
Cronaca
Corteo e scontri contro il Ddl Sicurezza: 12 condannati, una è di Bari
Cade l'accusa di devastazione per quattro pugliesi coinvolti, pene più lievi. I fatti risalgono allo scorso 17 maggio a Catania
Bari - mercoledì 16 settembre 2026
11.06
Non regge l'accusa di devastazione per gli scontri durante il corteo contro il Ddl Sicurezza a Catania. Il reato più grave contestato nell'inchiesta cade nel processo con rito abbreviato dinanzi al Tribunale siciliano e, per quattro imputati pugliesi - tra cui originario di Terlizzi -, restano condanne per contestazioni meno pesanti.
Gabriele Maria Venturi, originario di Ostuni e residente a Locorotondo, è stato assolto dal reato di devastazione «perché il fatto non sussiste»: per travisamento e imbrattamento la pena è di 11 mesi. Un anno di reclusione e mille euro di ammenda ciascuno per Andrea Berardi, di Terlizzi, e per Angelo Francesco Cozzolongo, di Acquaviva delle Fonti, entrambi per travisamento. I tre sono assistiti dall'avvocato Francesco Calabro. Sette mesi, invece, per Marilen De Renzio, nata a Bari.
La sentenza conta in totale dodici condanne e due assoluzioni integrali, oltre a quelle pronunciate su singoli capi d'imputazione. Il procedimento riguarda quanto accaduto il 17 maggio 2025 durante la manifestazione promossa a Catania dalla "Rete No Ddl Sicurezza Catania". Per l'accusa, durante il corteo ci furono lanci di pietre, petardi, bombe carta, artifici pirotecnici e dispositivi contenenti liquido infiammabile contro le forze dell'ordine, oltre a danneggiamenti e imbrattamenti.
Lungo il percorso furono danneggiate con pietre e martelli vetrate e lastre di marmo di negozi e alberghi, mentre sui muri di palazzi, abitazioni ed edifici pubblici comparvero scritte contro le forze dell'ordine. Le indagini furono condotte attraverso l'esame e l'incrocio delle immagini raccolte prima e dopo la manifestazione.
Gabriele Maria Venturi, originario di Ostuni e residente a Locorotondo, è stato assolto dal reato di devastazione «perché il fatto non sussiste»: per travisamento e imbrattamento la pena è di 11 mesi. Un anno di reclusione e mille euro di ammenda ciascuno per Andrea Berardi, di Terlizzi, e per Angelo Francesco Cozzolongo, di Acquaviva delle Fonti, entrambi per travisamento. I tre sono assistiti dall'avvocato Francesco Calabro. Sette mesi, invece, per Marilen De Renzio, nata a Bari.
La sentenza conta in totale dodici condanne e due assoluzioni integrali, oltre a quelle pronunciate su singoli capi d'imputazione. Il procedimento riguarda quanto accaduto il 17 maggio 2025 durante la manifestazione promossa a Catania dalla "Rete No Ddl Sicurezza Catania". Per l'accusa, durante il corteo ci furono lanci di pietre, petardi, bombe carta, artifici pirotecnici e dispositivi contenenti liquido infiammabile contro le forze dell'ordine, oltre a danneggiamenti e imbrattamenti.
Lungo il percorso furono danneggiate con pietre e martelli vetrate e lastre di marmo di negozi e alberghi, mentre sui muri di palazzi, abitazioni ed edifici pubblici comparvero scritte contro le forze dell'ordine. Le indagini furono condotte attraverso l'esame e l'incrocio delle immagini raccolte prima e dopo la manifestazione.



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