Michele Simone direttore Chirurgia di venere
Michele Simone direttore Chirurgia di venere
Attualità

Chirurgia del Di Venere, Michele Simone è il nuovo primario

Esperto in chirurgia laparoscopica avanzata è anche impegnato nello sviluppo della chirurgia robotica

Oltre 5mila interventi oncologici maggiori, più di 6mila operazioni chirurgiche funzionali con l'esecuzione di tecnica "open" e laparoscopica. Una vita in sala operatoria quella del dott. Michele Simone, chirurgo con una casistica operatoria ed un'esperienza vastissime che dal giugno scorso è il nuovo direttore della Chirurgia generale dell'Ospedale "Di Venere" e, da poco, anche alla guida del Dipartimento di Area Chirurgica della ASL Bari.
Dalla firma del nuovo contratto con il Direttore generale della ASL Bari, Antonio Sanguedolce, al passaggio dall'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari, dove Simone ha trascorso gli ultimi sette anni, al presidio ospedaliero di Bari-Carbonara. Un "viaggio" breve, ultimo di una serie d'incarichi che hanno condotto il chirurgo barese in un percorso a ritroso dalla Francia alla Puglia, dall'Hôpital Civil di Strasburgo (policlinico dell'Università "Louis Pasteur") alla sanità privata accreditata prima e a quella pubblica poi, maturando competenze e capacità poliedriche.
Esperto in chirurgia laparoscopica avanzata (chirurgia oncologica del tubo digestivo, senologica, dell'obesità, delle ernie e laparoceli) ma anche impegnato nello sviluppo della chirurgia robotica, in particolare in campo bariatrico e oncologico, il dott. Simone nel settembre 2001 ha partecipato attivamente all'organizzazione del primo intervento al mondo di chirurgia robotica laparoscopica a distanza, tra New York e Strasburgo (Progetto Lindbergh).
Il nuovo primario del "Di Venere" ha anche partecipato allo sviluppo di tecniche chirurgiche innovative attraverso gli orifizi naturali e ha arricchito il suo bagaglio professionale nell'istituto francese di ricerca contro il cancro dell'apparato digestivo IRCAD-EITS. Amplissima la tipologia di interventi open e laparoscopici sui diversi organi (esofago, stomaco, colon, vie biliari, pancreas, fegato, rene, utero), chirurgia di superficie (mammella, parete - ernioplastiche e addominoplastiche - e apparato endocrino) e chirurgia vascolare.
Nel curriculum del dott. Simone, inoltre, spicca la formazione (dal 2015) per i futuri chirurghi nelle reti formative della Facoltà di Medicina dell'Università di Bari e dell'Università di Catanzaro, oltre ad una notevole attività convegnistica e congressuale, di ricerca e partecipazione a studi scientifici ed un ultraventennale impegno in pubblicazioni a carattere medico.
Esperienze e capacità professionali, soprattutto in campo oncologico, subito messe a disposizione della ASL Bari e dell'Ospedale "Di Venere". «L'obiettivo principale della nostra attività – spiega Simone – è far crescere la qualità dell'offerta sanitaria, come ospedale e come azienda sanitaria, mirando a migliorare i risultati clinici e anche la percezione di essi rispetto alla domanda di buona sanità che arriva dalla comunità». Buoni risultati già tangibili: «Abbiamo operato un paziente – conferma il dott. Simone - per un cancro all'esofago e in questo reparto non accadeva da diversi anni: l'esito è stato positivo, il paziente sta bene. Interventi su tumori così difficili mettono certamente alla prova l'esperienza dell'équipe chirurgica ma ci consentono di dare una risposta di cura efficace a pazienti che, altrimenti, sarebbero costretti ad operarsi fuori regione. E invece restano qui a Bari e in Puglia».
Parallelamente, il "Di Venere" opera all'interno della Rete Oncologica Pugliese e, in quest'ottica, la Chirurgia generale effettua trattamenti chirurgici per patologie oncologiche all'esofago, allo stomaco, al pancreas e al colon retto. Proprio in quest'ultimo delicato settore, essendo il tumore al colon retto tra i più diffusi in Italia, l'équipe di Chirurgia guidata da Simone in poco meno di due mesi, tra giugno ed agosto, ha già eseguito 40 interventi oncologici e si prepara a raggiungere il traguardo dei 50, condizione per definire un centro quale "hub di riferimento". Il prossimo naturale approdo sarà poi l'applicazione della tecnologia robotica a svariate tipologie di interventi che, già oggi, vengono eseguiti con tecnica laparoscopica mininvasiva.
Il nuovo direttore è inoltre molto impegnato anche su altri filoni di attività, che riguardano la condivisione di esperienze e di modalità organizzative: «Il "lavoro di squadra" - rimarca Simone – è sublimato nel team multidisciplinare creato assieme al dott. Francesco Giuliani, responsabile dell'Oncologia dell'Ospedale San Paolo di Bari, un'organizzazione a disposizione di tutta l'area chirurgica per affrontare i casi oncologici più complessi, anche con il fondamentale supporto di un'équipe di anestesia e rianimazione di eccellenza. Agiamo con una visione ampia, che investe strategicamente tutta la Asl, puntando a raggiungere i risultati sperati sia in termini di cura per i pazienti, sia in termini di Pdta, ossia percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali grazie ai quali il paziente viene seguito lungo tutto il suo iter di cura».
Infine, su scala dipartimentale, l'Area chirurgica della Asl è entrata a pieno titolo nella gestione dello screening del colon retto assicurando l'offerta di terzo livello su tutto il territorio aziendale, chiudendo così il cerchio che dalla prevenzione e diagnosi precoce conduce, quando necessario, alla terapia chirurgica.
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