso di attaccanti, ma di partecipazione alla manovra offensiva con più calciatori. E contano anche le palle inattive: prepariamo più possibilità e vorrei le andassimo a realizzare. Nel calcio di oggi le palle inattive diventano importanti per andare a sbloccare o a chiudere le partite».

SQUADRA FIGLIA DEL PROPRIO ALLENATORE
«La squadra deve diventare figlia del proprio allenatore. Sto lavorando giorno per giorno affinché i ragazzi recepiscano i miei messaggi. E ti rendi conto a che punto sono tutti o solo qualcuno. Non voglio sentire nessun alibi ed andare in campo a testa alta con atteggiamenti giusti, ma mi farebbe piacere se tutti insieme, col pubblico, veniamo fuori da questa situazione. Vorrei vedere quella luce alla fine del tunnel che è vicina ed abbiamo 11 partite per farlo».

LAVORO DURO
«Sapevo che quando si subentra a febbraio non c'è molto tempo ed è normale ci fossero difficoltà. Bisognava si andasse a lavorare su alcune letture in fase difensiva ed offensiva. Le risposte le avrò solo sempre dopo le partite. Sono difficoltà che conoscevo, ma credo nel lavoro che porta a risultati collettivi e di squadra. Da ogni partita voglio il massimo da tutti, anche da chi subentra».

L'UNDICI TITOLARE DA SCEGLIERE ALL'ULTIMO MOMENTO
«Vediamo caso per caso da tenere sotto osservazione con le tre partite in una settimana. Abbiamo ancora tempo per la valutazione con lo staff medico fino alle quattro e un quarto di domani».

STERILITÀ OFFENSIVA
«Più situazioni crei, più hai possibilità di far gol. Su quello abbiamo un enorme margine di crescita. L'unica cosa che posso fare io è battere su questo aspetto come su altri, lavorando tanto».

BRENNO
«Paradossalmente... sarà stato che da quando sono arrivato io gli ho portato sfortuna. Purtroppo è entrato in tre situazioni negative, ma è un ragazzo che si allena con passione e grande attenzione. Ne ho parlato con lui per capire come mai. Fa parte della vita di un portiere, ma stiamo lavorando per far sì che questo ragazzo corregga la lettura di alcune situazioni. È giovane, non ha 34 o 35 anni, quindi può migliorare per non ripetere determinati errori. Va sostenuto come gli altri ragazzi che giocano in altri ruoli».

NASTI
«Tutti i nostri attaccanti hanno margini di miglioramento nello smarcamento, non solo lui. E quello ti aiuta quando vai ad attaccare la porta avversaria. Stiamo lavorando affinché lo facciano. Era successo con Belotti che era arrivato dalla C, con l'Albinoleffe, con Icardi dalla Primavera della Sampdoria, Dybala veniva dalla serie B argentina. Tutti ragazzi molto giovani in cui vedi potenzialità e devi andarli a migliorare nella tecnica individuale. I movimenti di attacco sono fondamentali per far loro alzare la percentuale di gol».

CENTROCAMPISTI DEVONO INSERIRSI
«Stiamo lavorando su Lulic, Bellomo ed Edjouma che l'anno scorso ha fatto 9 o 10 gol, anche con il gioco aereo. Sto lavorando affinché vadano a riempire l'area avversaria. Voglio incentivarli a fare questo ed è chiaro che quando lo faremo, diventeremo più efficaci ed imprevedibili con inserimento da dietro».







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