
Emergenza cormorani in Puglia, al via il confronto tecnico funzionale alle attività di monitoraggio
Il fenomeno interessa tutta la costa pugliese e in particolare le aree dove si trovano gli impianti di acquacoltura
martedì 10 marzo 2026
Comunicato Stampa
Gli assessori regionali all'Agricoltura e Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli, e all'Ambiente, Debora Ciliento, hanno riunito i referenti regionali della Struttura di Progetto "Attuazione della Politica Europea per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura", della Sezione Gestione Sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali e i referenti di Arpa Puglia per affrontare la crescente emergenza legata alla presenza dei cormorani negli impianti di maricoltura e nelle lagune pugliesi.
L'incontro è stato convocato per analizzare l'impatto che la crescente popolazione di questi uccelli ittiofagi sta producendo sul comparto della pesca e dell'acquacoltura regionale e per definire possibili azioni di monitoraggio e intervento nel rispetto della normativa ambientale e della tutela della biodiversità.
«Insieme a Debora Ciliento siamo pronti ad affrontare questa problematica – sottolinea l'assessore all'Agricoltura Paolicelli – prevedendo l'attivazione, in sinergia con gli enti scientifici competenti e le università, di un monitoraggio aggiornato del numero dei cormorani presenti in Puglia. Al momento disponiamo di dati che coprono le annualità dal 2007 al 2019 che non sono utilizzabili ai fini dell'attivazione di un piano di ristoro per le perdite e i danni segnalati dalle associazioni di categoria e dalle aziende di acquacoltura. Con i nuovi dati potremo valutare le azioni più utili e condivise, riconvocando il tavolo sull'emergenza cormorani».
«I cormorani sono una specie protetta e da questo assunto bisogna partire per trovare soluzioni all'emergenza oggi analizzata – sottolinea l'assessora regionale all'Ambiente Ciliento –. Sarà poi importante trovare insieme all'assessore Paolicelli un modo per rafforzare l'attenzione su un'altra criticità segnalata dagli operatori del comparto: quella della pesca illecita negli impianti di acquacoltura. Si tratta di comportamenti che danneggiano gravemente le aziende che lavorano nel rispetto delle regole e mettono a rischio la sostenibilità economica del settore».
I cormorani sono una specie protetta e qualsiasi eventuale procedura di controllo della specie, compresi eventuali abbattimenti, può essere autorizzata solo in deroga dal Ministero dell'Ambiente previa verifica tecnico-scientifica da parte dell'ISPRA.
Negli ultimi anni la presenza dei cormorani è cresciuta sensibilmente anche in Puglia. Ogni esemplare consuma in media circa 300 grammi di pesce al giorno, pari a circa 10 chilogrammi al mese. La predazione mette a rischio le semine di avannotti, oltre a provocare ferite nei pesci che restano negli impianti, con conseguente diffusione di malattie, rallentamento della crescita e aumento dei costi di gestione.
I danni riguardano anche il danneggiamento delle reti e delle strutture di contenimento. Il fenomeno interessa tutta la costa pugliese e in particolare le aree dove si trovano gli impianti di acquacoltura, dal Gargano alle province di Bari fino a Taranto e Gallipoli e nelle lagune di Lesina e Varano.
L'incontro è stato convocato per analizzare l'impatto che la crescente popolazione di questi uccelli ittiofagi sta producendo sul comparto della pesca e dell'acquacoltura regionale e per definire possibili azioni di monitoraggio e intervento nel rispetto della normativa ambientale e della tutela della biodiversità.
«Insieme a Debora Ciliento siamo pronti ad affrontare questa problematica – sottolinea l'assessore all'Agricoltura Paolicelli – prevedendo l'attivazione, in sinergia con gli enti scientifici competenti e le università, di un monitoraggio aggiornato del numero dei cormorani presenti in Puglia. Al momento disponiamo di dati che coprono le annualità dal 2007 al 2019 che non sono utilizzabili ai fini dell'attivazione di un piano di ristoro per le perdite e i danni segnalati dalle associazioni di categoria e dalle aziende di acquacoltura. Con i nuovi dati potremo valutare le azioni più utili e condivise, riconvocando il tavolo sull'emergenza cormorani».
«I cormorani sono una specie protetta e da questo assunto bisogna partire per trovare soluzioni all'emergenza oggi analizzata – sottolinea l'assessora regionale all'Ambiente Ciliento –. Sarà poi importante trovare insieme all'assessore Paolicelli un modo per rafforzare l'attenzione su un'altra criticità segnalata dagli operatori del comparto: quella della pesca illecita negli impianti di acquacoltura. Si tratta di comportamenti che danneggiano gravemente le aziende che lavorano nel rispetto delle regole e mettono a rischio la sostenibilità economica del settore».
I cormorani sono una specie protetta e qualsiasi eventuale procedura di controllo della specie, compresi eventuali abbattimenti, può essere autorizzata solo in deroga dal Ministero dell'Ambiente previa verifica tecnico-scientifica da parte dell'ISPRA.
Negli ultimi anni la presenza dei cormorani è cresciuta sensibilmente anche in Puglia. Ogni esemplare consuma in media circa 300 grammi di pesce al giorno, pari a circa 10 chilogrammi al mese. La predazione mette a rischio le semine di avannotti, oltre a provocare ferite nei pesci che restano negli impianti, con conseguente diffusione di malattie, rallentamento della crescita e aumento dei costi di gestione.
I danni riguardano anche il danneggiamento delle reti e delle strutture di contenimento. Il fenomeno interessa tutta la costa pugliese e in particolare le aree dove si trovano gli impianti di acquacoltura, dal Gargano alle province di Bari fino a Taranto e Gallipoli e nelle lagune di Lesina e Varano.


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