
Attualità
Presentato il Vademecum sulla segnalazione del disagio minorile nella scuole
Si tratta di un progetto del Garante della Regione Puglia
Bari - giovedì 19 febbraio 2026
Comunicato Stampa
Un vademecum sulla segnalazione del disagio minorile, per promuovere la tempestiva intercettazione e l'inserimento in un percorso che prevenga la devianza. E' questo lo strumento elaborato su iniziative del garante dei minori, Ludovico Abbaticchio, in collaborazione con gli altri garanti, con l'Ufficio scolastico regionale con la procura minorile e con il Tribunale dei minori al temine del tavolo tecnico "Segnali e segnalazioni del disagio minorile nella scuola inclusiva" presentato oggi nella sala Campione del Consiglio regionale.
A illustrare il progetto e definire l'obiettivo del percorso sperimentale lo stesso Garante Abbaticchio insieme alla vicepresidente del Consiglio regionale, Elisabetta Vaccarella, al garante per le persone sottoposte a misure di restrizione della libera Piero Rossi, al garante delle persone con disabilità, Antonio Giampietro, allla presidente del Tribunale per i Minorenni, Valeria Montaruli e alla curatrice del Tavolo tecnico e del vademecum, Maria Rosa Pennetta.
"Il progetto, avviato nel maggio 2023 – ha spiegato Abbaticcchio – ha l'obiettivo di mettere a disposizione delle scuole uno strumento condiviso, frutto del lavoro concertato con tutte le istituzioni interessate, che permetta di intercettare il disagio del minore e segnalarlo alle Asl, ai servizi socio-sanitari, eventualmente alle procure e infine al tribunale dei minori".
"La scuola è inclusiva quando è capace di parlare e ascoltare tutti, - ha detto Vaccarella facendo riferimento anche alla sua esperienza nel sociale e di assessore al Welfare del Comune di Bari – Questa è una scuola accogliente, che interviene prima che il disagio esploda in manifestazioni spesso senza via di uscita, che contrasti l'isolamento nel quale si trova il minore".
Per Rossi e Giampietro questo modello di intervento ha il grande vantaggio di agire come prevenzione primaria, supportando la scuola, troppo spesso oppressa da problematiche di difficile gestione, nella presa in carico dei ragazzi a rischio, individuando modalità interistituzionali idonee a recuperare per loro un "progetto di vita".
"Si tratta di una tratta una iniziativa virtuosa e innovativa, - ha sottolineato Montaruli – condivisa con il tribunale dei Minori sin dall'inizio, finalizzato a potenziare il ruolo della scuola. Negli ultimi anni abbiamo visto salire i fenomeni di rilevanza penale tra minorenni soprattutto per reati violenti, legati all'uso di stupefacenti o alcolici, cresce il numero delle misure cautelari. Questo è un grosso campanello di allarme perché registra una dilagante aggressività che non trova spazi e contenimenti. Quando interviene il tribunale è già tardi".
Il modello ipotizzato e pensato come replicabile, partirà da subito con la presentazione e la condivisione in 10 scuole del territorio, ha evidenziato Abbaticchio, e "sarà sottoposto alche agli altri garanti regionali perché "è il primo in Italia a strutturare quella che deve essere l'integrazione scolastica-sociosanitaria-territoriale".
Maria Rosa Pennetta ha spiegato come il vademecum sia indispensabile perché "spesso l'insegnante è solo di fonte al disagio e può non rilevarlo, oppure non essere in grado di affrontarlo. Per questo si prevede la segnalazione a un team di docenti che verifichi la situazione e, se accertata, la comunichi al dirigente scolastico che procede poi con i servizi sociali o le procure".
A illustrare il progetto e definire l'obiettivo del percorso sperimentale lo stesso Garante Abbaticchio insieme alla vicepresidente del Consiglio regionale, Elisabetta Vaccarella, al garante per le persone sottoposte a misure di restrizione della libera Piero Rossi, al garante delle persone con disabilità, Antonio Giampietro, allla presidente del Tribunale per i Minorenni, Valeria Montaruli e alla curatrice del Tavolo tecnico e del vademecum, Maria Rosa Pennetta.
"Il progetto, avviato nel maggio 2023 – ha spiegato Abbaticcchio – ha l'obiettivo di mettere a disposizione delle scuole uno strumento condiviso, frutto del lavoro concertato con tutte le istituzioni interessate, che permetta di intercettare il disagio del minore e segnalarlo alle Asl, ai servizi socio-sanitari, eventualmente alle procure e infine al tribunale dei minori".
"La scuola è inclusiva quando è capace di parlare e ascoltare tutti, - ha detto Vaccarella facendo riferimento anche alla sua esperienza nel sociale e di assessore al Welfare del Comune di Bari – Questa è una scuola accogliente, che interviene prima che il disagio esploda in manifestazioni spesso senza via di uscita, che contrasti l'isolamento nel quale si trova il minore".
Per Rossi e Giampietro questo modello di intervento ha il grande vantaggio di agire come prevenzione primaria, supportando la scuola, troppo spesso oppressa da problematiche di difficile gestione, nella presa in carico dei ragazzi a rischio, individuando modalità interistituzionali idonee a recuperare per loro un "progetto di vita".
"Si tratta di una tratta una iniziativa virtuosa e innovativa, - ha sottolineato Montaruli – condivisa con il tribunale dei Minori sin dall'inizio, finalizzato a potenziare il ruolo della scuola. Negli ultimi anni abbiamo visto salire i fenomeni di rilevanza penale tra minorenni soprattutto per reati violenti, legati all'uso di stupefacenti o alcolici, cresce il numero delle misure cautelari. Questo è un grosso campanello di allarme perché registra una dilagante aggressività che non trova spazi e contenimenti. Quando interviene il tribunale è già tardi".
Il modello ipotizzato e pensato come replicabile, partirà da subito con la presentazione e la condivisione in 10 scuole del territorio, ha evidenziato Abbaticchio, e "sarà sottoposto alche agli altri garanti regionali perché "è il primo in Italia a strutturare quella che deve essere l'integrazione scolastica-sociosanitaria-territoriale".
Maria Rosa Pennetta ha spiegato come il vademecum sia indispensabile perché "spesso l'insegnante è solo di fonte al disagio e può non rilevarlo, oppure non essere in grado di affrontarlo. Per questo si prevede la segnalazione a un team di docenti che verifichi la situazione e, se accertata, la comunichi al dirigente scolastico che procede poi con i servizi sociali o le procure".
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