
Calcio
SSC Bari, le dichiarazioni di Moreno Longo prima della partenza per Padova
Conferenza stampa anticipata a giovedì per permettere al gruppo di raggiungere il Veneto
Bari - giovedì 19 febbraio 2026
14.37
Conferenza stampa anticipata al giovedì per Moreno Longo, l'allenatore di un Bari sempre più in caduta libera, che cercherà in Veneto di riscattare la pessima prestazione interna contro il Sudtirol. Il gruppo partirà alla volta del capoluogo patavino nella giornata di venerdì e sabato 21 febbraio, alle 15.00, affronterà i biancoscudati.
Queste le dichiarazioni del tecnico piemontese rese in conferenza stampa.
IL DOPO-SUDTIROL
«Spero la squadra abbia sofferto. Spero abbiano vissuto male questa prestazione sottotono. Mi auguro che questo ci serva per reagire. Salvezza a 4 punti, playout a 2 e dobbiamo avere la forza di focalizzarci sull'obiettivo. Sto cercando di farla diventare squadra, perchè squadra non lo è, nemmeno nello spogliatoio. Quando sei squadra, col Sudtirol non ti disunisci dopo il gol preso, sintomo che non sei ancora squadra. Tempo non ce n'è, lo sappiamo, e sto facendo di tutto per farla diventare tale. Quando non hai identità precisa vai ricercando equilibrio e la coperta è sempre corta, quindi, ribadisco, bisogna diventare squadra».
NESSUNA RESA
«Non ho mai mollato nelle problematiche, l'ho sempre vista come una resa, alzare bandiera bianca. Io non voglio lavarmene le mani, mi sento come se fossi partito in luglio».
PREPARAZIONE PARTITA
«Cerchiamo di curare qualsiasi aspetto, mentale e tecnico-tattico. Ci devono mettere un pezzettino loro, non perchè il tutto mio e del mio staff non basta. Quando si parla di questo vuol dire che ci sono momenti in cui un giocatore si deve prendere le responsabilità. In quei momenti non può farlo l'allenatore e nemmeno il direttore. In una partita di calcio devi prendere quelle decisioni ogni 10 minuti. Non sto guardando carta d'identità o curriculum, metto dentro chi penso stia meglio in settimana».
LA FASCIA DI CAPITANO
«Fascia a Dorval? Le scelte avvengono per leadership o militanza e lui era quello con più presenza. Potenzialmente avrei bisogno di 25, 26 capitani. Scelta fatta solo per quello: non conta chi porta la scelta al braccio, conta chi vuol prendersi le responsabilità».
ASSENTI
«Verreth non sarà disponibile, come invece speravamo. Assenti anche Dickmann e Darboe. Il resto è a disposizione».
LAVORO E POCHE PAROLE
«Io non farei nemmeno conferenze stampa, non amo vendere fumo. Giusto confrontarsi con stampa, ma non fosse per me lascerei spazio solo al lavoro. Se si analizzano i gol col Sudtirol e quello decisivo di Mantova, non si possono prendere gol così».
MANE ED ARTIOLI
«Mane non la sta vivendo benissimo. Peso enorme sulle sue spalle ma deve trovare il modo di ripartire. Succedono queste cose quando giochi a calcio. Deve crescere.
Penso Artioli sia entrato molto bene, è un ragazzo che vuole la palla e sa come giocarla. C'è solo da capire quanti minuti ha nelle gambe e dobbiamo evitare di dover cambiare poi troppo presto».
NUOVI E VECCHI
«A gennaio o ti si incastra subito tutto quando sei costretto a cambiare tanto oppure fai fatica. Dobbiamo trovare quindi equilibrio giusto tra i nuovi ed i vecchi nello spogliatoio. Qualcuno deve trovare condizione, ma è il gruppo "storico" che ci deve dare una mano per essere competitivi 90 minuti. Se analizzo con voi le partite, ci sono certamente errori di giovani, na ce ne sono altrettanti di gente più esperta. Tra l'altro avremo fatto 11 allenamenti escluse rifiniture, giocando ogni tre giorni. Bisogna cercare di mettere dentro quei mattoni che elevano la prestazione».
PENSARE PARTITA DOPO PARTITA
«Non possiamo fare un piano. Unica cosa che conta è la prossima partita. Conta quella e dobbiamo convogliare tutte le energie nella partita di Padova. Inutile guardare gli altri se non vinci tu, se non fai ciò che devi fare tu. Non abbiamo altre possibilità. Oggi non possiamo nemmeno pensare ad una quota salvezza,prima dobbiamo diventare squadra».
DUE PUNTE CON RAO?
«Gytkjaer e Moncini possono coesistere,Rao ha la sua posizione, ma devi poi trovare equilibrio nell'assetto. Se metti le due punte devi togliere Rao che è quello che oggi sposta di più. Non è semplice».
