Buco nella Sanità, Decaro sceglie per l'aumento delle tasse
Il Governatore pugliese: «Mi scuso, ma per molti pugliesi l'incremento sarà minimo»
sabato 16 maggio 2026
17.14
Il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha annunciato quest'oggi, 16 maggio, un aumento delle tasse regionali per coprire il buco di 349 milioni di euro della Sanità regionale. Partito con i migliori intenti, l'ex sindaco di Bari si sta scontrando con la dura realtà e con quanto sia difficile porre rimedio agli errori dei suoi predecessori, per la verità mai troppo bacchettati dallo stesso Decaro.
Dall'aumento delle addizionali Irpef arriveranno 241 milioni di euro freschi per tappare la prima parte della falla. Questa è certamente la parte centrale della manovrina regionale. Gli aumenti mensili del carico Irpef saranno di 4,17 euro al mese per i redditi più bassi, dai 15 ai 28mila euro, mentre per quelli superiori a quella somma lorda e sino ai 50mila euro annui saranno di circa 19,33 euro al mese. 66,22 euro mensili sarà l'aumento dei tributi sanitari per i redditi più alti, al di sopra dei 50milla e fino a 100mila euro.
«Mi scuso con i pugliesi, ma per molti di loro l'aumento sarà minimo. Oltre il 70% dei pugliesi non avrà un aumento o avrà un aumento limitato a circa 4 euro al mese. Prima di agire sulla leva fiscale ho voluto chiedere sacrifici alla macchina regionale e alla politica, abbiamo quindi tagliato 107 milioni di euro dai costi della politica e della macchina regionale che andranno a coprire una parte del disequilibrio sanitario del 2025. L'altra parte, purtroppo, da commissario della Sanità, come previsto per le legge, la devo fare agendo sulla leva fiscale».
Il Presidente regionale ha anche spiegato di aver introdotto un principio progressivo, chi ha di più paga di più, ma questo aspetto non lo ha messo al riparo dalle polemiche delle opposizioni che sono sul piede di guerra, non tanto per l'aumento della pressione in sé, quanto per l'origine di questo problema, sempre imputabile alla maggioranza di centrosinistra che, oggettivamente, non ha operato bene nell'ultimo decennio, conti alla mano.
Decaro ha infine avuto una stoccata per il Governo nazionale: «Non mi pare - ha ironizzato - che in altre regioni governate dal centrodestro, in cui la leva fiscale è stata adoperata con i medesimi criteri, ci siano state tante polemiche».
Dall'aumento delle addizionali Irpef arriveranno 241 milioni di euro freschi per tappare la prima parte della falla. Questa è certamente la parte centrale della manovrina regionale. Gli aumenti mensili del carico Irpef saranno di 4,17 euro al mese per i redditi più bassi, dai 15 ai 28mila euro, mentre per quelli superiori a quella somma lorda e sino ai 50mila euro annui saranno di circa 19,33 euro al mese. 66,22 euro mensili sarà l'aumento dei tributi sanitari per i redditi più alti, al di sopra dei 50milla e fino a 100mila euro.
«Mi scuso con i pugliesi, ma per molti di loro l'aumento sarà minimo. Oltre il 70% dei pugliesi non avrà un aumento o avrà un aumento limitato a circa 4 euro al mese. Prima di agire sulla leva fiscale ho voluto chiedere sacrifici alla macchina regionale e alla politica, abbiamo quindi tagliato 107 milioni di euro dai costi della politica e della macchina regionale che andranno a coprire una parte del disequilibrio sanitario del 2025. L'altra parte, purtroppo, da commissario della Sanità, come previsto per le legge, la devo fare agendo sulla leva fiscale».
Il Presidente regionale ha anche spiegato di aver introdotto un principio progressivo, chi ha di più paga di più, ma questo aspetto non lo ha messo al riparo dalle polemiche delle opposizioni che sono sul piede di guerra, non tanto per l'aumento della pressione in sé, quanto per l'origine di questo problema, sempre imputabile alla maggioranza di centrosinistra che, oggettivamente, non ha operato bene nell'ultimo decennio, conti alla mano.
Decaro ha infine avuto una stoccata per il Governo nazionale: «Non mi pare - ha ironizzato - che in altre regioni governate dal centrodestro, in cui la leva fiscale è stata adoperata con i medesimi criteri, ci siano state tante polemiche».