Papa Francesco a Bari
Papa Francesco a Bari

Papa Francesco: «Bari capitale dell'unità della Chiesa»

Il discorso del Santo Padre dalla Basilica di San Nicola prima della messa in piazza

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha accolto a Bari, nel piazzale Cristoforo Colombo, Papa Francesco, giunto in elicottero per concludere le giornate di incontro e riflessione "Mediterraneo frontiera di pace", evento che vede la partecipazione dei Vescovi di venti Paesi.

«Stiamo attendendo il presidente della Repubblica Mattarella - ha detto Emiliano - Si tratta di una giornata straordinaria per Bari e per la Puglia; un evento senza precedenti nella storia della Chiesa, ma devo dire anche nella storia del Mediterraneo. Tutte le chiese di tutti i Paesi del Mediterraneo si sono riunite qui a Bari per ragionare sulla pace e sulla pacifica convivenza nei prossimi anni, in questo lago comune, in questo lago di Tiberiade diceva don Tonino Bello, che ci unisce e non ci può dividere, che deve essere un mare di vita e non un cimitero».

Intanto Papa Francesco dalla Basilica di San Nicola lancia un appello all'unità, alla pace e alla fratellanza. Ecco il discorso del Santo Padre, in attesa che arrivi in piazza per la messa con i fedeli.

«È la seconda volta in pochi mesi che si fa un gesto di questo tipo e la prima volta di un incontro fra i vescovi del Mediterraneo. Bari è la capitale dell'unità della Chiesa. Dialogo e convivialità. Bari è importante per i legami che ha con il medio oriente. La diocesi di Bari ha sempre tenuto vivo il dialogo ecumenico e interreligioso, stabilendo legami di reciproca stima e fratellanza.

Questo mare obbliga i popoli a una costante prossimità e a rammentare che solo nella concordia si possono godere delle opportunità che il Mediterraneo offre. L'importanza di tale area nel mondo della globalizzazione si è accentuata. Il Mediterraneo è una zona strategica il cui equilibrio ha effetti anche sulle altre parti del mondo.

Divisioni e disuguaglianze aumentano l'instabilità. Siamo chiamati a offrire testimonianza di unità e di pace, chiedendoci quale sia il contributo che possiamo offrire a uomini e donne del mediterraneo come discepoli di dio. Il conflitto irrisolto fra palestinesi e israeliani rischia di portare a soluzioni inique.

La giustizia è ostacolata dalla cultura dello scarto, che rende le persone alla stregua delle cose. Il volontariato è una grande realtà della pastoralità italiana. A cosa serve una società che raggiunge risultati tecnologici ma non è solidale con chi è nel bisogno? Le chiese, con un impegno più attivo, sono segno dell'attenzione per i piccoli e per i poveri. Fra coloro che nel Mediterraneo più faticano ci sono quelli che fuggono dalla guerra o dalla povertà. Il loro numero è aumentato a causa di conflitti e drammatiche condizioni climatiche. Tale fenomeno segnerà la regione mediterranea, gli Stati e le comunità non possono essere impreparati. Sono interessate anche le Chiese e i Governi dei paesi di partenza, che vedono depauperarsi il loro valore umano.

Si fa strada un senso di paura davanti a quella che viene strumentalmente dipinta come invasione. Inadempienza della politica e settarismi sono cause dei radicalismi. Chiediamo ai governi di tutelare le minoranze. La persecuzione delle comunità cristiane, ma non solo, non può lasciarci indifferenti. Non possiamo accettare che chi fugge in mare muoia senza soccorso, o che diventi vittima di sfruttamento sessuale o assoldata dalle mafie.

Sentendo i discorsi dei leader populisti mi ricordo la decade del '30 del secolo scorso. Il processo di accoglienza è impensabile affrontarlo nel sangue. L'altro porta ricchezza e crescita. Il Mediterraneo è il mare del meticciato, la purezza della razza non ha fortuna. Il Mediterraneo è straordinaria potenzialità, non lasciamo che lo spirito nazionalistico sia freno al dialogo e alla convivialità. Una particolare opportunità è rappresentata dalle nuove generazioni, che si rivelano linfa se lasciate libere di esprimere il loro futuro.

Per chi crede nel vangelo il dialogo ha anche un valore teologico. Ascoltare il fratello è ascoltare lo spirito di Dio. Estremismi e fondamentalismi negano la dignità dell'uomo e la sua religiosità. Si rende urgente un discorso più vivo fra le confessioni religiose. I veri insegnamenti delle religioni incitano a restare ancorati ai valori di pace fratellanza e convivenza. Nell'accoglienza dei migranti si può realizzare la vera religiosità
».
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