
Cronaca
Picchiarono un uomo per un debito di droga: condanne ridotte in Appello
Sono tutti uomini del clan Strisciuglio: le pene sono passate ad un massimo di 10 anni di reclusione. Riconosciute le attenuanti
Bari - giovedì 1 ottobre 2026
19.47
Condanne dimezzate per quattro uomini del clan Strisciuglio. La Corte di Assise di Appello di Bari ha ridotto le pene inflitte un anno fa al 33enne Saverio Caputo, al 29enne Mario Milella, al 33enne Michele Metta e al 25enne Giovanni De Giosa, condannati in primo grado, i primi tre a 20 anni ed il quarto a 16 anni e 6 mesi.
In appello, i giudici baresi (presidente Eustacchio Cafaro), riconoscendo le circostanze attenuanti generiche, hanno rideterminato le pene agli imputati accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni personali. Sono così stati inflitti 10 anni di reclusione a Caputo (difeso dagli avvocati Francesco Taurisano e Carlo Russo Frattasi), Milella (avvocati Taurisano e Damiano Somma) e a Metta (avvocato Gennaro Giorgio), e 8 anni e 2 mesi a De Giosa (avvocato Taurisano).
Stando all'ipotesi accusatoria, ad aprile 2024, per costringere la vittima a saldare un debito di droga, gli imputati avrebbero prelevato l'uomo da casa, lo avrebbero portato in un box del quartiere San Paolo, in via Don Gnocchi, e, dopo averlo legato a una sedia, lo avrebbero picchiato per farsi consegnare 1.100 euro. L'incubo sarebbe durato ore. Una volta ottenuto il denaro, l'uomo sarebbe stato liberato con traumi alla spalla, all'avambraccio, al gomito, ad una mano e ad una caviglia.
Gli investigatori hanno ricostruito che il 30enne per cinque mesi avrebbe acquistato cocaina da un pusher del San Paolo, che gli consentiva di comprare anche "a debito". Almeno fino a quando i venditori di droga non hanno pensato che fosse arrivato il momento di riscuotere. Le motivazioni saranno rese note in 90 giorni.
In appello, i giudici baresi (presidente Eustacchio Cafaro), riconoscendo le circostanze attenuanti generiche, hanno rideterminato le pene agli imputati accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni personali. Sono così stati inflitti 10 anni di reclusione a Caputo (difeso dagli avvocati Francesco Taurisano e Carlo Russo Frattasi), Milella (avvocati Taurisano e Damiano Somma) e a Metta (avvocato Gennaro Giorgio), e 8 anni e 2 mesi a De Giosa (avvocato Taurisano).
Stando all'ipotesi accusatoria, ad aprile 2024, per costringere la vittima a saldare un debito di droga, gli imputati avrebbero prelevato l'uomo da casa, lo avrebbero portato in un box del quartiere San Paolo, in via Don Gnocchi, e, dopo averlo legato a una sedia, lo avrebbero picchiato per farsi consegnare 1.100 euro. L'incubo sarebbe durato ore. Una volta ottenuto il denaro, l'uomo sarebbe stato liberato con traumi alla spalla, all'avambraccio, al gomito, ad una mano e ad una caviglia.
Gli investigatori hanno ricostruito che il 30enne per cinque mesi avrebbe acquistato cocaina da un pusher del San Paolo, che gli consentiva di comprare anche "a debito". Almeno fino a quando i venditori di droga non hanno pensato che fosse arrivato il momento di riscuotere. Le motivazioni saranno rese note in 90 giorni.


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