
Attualità
Bari, cinque beni confiscati tornano alla comunità: pubblicato il bando
Oggi l’Assessore Grasso in audizione congiunta delle commissioni consiliari 1° e 5°
Bari - giovedì 27 agosto 2026
14.17 Comunicato Stampa
Un punto sul bando in pubblicazione per la concessione gratuita di cinque beni confiscati alla criminalità organizzata e sulle prossime azioni dell'amministrazione comunale finalizzate a rafforzare il riuso sociale di questo patrimonio: è stato questo il tema dell'audizione (in modalità mista) dell'assessore alla Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso e della dirigente della Ripartizione Patrimonio, Rosa De Parigi, convocata questa mattina in seduta congiunta dai componenti della 1° Commissione consiliare*, presieduta da Stefania Durante, e della 5° Commissione consiliare, presieduta da Fabio Sisto.
L'avviso, pubblicato lo scorso luglio, riguarda cinque immobili trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Bari e destinati, attraverso una concessione in uso gratuito, alla realizzazione di progetti di interesse sociale da parte di enti, associazioni e altri soggetti senza scopo di lucro previsti dal Codice antimafia.
«È un segnale di trasparenza che diamo alla città - ha dichiarato l'assessore Nicola Grasso - con l'obiettivo di attivare tutti i soggetti presenti sul territorio che mostrano interesse a vivificare, attraverso la gestione per finalità sociali dei beni individuati, alcune zone del tessuto urbano dove la presenza di questi immobili attesta un passato marcato dal controllo criminale».
Nel corso dell'audizione è stato ricordato il lavoro in corso per la definizione del regolamento comunale sui beni confiscati. La dirigente De Parigi ha comunicato che gli uffici stanno lavorando alla bozza, che sarà pronta entro la fine di settembre e verrà sottoposta al Consiglio comunale prima della predisposizione della proposta definitiva.
«Il regolamento sarà redatto nel rispetto di quanto previsto dal Codice antimafia - ha spiegato l'assessore - e disciplinerà in maniera puntuale le modalità di acquisizione al patrimonio comunale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, dettagliando le procedure e la pubblicazione degli elenchi mensili. Prevediamo inoltre l'avvio di una banca dati digitale, che sarà disponibile sul sito istituzionale del Comune, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente la trasparenza e di rendere accessibili tutte le informazioni disponibili sui beni in questione».
L'amministrazione è inoltre impegnata nella valorizzazione e nel recupero di altri beni già acquisiti. Tra gli interventi in corso, l'assessore ha ricordato in particolare quello relativo alla sistemazione della villa confiscata di San Girolamo, sul lungomare IX Maggio, per il quale il Comune ha ottenuto un importante finanziamento regionale.
«Sui beni confiscati stiamo lavorando con grande attenzione - ha aggiunto Grasso – perché la nostra è una città che non vuole limitarsi a sottrarre questi patrimoni alla criminalità, ma intende restituirli alla collettività trasformandoli in luoghi di partecipazione, inclusione, servizi e cultura della legalità». In questa prospettiva, i beni confiscati possono diventare luoghi attraverso cui promuovere iniziative di sensibilizzazione e attività didattiche, in particolare rivolte alle giovani generazioni.
«Ci aspetta anche un lavoro importante nelle scuole sulla cultura dell'antimafia - ha concluso l'assessore - e in questa prospettiva i beni confiscati possono rappresentare uno strumento concreto per sviluppare attività di carattere didattico e raccontare alle nuove generazioni che ciò che è stato sottratto alla collettività attraverso la criminalità può e deve tornare a essere un patrimonio della comunità».
Questi i cinque immobili interessati dal bando, la cui scadenza è fissata il prossimo 26 settembre:
** 5ª Commissione Rigenerazione Urbana e Sociale, Prossimità e Transizione digitale, Giustizia, Benessere sociale e Diritti Civili, Politiche attive del Lavoro.
L'avviso, pubblicato lo scorso luglio, riguarda cinque immobili trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Bari e destinati, attraverso una concessione in uso gratuito, alla realizzazione di progetti di interesse sociale da parte di enti, associazioni e altri soggetti senza scopo di lucro previsti dal Codice antimafia.
«È un segnale di trasparenza che diamo alla città - ha dichiarato l'assessore Nicola Grasso - con l'obiettivo di attivare tutti i soggetti presenti sul territorio che mostrano interesse a vivificare, attraverso la gestione per finalità sociali dei beni individuati, alcune zone del tessuto urbano dove la presenza di questi immobili attesta un passato marcato dal controllo criminale».
Nel corso dell'audizione è stato ricordato il lavoro in corso per la definizione del regolamento comunale sui beni confiscati. La dirigente De Parigi ha comunicato che gli uffici stanno lavorando alla bozza, che sarà pronta entro la fine di settembre e verrà sottoposta al Consiglio comunale prima della predisposizione della proposta definitiva.
«Il regolamento sarà redatto nel rispetto di quanto previsto dal Codice antimafia - ha spiegato l'assessore - e disciplinerà in maniera puntuale le modalità di acquisizione al patrimonio comunale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, dettagliando le procedure e la pubblicazione degli elenchi mensili. Prevediamo inoltre l'avvio di una banca dati digitale, che sarà disponibile sul sito istituzionale del Comune, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente la trasparenza e di rendere accessibili tutte le informazioni disponibili sui beni in questione».
L'amministrazione è inoltre impegnata nella valorizzazione e nel recupero di altri beni già acquisiti. Tra gli interventi in corso, l'assessore ha ricordato in particolare quello relativo alla sistemazione della villa confiscata di San Girolamo, sul lungomare IX Maggio, per il quale il Comune ha ottenuto un importante finanziamento regionale.
«Sui beni confiscati stiamo lavorando con grande attenzione - ha aggiunto Grasso – perché la nostra è una città che non vuole limitarsi a sottrarre questi patrimoni alla criminalità, ma intende restituirli alla collettività trasformandoli in luoghi di partecipazione, inclusione, servizi e cultura della legalità». In questa prospettiva, i beni confiscati possono diventare luoghi attraverso cui promuovere iniziative di sensibilizzazione e attività didattiche, in particolare rivolte alle giovani generazioni.
«Ci aspetta anche un lavoro importante nelle scuole sulla cultura dell'antimafia - ha concluso l'assessore - e in questa prospettiva i beni confiscati possono rappresentare uno strumento concreto per sviluppare attività di carattere didattico e raccontare alle nuove generazioni che ciò che è stato sottratto alla collettività attraverso la criminalità può e deve tornare a essere un patrimonio della comunità».
Questi i cinque immobili interessati dal bando, la cui scadenza è fissata il prossimo 26 settembre:
- via Pietro Oreste 9, appartamento di circa 80 metri quadrati al terzo piano di un condominio con ascensore;
- piazza San Pietro 22, appartamento di circa 100 metri quadrati al primo piano di un condominio privo di ascensore;
- via delle Regioni 60, compendio costituito da due manufatti al piano terra, rispettivamente di circa 23 e 27 metri quadrati, e da un terreno pertinenziale di circa 3.000 metri quadrati;
- via Murat 54, immobile di circa 27 metri quadrati al piano terra di un condominio;
- via Calefati 410-412, lotto costituito da un locale commerciale di circa 24 metri quadrati con box annesso di circa 14 metri quadrati.
** 5ª Commissione Rigenerazione Urbana e Sociale, Prossimità e Transizione digitale, Giustizia, Benessere sociale e Diritti Civili, Politiche attive del Lavoro.
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