Ciro Polito
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Calcio

Mercato Bari, Polito traccia il bilancio

Conferenza stampa del direttore sportivo del Bari per raccontare retroscena della sessione estiva

Conferenza stampa del direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, come sempre ricca di spunti. Tanti i temi trattati, dalle cessioni dei "pezzi pregiati", ai nuovi acquisti. Questo il sunto di un'ora e mezza di faccia a faccia con i giornalisti.

FORTE E GLIOZZI SFUMATI
«L'arrivo di Forte era vincolato dalla cessione di Scheidler. Avevo chiuso la sua cessione al Cosenza e mi ero anche cautelato per trattare con l'Ascoli, Forte. Purtroppo la cessione del francese si è complicata del tutto. Poi è stato ceduto perché il mercato spagnolo era ancora aperto. Ad oggi è un giocatore che ha steccato, colpa mia, qui non ha mantenuto le aspettative. Speriamo riesca a sbloccarsi, ma magari in Spagna si rivaluterà e per noi è importante perché su di lui abbiamo investito.
Gliozzi era in sala operatoria, ma ho fatto preparare i documenti ai nostri amministrativi, anche in prospettiva gennaio. Alle 19.30 del 1° settembre il Pisa ha cambiato carte in tavola, ma siamo andati avanti lo stesso. Purtroppo il club toscano mi ha inviato documentazione alle 20.02. Quanto a Florenzi, mi sono seduto con Roberto Gemmi che mi ha detto di non perdere tempo, non lo avrebbero mai ceduto. Fine».


CAPITOLO SVINCOLATI
«Tra gli svincolati non è detto prendiamo qualcuno: deve avere le giuste caratteristiche. Ho un solo giocatore in testa. Su Okaka avevo chiesto informazioni, ma tutti provano per l'Arabia Saudita. Il nome non ve lo dirò mai, ma l'idea è magari anticipare il mercato di gennaio per metterlo in condizione prima di quel periodo. Avevo pensato anche ad Anthony Modeste, ex Borussia Dortmund».

GLI ATTACCANTI
«Abbiamo 7 attaccanti e non voglio nascondervi che voglio vederli giocare tutti. Attaccanti non sono solo le prime punte. Si tratta di 7 giocatori offensivi che possono colmare le lacune di quel reparto. Siamo in pensiero per Diaw, è vero, ma secondo me abbiamo un reparto molto fornito».

SILENZIO TRA GIUGNO E LUGLIO
«Dopo la stagione finita dolorosamente, il silenzio è dovuto ad una chiusura personale, qualcosa di familiare. Poi sono ripartito più forte di prima».

BUDGET SOCIETARIO
«La società ha stanziato un budget adeguato a questa categoria, grazie anche ai quattrini arrivati da Cheddira e Caprile. Siamo sui livelli dello scorso anno. Abbiamo usato quei soldi anche per prestiti onerosi. Siamo nella media degli investimenti delle squadre di B, quel che conta di più è la sostenibilità, secondo l'idea base dei De Laurentiis. A me sembra che a Bari quest'anno la cosa importante sia spendere di più. Il Bari in C ha speso di tutto e di più ed è rimasto in categoria. Sotto la mia gestione sono arrivati solo giocatori con doti morali e tecniche all'altezza ed abbiamo centrato gli obiettivi. Spendere non vuol dire vincere. La squadra ha un'ossatura che mi soddisfa ed abbiamo una rosa secondo me più forte. Noi spendiamo ciò che possiamo. Altri spendono di più? Hanno proprietà con fondi arabi o americani, i soldi non sono i loro, oppure sono squadre che scendono dalla A ed usufruiscono del paracadute economico. Noi facciamo quello che possiamo, per la società è importante la sostenibilità».

