Un ragazzo a scuola con la mascherina
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Scuola e Lavoro

«O DaD al 100% o presenza», da Bari l'appello ai prof di Puglia

I docenti del Salvemini invitano i loro colleghi ad unirsi alla loro richiesta al Governo e alle istituzioni regionali

Ieri sera, dopo una lunga attesa, è giunta la nuova ordinanza della Regione Puglia che fino al 15 obbliga le scuole alla DDI, ma permette a chi vuole di poter optare per la didattica in presenza. Una scelta che in molti hanno definito nuovamente una non scelta. E i docenti del liceo Salvemini di Bari hanno allora scritto una lunga lettera, indirizzata prima di tutto ai loro colleghi in Puglia affinché ci si unisca in una richiesta al Governo e alle istituzioni locali. La pubblichiamo di seguito nella sua interezza.

«Visto il caos organizzativo e decisionale nel quale viene ancora una volta tenuta la Scuola italiana, si sente il dovere di esprimere un profondo dissenso in relazione alle modalità attraverso le quali viene elaborandosi il prosieguo dell'anno scolastico. Sono da considerare più che condivisibili le affermazioni contenute in un documento firmato dai docenti del Liceo Tasso di Roma: "Collegi docenti e Consigli d'Istituto sono stati chiamati a riprogettare settimanalmente orari, calendari e programmazioni; i Dirigenti scolastici con il personale ATA hanno continuato invano a spostare banchi, a misurare spazi, mentre l'epidemia ha tempi e logiche altre (…) Sia i docenti che gli studenti vogliono rientrare, ma per rimanervi sino alla fine dell'anno scolastico che ha una sua scansione precisa e definita. I tempi dell'apprendimento e della verifica necessitano di una programmazione di lungo periodo. (…) La scuola è relazione e correlazione, fisicità, incontro, visività, comunicazione verbale e non verbale, partecipazione emotiva: tutto quello che la scuola superiore italiana non è stata da marzo a oggi".
Fatte proprie queste considerazioni, i docenti firmatari ritengono che sia doveroso da parte delle istituzioni governative (Stato e Regione), garantire l'omogeneità dell'offerta didattica per le scuole secondarie superiori. Se infatti la situazione epidemiologica e quella organizzativa in merito ai trasporti sono mutate rispetto alla fine di ottobre 2020, è necessario prenderne atto e quindi riaprire la scuola nella sua completezza, riaffermando la centralità della presenza. Se, invece, la situazione generale non è mutata né muterà a breve, visto che la campagna vaccinale per il personale scolastico è prevista a partire dalla primavera inoltrata, che si resti in DAD al 100%, in maniera omogenea, per un tempo garantito, significativo e definito, senza il balletto delle dichiarazioni di principio non seguite da alcuna concreta azione. La DDI (decisamente peggiorativa rispetto alla DAD) è lesiva del principio costituzionale dell'uguaglianza nel diritto allo studio degli studenti, oltre che essere causa di una condizione professionalmente schizofrenica e improduttiva per la classe docente. È inoltre da considerare irricevibile che siano le famiglie a scegliere il tipo di offerta didattica per i loro figli (in DAD o in presenza), nonché palesemente offensivo continuare a tenere in scacco le scuole, alle quali viene de facto scaricato l'onere di continue riorganizzazioni interne, che rendono impossibile programmare in modo coerente il lavoro dei docenti e, quindi, l'offerta didattica.
Si propone pertanto di dare un segnale forte a istituzioni, sindacati, studenti e famiglie, in difesa della Scuola, senza sottovalutare la grave situazione sanitaria, ma guardando alla Scuola come il luogo che ha pagato il tributo più alto alla situazione generale:
1. Richiesta di anticipo della campagna vaccinale del personale della scuola, essendo questo il comparto che ha più sofferto le conseguenze della situazione pandemica;
2. Richiesta di una pianificazione a medio termine di tempi certi entro i quali procedere ancora con una didattica a distanza, ed oltre i quali procedere finalmente con una didattica in presenza al 100%;
3. Manifestazione nel piazzale antistante l'Istituto, a turno, con le classi, per delle lezioni partecipate con gli studenti;
4. Coordinamento dei Docenti delle scuole di Bari e provincia;
5. Un giorno di sciopero che ponga l'attenzione sul disagio professionale che queste modalità miste producono, riducendo gli insegnanti a semplici esecutori di attività di intrattenimento, e sulla assoluta contrarietà degli scriventi ad ogni forma di libertà di scelta da parte delle famiglie sulle modalità didattiche;
6. Conoscere lo stato dell'arte del "piano speciale per i trasporti scolastici in Puglia", entro tempi certi.

I professori del liceo scientifico "G. Salvemini" di Bari: Massimiliano Macculi, Alberto Maiale, Teresa Perna, Tina Losorelli, Elisabetta D'Erasmo, Graziarita De Nicolò, Micaela Ruscigno, Anna Arcuti, Angela Blasi, Fernanda Palmigiani, Nadia Longo, Carmela Varchetta, Lidia Caniglia, Mariagrazia Bruni, Emanuela Erroi, Maria Paglionico, Walter Zaminga, Marilena Iacoviello, Graziana Musceo, Nicla D'Alonzo, Micaela Ricci, Livia Favia, Isabella Laterza, Dino Caroppo, Alessandro Dell'Aere, Valeria Luisi, Alessandra De Giorgio, Anna Vavalle, Anastasia Favuzzi, Cassandra De Fano, Nunzia Giancaspro, Maria Felicia Balducci, Annalisa Zampaglione, Maria Grazia De Belvis, Nicola Volpe, Antonella Catalano, Mariangela Pignatelli, Germano Torkan, Silvia Mesto, Arianna De Gaetano, Antonella Pontrelli, Liliana Di Martino, Sterpeta Cafagna, Maria Donata Di Turi, Anna Ammirabile, Sabrina Santamato, Giovanna Abruzzese, Annamaria Mercante, Antonella Adinolfi, Mariangela Imbò, Alessandro Toriello, Costanza Novielli, Maria Chiapperini, Paola Patimo, Angela Gramazio, Giuseppe Russo, Giuditta Occhiogrosso, Gennaro Capriati, Rosa Ciocia, Vito Falcicchio, Maria Assunta Di Pietro, Lucia Brienza, Domenica Dinoia, Anna Maria Dragone, Elvira Romita, Elena D'Ambrosio, Pasquale Zecchini, Antonella Retinò».
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