
Attualità
Stadio San Nicola, il 5 giugno sopralluogo dei tecnici comunali per il rilascio
Si cerca una intesa sui concerti ormai imminenti
Bari - giovedì 4 giugno 2026
11.42
Riassunto delle puntate precedenti. Il vecchio bando per la gestione dello stadio San Nicola è scaduto il 31 maggio scorso. La SSC Bari nelle scorse ore ha iniziato a lasciare l'immobile, in attesa della firma che la vedrebbe gestire l'impianto di strada Torrebella anche nel prossimo quinquennio. Ma...
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, è entrato in aperto conflitto (un po' perché è nelle prerogative del ruolo istituzionale, un po' per rimediare a qualche errore del suo predecessore) con la famiglia De Laurentiis, con uno scambio epistolare degno di un romanzo a puntate, in cui ha ribadito che non firmerà la nuova concessione se Luigi De Laurentiis non lo incontrerà per illustrare ciò che hanno in mente lui ed il papà Aurelio sul futuro della società calcistica, mestamente retrocessa in serie C.
I De Laurentiis avevano risposto piccati, ma sembrava si fossero poi convinti ad incontrare il primo cittadino. Macché, nulla di programmato, nulla di nulla. Almeno al momento. Così ieri, 3 giugno, Vito Leccese ha rilasciato dichiarazioni secondo cui, da prassi, i tecnici comunali effettueranno un sopralluogo all'interno dello stadio per constatare quale sia lo stato dei luoghi al momento del rilascio da parte della SSC Bari, unica partecipante anche al nuovo bando.
Due i nodi però: da una parte la gestione dell'impianto e delle sue pertinenza nel corso dei prossimi quattro concerti che si svolgeranno a Bari tra giugno e luglio, per cui sarebbero state firmati contratti da cui non si può sfuggire; dall'altro la possibilità che la Filmauro non si presenti affatto al colloquio col sindaco e pensi addirittura ad una mancata iscrizione al campionato di serie C non avendo l'impianto a disposizione. Scadenza il 16 giugno, ma questa seconda ipotesi apparirebbe - secondo fonti romane - inverosimile.
Si tratta dunque di comprendere quanto l'ente comunale possa realmente fare giuridicamente (a noi risulta ben poco, salvo andare incontro a contenziosi che pagherebbero i baresi) e quali siano le reali intenzioni dei De Laurentiis.
Col nodo stadio non si scherza e destra e sinistra sembrano unite in questo braccio di ferro. Tuttavia chi potrebbe andarci di mezzo sono proprio i cittadini. Attenzione dunque a capire fin dove ci si possa spingere senza bruciarsi.
Sul sfondo un popolo ancora una volta e suo malgrado vittima del suo volere "credere" a tutti. Alla politica compresa, la stessa che affidò nel 2018 il titolo a chi oggi è così (a ragionissima) inviso ai baresi.
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, è entrato in aperto conflitto (un po' perché è nelle prerogative del ruolo istituzionale, un po' per rimediare a qualche errore del suo predecessore) con la famiglia De Laurentiis, con uno scambio epistolare degno di un romanzo a puntate, in cui ha ribadito che non firmerà la nuova concessione se Luigi De Laurentiis non lo incontrerà per illustrare ciò che hanno in mente lui ed il papà Aurelio sul futuro della società calcistica, mestamente retrocessa in serie C.
I De Laurentiis avevano risposto piccati, ma sembrava si fossero poi convinti ad incontrare il primo cittadino. Macché, nulla di programmato, nulla di nulla. Almeno al momento. Così ieri, 3 giugno, Vito Leccese ha rilasciato dichiarazioni secondo cui, da prassi, i tecnici comunali effettueranno un sopralluogo all'interno dello stadio per constatare quale sia lo stato dei luoghi al momento del rilascio da parte della SSC Bari, unica partecipante anche al nuovo bando.
Due i nodi però: da una parte la gestione dell'impianto e delle sue pertinenza nel corso dei prossimi quattro concerti che si svolgeranno a Bari tra giugno e luglio, per cui sarebbero state firmati contratti da cui non si può sfuggire; dall'altro la possibilità che la Filmauro non si presenti affatto al colloquio col sindaco e pensi addirittura ad una mancata iscrizione al campionato di serie C non avendo l'impianto a disposizione. Scadenza il 16 giugno, ma questa seconda ipotesi apparirebbe - secondo fonti romane - inverosimile.
Si tratta dunque di comprendere quanto l'ente comunale possa realmente fare giuridicamente (a noi risulta ben poco, salvo andare incontro a contenziosi che pagherebbero i baresi) e quali siano le reali intenzioni dei De Laurentiis.
Col nodo stadio non si scherza e destra e sinistra sembrano unite in questo braccio di ferro. Tuttavia chi potrebbe andarci di mezzo sono proprio i cittadini. Attenzione dunque a capire fin dove ci si possa spingere senza bruciarsi.
Sul sfondo un popolo ancora una volta e suo malgrado vittima del suo volere "credere" a tutti. Alla politica compresa, la stessa che affidò nel 2018 il titolo a chi oggi è così (a ragionissima) inviso ai baresi.

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