Una scena dal set di The Nest - Il Nido. <span>Foto Loris T. Zambelli</span>
Una scena dal set di The Nest - Il Nido. Foto Loris T. Zambelli
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Bari, il cinema e l'horror. Il successo di Roberto De Feo e The Nest - Il Nido

Classe '81, barese doc, ha portato in sala il giorno di Ferragosto il suo primo lungometraggio ambientato a Torino

Bari sta diventando sempre più città cinematografica, come raccontano le diverse produzioni che si stanno svolgendo in questi giorni tra le sue vie. Ma non lo è solo come luogo in cui girare, ci sono anche diversi figli della nostra terra che si stanno facendo conoscere in tutto il mondo. Tra di loro non si può non parlare di Roberto De Feo, regista barese doc, che finora aveva usato il suo talento per girare solo cortometraggi, che però si erano fatti notare al punto anche di essere ad un passo da arrivare alla notte degli Oscar, oltre ad aver avuto diversi riconoscimenti (ha ottenuto un Nastro D'Argento per Child K come autore). De Feo è diventato grande, se così possiamo dire, e si è ora cimentato con il suo primo lungometraggio, dal titolo The Nest - Il Nido, uscito nelle sale il 15 agosto e finito subito tra i film più visti, oltre ad essere stato presentato al Festival di Locarno.

Roberto De Feo, classe 1981, nato a Bari. Oltre a questo ti va di raccontarci un po' chi sei?

Ho iniziato a fare cinema nel 2004, ho girato diversi cortometraggi, alcuni hanno anche avuto riconoscimenti importanti, tra cui ricordo i nastri d'argento nel 2016. Sono stato scelto da Biennale Collage per la scuola di Biennale Cinema nel 2016 o 2017, ogni anno scelgono 12 registi da tutto il mondo per uno workshop con produttori e sceneggiatori importanti in tutto il mondo. Da lì poi ho iniziato a scrivere la sceneggiatura per il mio primo lungometraggio, e a lavorarci insieme a Colorado Film, che tra le diverse idee ha scelto di investire su The Nest – Il Nido che ora è diventato un film. Purtroppo però ci sono voluti 3 anni e mezzo, anche per trovare il distributore in Vision Distribution.

The Nest – Il Nido è il tuo primo lungometraggio, ed è un horror se così possiamo definirlo, anche se come sempre le categorie rischiano di stare strette. Questo genere rientra in un filone storico della cinematografia italiana, basta citare Mario Bava o Dario Argento. Come mai questa scelta?

Da spettatore è il mio genere preferito e per questo ho sempre cercato di scrivere soggetti di genere. Non si può comunque definire The Nest un horror classico, piuttosto è un dramma familiare che poi sfocia nell'horror. Non si può classificare come horror puro, come stanno constatando anche i critici in questi giorni.

Il tuo film ha esordito in sala il 15 agosto, non certo un periodo ideale in Italia, eppure ha riscontrato fino ad oggi un ottimo successo di pubblico. Te lo aspettavi?

Non me lo aspettavo, ma ci speravo. È stato il quinto incasso nazionale dopo film imbattibili come Spiderman e Men in Black. Sono comunque molto contento.

Negli ultimi tempi la Puglia e Bari sono state protagoniste di diverse produzioni cinematografiche nazionale e internazionali, dalla Loren a James Bond a Gravina. E tu pugliese, anzi barese, per girare il tuo primo film te ne sei invece andato a Torino. Come mai?

La scelta era obbligata. Apulia Film Commission ha cercato di aiutarmi a trovare la location giusta in Puglia ma non c'è stato nulla da fare, era impossibile trovare qui una villa costruita alla metà dell'800 che potesse avere esteticamente quelle caratteristiche che sono classiche delle case dei film horror. Addirittura abbiamo cercato ovunque tranne che in Italia, fino a quando per pure fortuna cercando su Google mi sono imbattuto in questa casa in provincia di Torino in Parco La Mandria, costruita intorno al 1860 per volontà di Re Vittorio Emanuele II, era una delle sue tenute di caccia.

Come regista hai avuto la possibilità di lavorare anche a Hollywood, uno dei tuoi corti, Child K, è arrivato molto vicino a finire nella cinquina degli Oscar. Basandoti sulla tua esperienza che differenze ci sono tra la realtà cinematografica hollywoodiana e quello italiana (oltre che pugliese e barese)?

La differenza secondo me non sta nelle persone, non è tra chi è meno bravo e chi è più bravo. La differenza sta nella mentalità. In America non è che sono più bravi (anche se magari lo sono a fare tante cose) ma non lo sono perché sono nati più bravi, ma perché hanno a disposizione un mercato infinitamente più grosso del nostro, cento volte superiore come numeri, cosa che permette di investire e rischiare di più. Ritengo che il problema in Italia non siano i produttori che non hanno coraggio, ma che sia piuttosto il pubblico. The Nest ne è l'esempio, se fosse uscito in America in 10 mila sale avrebbe fatto un risultato molto superiore, perché la gente non ha questi stupidi pregiudizi, che invece ci sono in Italia, sull'horror dove capita che si finisce per distruggere o criticare un film solo perché non c'è il fantasma o il mostro che compare all'improvviso, e per questo lo si considera un film di serie B.

Progetti per il futuro?

Ho diversi progetti, nel breve termine sto lavorando ad un altro film ma non c'è nulla di certo, essendo tutto legato anche a come andrà The Nest all'estero. Se succede qualcosa di importante ci sarà una seconda possibilità.
De Feo insieme al cast del film a LocarnoDe Feo insieme al cast del film a LocarnoDe Feo insieme al cast del film a LocarnoDe Feo insieme al cast del film a LocarnoDe Feo insieme al cast del film a LocarnoDe Feo insieme al cast del film a LocarnoUna scena dal set di The Nest - Il NidoUna scena dal set di The Nest - Il Nido
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