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Cronaca
Bari, violenze e maltrattamenti sull’ex moglie: arrestato un uomo
Decisivo l’intervento della sorella e della Polizia di Stato
Bari - mercoledì 21 ottobre 2026
11.06 Comunicato Stampa
La misura è stata eseguita in data 16 ottobre dal personale della Polizia di Stato. In estrema sintesi, e nel rispetto del segreto investigativo, l'ipotesi posta a fondamento del provvedimento riguarda gli esiti delle indagini intraprese in data 9 ottobre scorso, allorquando personale della Squadra Mobile è intervenuto in una via del centro di Bari, in quanto era stato segnalato che, poco prima, un soggetto, pregiudicato per reati contro la persona e contro il patrimonio, aveva cercato di dare fuoco alla ex moglie con un accendino, dopo averla cosparsa di alcool etilico.
A seguito dei primi accertamenti si poteva appurare che all'uomo, dopo aver cosparso tutto il corpo della donna di alcol, era caduto l'accendino proprio nel momento in cui provava ad alimentare il fuoco dal pavimento. Ne nasceva una breve colluttazione al termine della quale, la donna, presa dallo sconforto e stanca delle continue vessazioni, raccoglieva l'accendino e si dava essa stessa fuoco.
Solo l'intervento della sorella giunta in quel momento, che le metteva la testa e il busto sotto un rubinetto, impediva che il quel gesto potesse avere tragiche conseguenze. Acquisita la denuncia, esaminati filmati che avevano ripreso l'intera scena, e ricostruiti i numerosi maltrattamenti, fisici e psicologici, subìti dalla donna già all'epoca in cui conviveva con l'indagato, maltrattamenti compiuti anche in presenza dei due figli minori, veniva depositata alla Procura della Repubblica di Bari un'informativa a seguito della quale veniva rapidamente emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'uomo che veniva rintracciato a casa sua dagli operatori.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria. La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall'art. 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.
A seguito dei primi accertamenti si poteva appurare che all'uomo, dopo aver cosparso tutto il corpo della donna di alcol, era caduto l'accendino proprio nel momento in cui provava ad alimentare il fuoco dal pavimento. Ne nasceva una breve colluttazione al termine della quale, la donna, presa dallo sconforto e stanca delle continue vessazioni, raccoglieva l'accendino e si dava essa stessa fuoco.
Solo l'intervento della sorella giunta in quel momento, che le metteva la testa e il busto sotto un rubinetto, impediva che il quel gesto potesse avere tragiche conseguenze. Acquisita la denuncia, esaminati filmati che avevano ripreso l'intera scena, e ricostruiti i numerosi maltrattamenti, fisici e psicologici, subìti dalla donna già all'epoca in cui conviveva con l'indagato, maltrattamenti compiuti anche in presenza dei due figli minori, veniva depositata alla Procura della Repubblica di Bari un'informativa a seguito della quale veniva rapidamente emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'uomo che veniva rintracciato a casa sua dagli operatori.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria. La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall'art. 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.


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