
Politica
Picaro: «Leccese revochi le chiavi della città di Bari ad Albanese»
Ieri mattina l'iniziativa promossa da Fratelli d'Italia e Gioventù Nazionale
Bari - lunedì 12 ottobre 2026
Comunicato Stampa
«Le chiavi di Bari appartengono ai baresi e devono rappresentare l'intera comunità. Chiediamo al sindaco Leccese di revocare il riconoscimento conferito a Francesca Albanese e a quest'ultima di restituirlo. Un simbolo della città non può diventare espressione di una scelta politica di parte».
Lo dichiara Michele Picaro, europarlamentare e presidente provinciale di Fratelli d'Italia Bari, intervenuto ieri mattina in via Sparano all'iniziativa "Bari si riprende le chiavi", la raccolta firme promossa da Fratelli d'Italia e Gioventù Nazionale. Nel corso della mattinata sono state raccolte oltre 100 firme per chiedere la revoca del riconoscimento conferito a Francesca Albanese.
«La nostra posizione è chiara fin dall'inizio – prosegue Picaro –: riteniamo Albanese una figura divisiva, con posizioni che non condividiamo e che giudichiamo prive dell'equilibrio necessario per rappresentare l'intera città. Leccese è libero di riconoscersi in quelle posizioni, ma non può presumere che siano condivise da tutti i baresi. Una decisione di questo rilievo avrebbe richiesto un confronto con il Consiglio comunale e con la cittadinanza. Le chiavi della città non appartengono alla maggioranza che amministra il Comune».
Picaro ha ribadito il sostegno alla pace e alla prospettiva di due popoli e due Stati. «La sofferenza dei civili merita rispetto e risposte concrete. Nessuno può rivendicare l'esclusiva della solidarietà né considerare nemico della pace chi contesta un'onorificenza. La libertà di espressione deve valere per tutti, anche per noi e per ogni cittadino che decide di firmare».
Nel corso dell'intervento, l'europarlamentare ha richiamato anche il lavoro del gruppo ECR a Strasburgo. «Nell'ambito della risoluzione sul contrasto al fondamentalismo islamico e all'influenza della rete dei Fratelli Musulmani, abbiamo ottenuto l'approvazione di un emendamento a sostegno delle misure nazionali che vietano burqa e niqab negli spazi pubblici. È una vittoria politica di Giorgia Meloni e della linea che portiamo avanti in Europa. Questo risultato dimostra che Meloni detta la linea anche in Europa: con la sua autorevolezza, l'Italia torna protagonista e incide sulle scelte europee, affermando priorità chiare come la sicurezza e la libertà delle donne».
«Il principio è semplice – aggiunge Picaro –: sicurezza, identificabilità delle persone e tutela della libertà delle donne. Nessuna donna deve essere costretta a nascondersi o a subire imposizioni. Il Parlamento europeo ha sostenuto i divieti nazionali; saranno gli Stati a stabilire le norme».
«Ringrazio i ragazzi di Gioventù Nazionale per l'impegno e tutti coloro che hanno contribuito all'iniziativa – conclude Picaro –. A Bari come in Europa chiediamo alle istituzioni scelte chiare e rispetto per i cittadini. Al sindaco Leccese rinnoviamo il nostro appello: revochi il riconoscimento. Ai baresi chiediamo di continuare a firmare e a far sentire la propria voce».
Lo dichiara Michele Picaro, europarlamentare e presidente provinciale di Fratelli d'Italia Bari, intervenuto ieri mattina in via Sparano all'iniziativa "Bari si riprende le chiavi", la raccolta firme promossa da Fratelli d'Italia e Gioventù Nazionale. Nel corso della mattinata sono state raccolte oltre 100 firme per chiedere la revoca del riconoscimento conferito a Francesca Albanese.
«La nostra posizione è chiara fin dall'inizio – prosegue Picaro –: riteniamo Albanese una figura divisiva, con posizioni che non condividiamo e che giudichiamo prive dell'equilibrio necessario per rappresentare l'intera città. Leccese è libero di riconoscersi in quelle posizioni, ma non può presumere che siano condivise da tutti i baresi. Una decisione di questo rilievo avrebbe richiesto un confronto con il Consiglio comunale e con la cittadinanza. Le chiavi della città non appartengono alla maggioranza che amministra il Comune».
Picaro ha ribadito il sostegno alla pace e alla prospettiva di due popoli e due Stati. «La sofferenza dei civili merita rispetto e risposte concrete. Nessuno può rivendicare l'esclusiva della solidarietà né considerare nemico della pace chi contesta un'onorificenza. La libertà di espressione deve valere per tutti, anche per noi e per ogni cittadino che decide di firmare».
Nel corso dell'intervento, l'europarlamentare ha richiamato anche il lavoro del gruppo ECR a Strasburgo. «Nell'ambito della risoluzione sul contrasto al fondamentalismo islamico e all'influenza della rete dei Fratelli Musulmani, abbiamo ottenuto l'approvazione di un emendamento a sostegno delle misure nazionali che vietano burqa e niqab negli spazi pubblici. È una vittoria politica di Giorgia Meloni e della linea che portiamo avanti in Europa. Questo risultato dimostra che Meloni detta la linea anche in Europa: con la sua autorevolezza, l'Italia torna protagonista e incide sulle scelte europee, affermando priorità chiare come la sicurezza e la libertà delle donne».
«Il principio è semplice – aggiunge Picaro –: sicurezza, identificabilità delle persone e tutela della libertà delle donne. Nessuna donna deve essere costretta a nascondersi o a subire imposizioni. Il Parlamento europeo ha sostenuto i divieti nazionali; saranno gli Stati a stabilire le norme».
«Ringrazio i ragazzi di Gioventù Nazionale per l'impegno e tutti coloro che hanno contribuito all'iniziativa – conclude Picaro –. A Bari come in Europa chiediamo alle istituzioni scelte chiare e rispetto per i cittadini. Al sindaco Leccese rinnoviamo il nostro appello: revochi il riconoscimento. Ai baresi chiediamo di continuare a firmare e a far sentire la propria voce».


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