TRATTATIVE PER DIAW E BRENNO
«Diaw è andato sempre in doppia cifra, da inizio luglio l'ho trattato e Galliani prima gli ha rinnovato il contratto e poi lo ha portato in ritiro per valutarlo. Ho trattato Brenno per 25 giorni, in videocall anche alle 4 di mattina dal Brasile. Non uno scappato di casa, ma campione olimpico con la sua nazionale. Cambiavano carte in tavola ogni giorno, ma ero certo che lo avremmo preso».

CAPITOLO PRESTITI
«Prestiti? Molti in B lavorano coi prestiti, ma noi abbiamo 10 prestiti, di cui uno solo è secco, Koutsoupias. Altri 9 hanno diritto o obbligo di riscatto e 6 o 7 sono onerosi ed è bello poterli valutare e quest'anno è un anno particolare, ci vogliono attributi per una maglia che pesa. Last minute li farò sempre alcuni acquisti, i più bei colpi li metto a segno sempre alla fine».

CAPRILE E CHEDDIRA
«Non mi piace rincorrere i calciatori. Caprile e Cheddira avevano già attenzioni da alcuni club ed è giusto, avendoci dato tanto, che potessero essere accontentati. A Cheddira avevano detto che in nazionale avrebbe fatto più fatica ad essere convocato giocando in B. Aveva avuto offerta quasi irrinunciabile dal Parma, ma aveva detto no. Se fosse rimasto in cadetteria, sarebbe rimasto a Bari. Angelozzi lo voleva al Frosinone, ed è questa la verità, ma non poteva acquistarlo a titolo definitivo, come del resto da nessuno in A. Unica offerta giunta quindi dal Napoli e per la società era l'unica strada possibile».

ANIMA E CARATTERE
«Per me l'anima del Bari dello scorso anno non è persa. Abbiamo ricominciato allo stesso modo, ma col calendario che avevamo, ad oggi, non ci si può dire nulla. La ferita dell'11 giugno ci resterà dentro fin quando il Signore ci darà la vita».

IL FUTURO DI POLITO
«Al mio futuro non guardo. Ho un contratto duraturo, la mia famiglia sta bene e stiamo bene qui».

IL QUADRO DEI NUOVI ARRIVATI
«Abbiamo perso solo giocatori in prestito. Benedetti e Folorunsho erano prestiti. Col primo ci ho provato in tutti i modi, ma per la Samp era insostituibile e purtroppo si opererà. Abbiamo rinnovato Maita e Maiello ed abbiamo preso Koutsoupias e Acampora, che è un gran bel giocatore. Achik è un profilo importante, per me sono questi giovani che possono dare soddisfazioni. Spiace aver perso Menez, altrimenti in quella zona non saremmo tornati sul mercato, tranne forse per Sibilli con cui avevo in mano un accordo di massima.
Ora è di proprietà, in rosa abbiamo attualmente 18 giocatori di proprietà. Abbiamo introdotto anche giocatori con capacità balistiche per i calci da fermo, lacune del recente passato. Penso ad Aramu, Acampora ed Achik. Ora oggettivamente, per come gioca il mister, ci manca Diaw, un top per la categoria. Quanto ad Astrologo, sa che a gennaio andrà forse altrove. Frabotta ora sta bene, era solo un problema di condizione fisica, si allenava a parte nella Juve insieme a Bonucci. Nasti lo volevano grandi società di B, ma lui ha papà napoletano, dei quartieri milanesi ed è un po' scugnizzetto, ma un bravissimo ragazzo. Ci ho parlato ed il giorno dopo era a Bari».


L'ADDIO DI ANTENUCCI E FRATTALI
«A Mirco Antenucci l'ho chiamato a fine campionato ed ho dato due opportunità. Gli ho detto "hai 39 anni, ci serve una mano" e lui aveva accettato. Aveva due possibilità: vivere a Bari o a Ferrara. Poi ha fatto una scelta di vita andando in Emilia e lo rispettiamo per quello che ha dato al Bari. Lui come Gigi Frattali, che ha scelto di avvicinarsi a casa. Ci siamo abbracciati prima che partisse».











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