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Scuola, in Puglia i ragazzi scelgono il liceo, ma manca il tempo pieno

Gianni Verga (Uil): «Nella nostra regione richiesto solo dal 21,1% degli studenti, mentre in Lazio, Liguria, Toscana e Piemonte si supera il 60%»

All'indomani della scadenza del termine per le iscrizioni, circa la metà degli studenti pugliesi sceglie un liceo. È una tendenza che si trascina, ormai, da un quinquiennio e a farla da padrone è l'indirizzo scientifico. Calano, invece, le iscrizioni agli istituti professionali per l'industria e l'artigianato, pressoché stabili i dati relativi agli istituti tecnici (fatta eccezione per l'economico) e alberghieri.

«Le nostre preoccupazioni, piuttosto - spiega Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia - riguardano la collocazione della Puglia tra gli ultimi posti per richiesta del tempo pieno. Soltanto il 21,1%, un'inezia rispetto a percentuali che superano il 60% in regioni come Lazio, Liguria, Toscana e Piemonte. Sul tempo scuola la Regione perde tempo nell'avviare i tavoli di confronto e gli enti locali sono evidentemente troppo impegnati ad accorpare e a dividere le scuole, come se questa fosse una priorità del sistema scolastico pugliese. Siamo stanchi di non ricevere risposte concrete dall'assessorato regionale al ramo - Sebastiano Leo e di continuare a partecipare a riunioni che non portano a nulla».

«Quest'anno scolastico - conclude Verga - presumibilmente salterà il progetto Tutto a Scuola che, per la Puglia, ha rappresentato da sempre un fiore all'occhiello e una vetrina rispetto al recupero della dispersione scolastica. Le criticità sul tempo pieno, che da tempo rappresentiamo, non sono inserite neanche nell'agenda politica di questa regione. Abbiamo chiesto l'eliminazione dalle linee di indirizzo per il dimensionamento scolastico della biennalita degli accorpamenti e sdoppiamenti, ma dall'assessore non è pervenuto ancora nessun segnale concreto. Le previsioni sugli accorpamenti delle scuole sottodimensionate al parametro dei 600 alunni vanno pensate di anno in anno, senza la necessità di operazioni aritmetiche e di anticipare alcuna decisione che porti quale unico risultato quello di destabilizzare la serenità delle comunità scolastiche coinvolte. Su quest'ultimo punto, qualora non si dovesse fare subito chiarezza, siamo pronti a mobilitare le scuole».
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