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Cronaca

Fingevano l'arresto dei nipoti per truffare gli anziani in provincia di Bari, due in manette

I malviventi si spacciavano al telefono per avvocati e carabinieri, così da chiedere alle vittime la "cauzione" per il rilascio dei congiunti

Avevano architettato un elaborato piano per truffare gli anziani, fingendosi avvocati e carabinieri e organizzando finti arresti dei nipoti delle vittime, così da poter richiedere denaro per pagare la "cauzione" dei loro congiunti. Questa mattina, i carabinieri della compagnia di Monopoli, collaborati in fase esecutiva dai comandi provinciali carabinieri di Napoli e Verona, hanno tratto in arresto, in esecuzione di una misura cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Bari (n. 7517/2019/21 RGNR E 3445/2020 RG GIP), due individui, entrambi originari della provincia di Napoli, con l'accusa di truffa aggravata.

A finire in manette sono due incensurati, un uomo C.L. di anni 26, operaio trasportatore e una donna S.C. di anni 27, disoccupata, responsabili di aver messo a segno tre truffe, occorse fra il mese di Maggio e Novembre del 2019, ai danni di anziani residenti a Bari, Polignano a Mare e Monopoli, mentre un quarto tentativo è stato sventato dai parenti della vittima accortisi in tempo del pericolo. Il provento delle attività illecite è stato stimato in euro 17mila circa, fra denaro contante e gioielli.

Le indagini, condotte con strumenti tecnici, hanno dimostrato come i due facessero parte di una organizzazione in grado di pianificare meticolosamente le truffe mediante una suddivisione dei ruoli, ovvero dai registi, cioè coloro che si occupavano della selezione delle vittime, scrutando nelle parentele, a quelli che contattavano telefonicamente gli anziani per ingannarli, fino a coloro che si recavano in trasferta per prelevare il denaro dall'abitazione delle vittime.

Tutto iniziava quando la vittima riceveva la telefonata da un uomo che si spacciava per avvocato, il quale si trovava ad assistere il nipote dell'anziano, trattenuto in caserma oppure arrestato a seguito di un incidente stradale. Quindi, per essere più convincente, passava la telefonata a un altro complice, il quale a sua volta si fingeva maresciallo dei carabinieri: era proprio quest'ultimo a chiedere, quale corrispettivo per il rilascio del congiunto, una somma in danaro. Quando la vittima accettava di pagare, immediatamente si presentava a riscuotere un altro complice, con il volto spesso coperto da capellino, il quale, in alternativa al denaro, poteva farsi consegnare anche gioielli e altri preziosi, approfittando della circostanza che l'anziano era spesso solo in casa.

Non si esclude che il gruppo possa aver colpito anche in altre provincie del territorio nazionale, potendo contare su una organizzazione in grado di fornire non solo mezzi e sim, ma anche di falsificare i documenti di riconoscimento, necessari per prenotare alberghi o auto a noleggio.

In un caso, verificatosi in Monopoli, l'inganno non è andato a buon fine in quanto la vittima, allarmata dalla telefonata dei sedicenti avvocato e carabinieri, aveva chiesto l'aiuto dei parenti. Al termine delle formalità un indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre l'altro è stato trasferito nella casa circondariale femminile a disposizione del Tribunale di Bari.
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