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Clima e patrimonio culturale, Bari protagonista del progetto europeo Icarus

Il Piano interesserà in particolare la macroarea Murat-Libertà-Madonnella

Bari è tra le città europee coinvolte nella proposta progettuale ICARUS, candidata nell'ambito del programma europeo Horizon Europe (Missione Clima) e finalizzata alla protezione del patrimonio culturale dagli effetti sempre più drammatici dei cambiamenti climatici.

Il progetto nasce dalla constatazione che il patrimonio culturale europeo è particolarmente esposto agli effetti del riscaldamento globale: ondate di calore, piogge intense e allagamenti, siccità, incendi, innalzamento del livello del mare, erosione costiera e progressivo deterioramento dei materiali rappresentano rischi crescenti per monumenti, edifici storici, spazi pubblici e interi centri urbani.

In questo scenario, Bari è stata individuata come una delle città nelle quali sperimentare un nuovo modello integrato di adattamento climatico del patrimonio culturale, con l'obiettivo di integrare conoscenza scientifica, pianificazione urbana, tutela del patrimonio, partecipazione dei cittadini e soluzioni basate sulla natura.

Gli impatti dei cambiamenti climatici vanno ben oltre il deterioramento dei singoli monumenti: i centri storici urbani sono ambienti vivi in cui il patrimonio culturale sostiene l'istruzione, la partecipazione culturale e la vita comunitaria. Luoghi in cui coesistono e interagiscono beni culturali, spazi pubblici, attività turistiche, servizi urbani e comunità locali.

La loro tutela e gestione coinvolgono molteplici istituzioni che operano a diversi livelli, tra cui Comuni, autorità per il patrimonio, amministrazioni regionali e nazionali, nonché una vasta gamma di portatori di interesse con responsabilità e interessi distinti. Tuttavia, questi attori operano spesso attraverso strutture di governance frammentate e processi decisionali settoriali, condizione che ostacola lo sviluppo di strategie integrate di adattamento climatico.

Negli ultimi due decenni, la ricerca europea ha compiuto notevoli progressi nella modellazione climatica, nella valutazione della vulnerabilità, nella diagnostica del patrimonio e nelle tecnologie di monitoraggio. Tuttavia, questi progressi non si sono ancora tradotti in quadri operativi in grado di supportare le città nella pianificazione a lungo termine delle misure di adattamento climatico per il patrimonio culturale.

Il progetto si propone perciò di individuare approcci operativi in grado di trasformare sistematicamente le conoscenze sul clima in azioni coordinate per la tutela del patrimonio culturale, combinando evidenze scientifiche, governance partecipativa, pianificazione strategica, co-progettazione e monitoraggio.

A Bari, il progetto interesserà in particolare la macroarea Murat-Libertà-Madonnella e il rapporto tra patrimonio storico, spazi pubblici e resilienza climatica. Strade, piazze e spazi pubblici residuali saranno considerati elementi strategici sui quali intervenire per migliorare il comfort termico, la biodiversità, la vivibilità e la sicurezza degli spazi urbani, nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche della città di Bari.

Il lavoro consentirà innanzitutto di individuare e analizzare i principali rischi climatici che interessano il patrimonio e il tessuto urbano barese, tra cui le ondate di calore e l'effetto isola di calore urbana, le piogge intense e gli allagamenti improvvisi, l'innalzamento del livello del mare, l'erosione costiera, l'intrusione salina e il deterioramento dei materiali che compongono i monumenti cittadini.

Uno degli elementi centrali sarà la costituzione del Bari Climate Heritage Protection Lab (Bari CHP Lab), una piattaforma permanente di confronto e governance che coinvolgerà il Comune, con gli uffici competenti in materia di patrimonio culturale, clima, urbanistica, spazio pubblico e infrastrutture verdi, insieme alle autorità regionali, alle università, alle istituzioni culturali, agli operatori turistici, alle imprese, alle associazioni e ai cittadini.

Il progetto prevede inoltre la definizione di un Piano di Protezione Climatica del patrimonio culturale di Bari, elaborato attraverso un percorso partecipativo, che individuerà i rischi prioritari, le possibili azioni di adattamento e le aree nelle quali l'impiego di NBS (Nature-Based Solutions) verdi, blu e ibride potrà contribuire a migliorare al contempo la resilienza climatica, la qualità degli spazi pubblici, la biodiversità e la fruibilità del patrimonio.

Il Piano sarà inoltre messo in relazione con gli strumenti di pianificazione già adottati dal Comune di Bari, a partire dal Piano del Verde, con l'obiettivo di costruire una strategia coerente e integrata per garantire la resilienza della città.
Il percorso, infine, prevede il coinvolgimento diretto degli stakeholder attraverso focus group e momenti di confronto, seguiti da una fase di consultazione online e dalla validazione finale del Piano.

«L'obiettivo di ICARUS - spiega l'assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino - è superare la frammentazione degli interventi e fornire alle città strumenti concreti per trasformare la conoscenza dei rischi climatici in azioni di prevenzione, adattamento e gestione nel lungo periodo. Il patrimonio storico non è qualcosa di a sé stante, ma è parte della vita quotidiana delle nostre comunità e della nostra identità. Per questo proteggerlo dagli effetti dei cambiamenti climatici significa, di fatto, proteggere i luoghi stessi in cui viviamo, lavoriamo, camminiamo e ci incontriamo. La sfida è quella di costruire una città capace di prendersi cura contemporaneamente del proprio patrimonio storico e del proprio futuro: la crisi climatica ci impone di ripensare anche il modo in cui proteggiamo i nostri luoghi storici. Strade, piazze, edifici e spazi pubblici devono poter continuare a essere vissuti dalle persone anche in condizioni climatiche sempre più difficili. ICARUS ci offre l'opportunità di sperimentare soluzioni concrete e replicabili, mettendo a sistema le competenze della nostra città e quelle di una rete italiana ed europea».

La partecipazione di Bari a ICARUS, favorita dal centro GREEN (GREEN – Center for Geography, Resources, Environment, Energy and Networks) dell'Università Bocconi di Milano, consentirà di sperimentare sul territorio un modello di adattamento del patrimonio culturale che potrà essere successivamente replicato in altre città europee, rafforzando il ruolo di Bari nelle reti europee dedicate alla transizione climatica, alla rigenerazione urbana e alla tutela del patrimonio culturale.
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