protesta disabili bari
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Politica

I disabili tornano a protestare sul lungomare di Bari: «No a gara unica per gli ausili protesici»

La manifestazione è stata convocata dal comitato "Stop alle barriere" e sostenuta da Lariccia (M5s), Gemmato (FdI) e Damascelli (FI)

I disabili tornano a protestare sul lungomare di Bari, davanti alla sede della presidenza della giunta regionale della Puglia. La manifestazione è stata convocata dal comitato "Stop alle barriere", che raccoglie la voce di molte persone disabili, contrarie alla gara unica per la fornitura di ausili protesici. Una modalità che, secondo i manifestanti, non garantirebbe lo stesso tipo di assistenza di cui i disabili di Bari e provincia beneficiavano fino a qualche anno fa; la richiesta è di una risoluzione prima delle elezioni del 20-21 settembre.

A sostenere la protesta anche gli esponenti politici. Marcello Gemmato, deputato pugliese e commissario regionale di Fratelli d'Italia, dice: «Fino a ieri chiunque poteva recarsi nella sua struttura di rifermento e ritirare gli ausili protesici. Oggi, invece, i disabili si trovano a sottostare a nuove regole che porterebbero a una gara d'appalto generica, che determinerebbe una stazione appaltante: i dispositivi vengono ordinati da aziende del Nord, arrivano al Sud, vengono scaricati sotto casa dei beneficiari che devono provvedere al montaggio. Oggi, invece, le carrozine sono personalizzate e i beneficiari possono avere un'interlocuzione personale con il professionista che le consegna. Tutti gli ausili devono essere personalizzati, mentre la gara d'appalto prevederà che aziende del Nord spediranno qui ausili stadard».

Interpellata da Gemmato, una delle manifestanti dice: «Siamo qui per rivendicare i nostri diritti e la nostra dignità. Vogliamo togliere queste gare d'appalto che il presidente Emiliano ha pensato di istituire solo per la provincia di Bari. Questi ausili che andranno in gara sono di scarsa qualità».

Antonella Laricchia, candidata alla presidenza regionale per il Movimento 5 stelle, dice: «La Regione non può pensare di risparmiare tagliando sull'assistenza alle persone disabili e continuare ad approfittare della loro pazienza promettendo di risolvere una situazione che va avanti da mesi. Non posso che sostenere la manifestazione indetta domani per dire no alle procedure d'appalto al ribasso per la fornitura di dispositivi e ausili protesici volute dalla Asl di Bari. I pazienti hanno già avuto fin troppa pazienza, revocando una prima manifestazione annunciata lo scorso giugno, dopo le promesse di Montanaro di risolvere la situazione, purtroppo disattese».

«Avevamo già chiesto - continua Laricchia - al direttore generale della Asl di Bari Sanguedolce di fare quello che fanno le altre asl pugliesi, che hanno avviato appositi tavoli per la definizione di un accordo quadro multi-fornitore. Una procedura che garantirebbe sia la migliore assistenza per gli utenti che una maggiore apertura al mercato. Non è possibile che le Asl non abbiano linee guida univoche e soprattutto si pensi a tagliare i costi sulla pelle dei cittadini più fragili: con le gare al massimo ribasso, infatti non si può garantire all'utente la libertà di scelta del fornitore locale, la personalizzazione degli ausili e la loro manutenzione tempestiva. Parliamo di carrozzine, deambulatori, prodotti per la cura delle piaghe da decubito e tutta una serie di dispositivi protesici su cui non è accettabile alcun risparmio».

Domenico Damascelli, consigliere regionale e candidato per il nuovo consiglio con Forza Italia, dice: «Carrozzine e protesi non possono essere consegnati a domicilio come pacchi postali. Sono ausili essenziali per le persone con disabilità, e necessitano di continue personalizzazioni per poter essere adattati alle singole esigenze. Ma per l'Asl Bari l'assistenza tecnica ortopedica non conta, è un servizio accessorio. Condivido la giusta protesta contro questo sopruso. Ho presentato un'interrogazione urgente al presidente-assessore Emiliano in merito, e questa mattina ho partecipato alla manifestazione a Bari delle persone disabili».
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