Piazza Moro
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Ordinanza antidegrado a Bari, è scontro. Laforgia: «Danneggia i più deboli»

Critiche anche dall'opposizione che ritiene inutili delle limitazioni solo per una zona della città e critica la posizione del sindaco

Il primo scontro politico dell'era Leccese si gioca sulla questione sicurezza e su piazza Moro e piazza Umberto. Dopo i sopralluoghi dei giorni scorsi, gli incontri e le discussioni è arrivata una ordinanza del sindaco, sulla base di quanto richiesto anche dalla polizia locale, relativa a piazza Moro. Ma quanto previsto da questa ordinanza è diventato uno scontro politico, non solo con l'opposizione ma con gli alleati di area Laforgia.

Da La Giusta Causa, movimento di cui il penalista era presidente fino alle dimissioni per candidarsi a sindaco, è arrivata ieri sera una durissima nota, con la quale si chiede di ritirare l'ordinanza, in quanto la stessa andrebbe solo a colpire i più deboli.

Nella nota definisco l'ordinanza «davvero preoccupante» avendo gli uffici messo «insieme il disordine pubblico e la microcriminalità presenti nelle aree in questione con la presenza di clochard e senza fissa dimora», oltre che aver messo sullo stesso piano «il divieto di alcolici e della vendita di bevande in bottiglie di vetro nella fascia serale e notturna con l'accatastamento di cartoni, indumenti ed altri effetti personali su panchine e in angoli diversi delle due piazze».

Nel prosieguo ci si chiede cosa pensi Leccese e la sua maggioranza «dell'additare un senza fissa dimora o una persona con dipendenze patologiche come il problema principale dell'ordine pubblico a Bari, e di ricorrere a banali e inutili multe per respingere persone che sono già ai margini della comunità cittadina, peraltro disconoscendo anche alcune delle politiche del welfare cittadino che da anni cercano di ridurre i rischi di marginalità e di esclusione che riguardano molte delle persone più fragili, ed in assenza di misure efficaci per accrescere la qualità dello spazio urbano, ed a cominciare dalle "periferie in centro" di cui questa città è ancora troppo ricca».

Nel sottolineare che «queste persone andrebbero aiutate e sostenute» si chiede «l'immediato ritiro di questa ordinanza».

E come detto non sono mancate nemmeno le critiche dell'opposizione. Da Fratelli D'Italia sottolineano: «L'ordinanza del sindaco da un lato appare come l'ennesimo spot estivo nell'affannosa ricerca di un titolo sui media, dall'altro rappresenta l'evidente certificazione del fallimento delle politiche sulla sicurezza urbana del predecessore-sponsor dell'attuale primo cittadino. Fino a qualche mese fa, Decaro (con Leccese) alle nostre ripetute denunce-appelli replicava con uno scaricabarile sul Governo, con la conseguenza che tale immobilismo del Comune ha trasformato alcune aree della città, tra cui piazza Umberto e la stazione, in vere e proprie zone franche. Prendiamo atto che Leccese abbia cambiato idea, tuttavia deve ancora fare qualche sforzo per convincere noi e i cittadini che non si tratti dell'ennesimo flop chiarendo come intende far rispettare tali disposizioni vista l'assenza, negli annunci ufficiali, di riferimenti specifici sul ruolo della Polizia locale. Per questo vigileremo se nelle piazze cambierà qualcosa».

Mentre il consigliere del Municipio I, Luca Bratta, rincara la dose definendo l'ordinanza «riduttiva per non dire ridicola. Con questa ordinanza si va a tutelare un quadrilatero ben preciso mentre, per la restante parte di Bari? Non si possono formare giacigli di fortuna e accatastare coperte in piazza Umberto mentre, in Corso Italia, Estramurale Capruzzi, piazza Balenzano si? Non si può bere alcool in piazza Moro mentre, in piazza Della Torre (Torre a Mare) ti puoi ubriacare?»

Uno dei primi interventi del nuovo sindaco sembra davvero non aver fatto contento nessuno. Ora si vedrà nei prossimi giorni come si evolverà la vicenda.
  • Vito Leccese
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