L'AVVERSARIO
«Padova ha forte identità perchè arriva un campionato vinto e ci si riconosce. Ha giocatori che funzionano. La B non è nomi altisonanti, ma corsa, dedizione ed entusiasmo. Oggi il Padova è una squadra molto competitiva. Nella loro posizione mi aspetto ci vogliano eliminare nella corsa alla salvezza»
Queste le dichiarazioni del tecnico piemontese rese in conferenza stampa.
IL DOPO-SUDTIROL
«Spero la squadra abbia sofferto. Spero abbiano vissuto male questa prestazione sottotono. Mi auguro che questo ci serva per reagire. Salvezza a 4 punti, playout a 2 e dobbiamo avere la forza di focalizzarci sull'obiettivo. Sto cercando di farla diventare squadra, perchè squadra non lo è, nemmeno nello spogliatoio. Quando sei squadra, col Sudtirol non ti disunisci dopo il gol preso, sintomo che non sei ancora squadra. Tempo non ce n'è, lo sappiamo, e sto facendo di tutto per farla diventare tale. Quando non hai identità precisa vai ricercando equilibrio e la coperta è sempre corta, quindi, ribadisco, bisogna diventare squadra».
NESSUNA RESA
«Non ho mai mollato nelle problematiche, l'ho sempre vista come una resa, alzare bandiera bianca. Io non voglio lavarmene le mani, mi sento come se fossi partito in luglio».
PREPARAZIONE PARTITA
«Cerchiamo di curare qualsiasi aspetto, mentale e tecnico-tattico. Ci devono mettere un pezzettino loro, non perchè il tutto mio e del mio staff non basta. Quando si parla di questo vuol dire che ci sono momenti in cui un giocatore si deve prendere le responsabilità. In quei momenti non può farlo l'allenatore e nemmeno il direttore. In una partita di calcio devi prendere quelle decisioni ogni 10 minuti. Non sto guardando carta d'identità o curriculum, metto dentro chi penso stia meglio in settimana».
LA FASCIA DI CAPITANO
«Fascia a Dorval? Le scelte avvengono per leadership o militanza e lui era quello con più presenza. Potenzialmente avrei bisogno di 25, 26 capitani. Scelta fatta solo per quello: non conta chi porta la scelta al braccio, conta chi vuol prendersi le responsabilità».
ASSENTI
«Verreth non sarà disponibile, come invece speravamo. Assenti anche Dickmann e Darboe. Il resto è a disposizione».
LAVORO E POCHE PAROLE
«Io non farei nemmeno conferenze stampa, non amo vendere fumo. Giusto confrontarsi con stampa, ma non fosse per me lascerei spazio solo al lavoro. Se si analizzano i gol col Sudtirol e quello decisivo di Mantova, non si possono prendere gol così».
MANE ED ARTIOLI
«Mane non la sta vivendo benissimo. Peso enorme sulle sue spalle ma deve trovare il modo di ripartire. Succedono queste cose quando giochi a calcio. Deve crescere.
Penso Artioli sia entrato molto bene, è un ragazzo che vuole la palla e sa come giocarla. C'è solo da capire quanti minuti ha nelle gambe e dobbiamo evitare di dover cambiare poi troppo presto».
NUOVI E VECCHI
«A gennaio o ti si incastra subito tutto quando sei costretto a cambiare tanto oppure fai fatica. Dobbiamo trovare quindi equilibrio giusto tra i nuovi ed i vecchi nello spogliatoio. Qualcuno deve trovare condizione, ma è il gruppo "storico" che ci deve dare una mano per essere competitivi 90 minuti. Se analizzo con voi le partite, ci sono certamente errori di giovani, na ce ne sono altrettanti di gente più esperta. Tra l'altro avremo fatto 11 allenamenti escluse rifiniture, giocando ogni tre giorni. Bisogna cercare di mettere dentro quei mattoni che elevano la prestazione».
PENSARE PARTITA DOPO PARTITA
«Non possiamo fare un piano. Unica cosa che conta è la prossima partita. Conta quella e dobbiamo convogliare tutte le energie nella partita di Padova. Inutile guardare gli altri se non vinci tu, se non fai ciò che devi fare tu. Non abbiamo altre possibilità. Oggi non possiamo nemmeno pensare ad una quota salvezza,prima dobbiamo diventare squadra».
DUE PUNTE CON RAO?
«Gytkjaer e Moncini possono coesistere,Rao ha la sua posizione, ma devi poi trovare equilibrio nell'assetto. Se metti le due punte devi togliere Rao che è quello che oggi sposta di più. Non è semplice».
L'AVVERSARIO
«Padova ha forte identità perchè arriva un campionato vinto e ci si riconosce. Ha giocatori che funzionano. La B non è nomi altisonanti, ma corsa, dedizione ed entusiasmo. Oggi il Padova è una squadra molto competitiva. Nella loro posizione mi aspetto ci vogliano eliminare nella corsa alla salvezza»
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