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Vita di città

Bando per imprese culturali, la denuncia da Bari: «Questo modo di fare da anni '80-90 deve finire»

In principio solo 10 giorni per presentare i progetti, solo in seguito alle "proteste" di CGIL, AGIS e commissione consiliare la scadenza spostata al 14

Dieci giorni di tempo per le imprese culturali per presentare progetti per: «Iniziative e progetti culturali e di spettacolo da svolgersi nel periodo luglio-dicembre 2021 esclusivamente nel territorio del Comune di Bari». Un tempo troppo breve, tanto che in seguito alle proteste di CGIL, AGIS e commissione consiliare la scadenza è stata posticipata al 14 giugno alle 12. Solo 14 giorni comunque per presentare una documentazione non indifferente. Riportiamo la denuncia in merito dell'autore e regista barese, Giovanni Gentile, e della sua collega, l'attrice Barbara Grilli.

«Ogni anno il Comune di Bari, tramite l'assessorato alle Culture, pubblica un bando in cui destina dei fondi a dei progetti culturali e artistici - spiegano - Vuol dire che prende una somma cospicua di tasse dei cittadini e li destina a eventi culturali, che aiutano noi artisti a esprimerci senza l'affanno del botteghino a tutti i costi, ma che, ed è la cosa più importante, dovrebbero portare a una crescita culturale e sociale della città. Tutto, ripeto, grazie ai sacrifici dei cittadini che pagano le tasse. Per cui, secondo coscienza, noi artisti o operatori culturali dovremmo fare eventi pensati, studiati, andando in scena con l'immenso rispetto che si deve al fatto che stai andando in scena pagato dalle famiglie baresi».

«Fino a due anni fa - proseguono - cioè fino all'avvento dell'assessore Pierucci, questo bando usciva a Ottobre-Novembre. Cioè tu avevi un anno di tempo per pensare, progettare, fare questi eventi, rendicontando poi al Comune. Dall'anno scorso, senza alcun avviso, perché forse alla Ripartizione Culture non hanno tempo di fare una mailing list delle associazioni culturali per mandare via mail il bando o l'avviso, l'uscita del bando è stata anticipata. L'anno scorso tantissime associazioni l'hanno saputo dopo la scadenza. Quest'anno si è addirittura anticipato a giugno. Io l'ho saputo il 4, perché me l'ha mandato un amico consigliere comunale, altrimenti anche quest'anno sarebbe passato sotto traccia. E sono convinto che la maggior parte dei miei colleghi non sappia che il bando è già stato pubblicato».

«Il bando è uscito l'1 giugno con scadenza il 10 - denunciano - Cioè io, operatore culturale, ho 10 giorni di tempo per riempire un'infinità di scartoffie, pensare a un evento degno di essere pagato dai cittadini, riunire dei colleghi per fare insieme, chiedere preventivi ad artigiani, tecnici luci, strutture ospitanti, calcolarmi i costi di vitto e alloggio e viaggio se voglio ospitare un artista non di Bari, calcolare i costi di promozione e pubblicità che non siano inferiori al 10% e superiori al 15% del budget totale e altre amenità del genere. Quindi io ho due strade per poter partecipare e chiedere aiuti economici al comune. La prima è quella di avere già un progetto fatto apposta per il bando nel cassetto della scrivania. Bello, pronto e confezionato. Va da sé che posso averlo solo se so prima quello che sarà scritto nel bando. E voglio pensare, anzi sono sicuro, che sia tutto regolarissimo e che nessuno sia a conoscenza prima di quello che verrà scritto nel bando. La seconda strada è quella di fare un progetto superficiale per i 14 giorni di tempo che ho a disposizione, con costi indicati "a muzzo" o a occhio, con idee buttate là senza approfondimenti, ripetendo ogni anno pedissequamente la stessa cosa. Io forse farò in tempo a consegnare le carte o forse no, dipende da quanto ci mettono i miei artigiani e i miei colleghi a prepararmi dei preventivi seri, fatti con cognizione di causa, al risparmio perché i soldi sono quelli dei cittadini».

«Ma non si può, nel 2021, essere formalmente legali - concludono - perché questo modo di fare è nella più stringente legalità, ci tengo a precisarlo, ma non avere la minima idea di ciò che vuol dire creare qualcosa di positivo per la città e per la cultura della città con i soldi dei cittadini. Questo modo di fare da anni '80-90 deve finire. Bisogna dare a tutti gli operatori culturali le stesse possibilità e bisogna avere enorme rispetto per i sacrifici dei baresi, soprattutto in questi anni disastrosi per molte famiglie».

Da parte sua, l'assessore Ines Pierucci, in una nota in cui si comunicava la "proroga" della scadenza, aveva sottolineato: «Siamo consapevoli che i tempi restano comunque stretti, ma l'obiettivo condiviso è quello di poter offrire alla città un programma di eventi di qualità che inizi già nei primi giorni di luglio e prosegua fino a dicembre. Ricordo che per la prima volta dopo anni siamo riusciti a pubblicare l'avviso per i contributi con molti mesi di anticipo proprio per sostenere al meglio la progettualità degli operatori cittadini, e per questo mi auguro che siano in tanti a partecipare a questa edizione dell'avviso che ha una copertura finanziaria particolarmente cospicua, pari a quasi 400mila euro».
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