
Territorio
Leccese annuncia controlli sull'olio extravergine. Fratelli d’Italia: «Sbaglia, il compito è dei Nas»
Alfredo Giovine: «Quello che dice è inesatto, ma siamo a disposizione per una possibile collaborazione»
Bari - lunedì 19 ottobre 2026
10.19 Comunicato Stampa
«Sui controlli relativi all'olio extravergine il sindaco Leccese dice gravi inesattezze, e questo mi preoccupa, prima come cittadino e poi come politico». Così Alfredo Giovine, responsabile del dipartimento Made in Italy del coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia, commenta le parole del primo cittadino barese il quale, attraverso una lettera indirizzata al direttore generale della Asl Bari, ha chiesto una «campagna straordinaria» di campionamenti e analisi sull'olio extravergine d'oliva in vendita a Bari, nei piccoli negozi di quartiere e sugli scaffali della Grande distribuzione organizzata, come si legge sulle colonne di un importante quotidiano locale in seguito alle recenti proteste di produttori e frantoiani.
«Il sindaco, dall'alto della sua esperienza, dovrebbe sapere che questo genere di controlli non spettano alla Asl o alla polizia locale ma ai carabinieri del Nas, come loro compito istituzionale» spiega Giovine, che poi aggiunge: «Quando arrivano navi con olio non Ue sono i Nas (insieme all'acquirente) a controllare, attraverso specifiche analisi, che questo sia un olio realmente Evo. Lo stesso avviene per quanto riguarda la Gdo, la grande distribuzione organizzata, quando questa acquista dagli importatori italiani».
«Gran parte dell'olio che importiamo – continua Giovine, imprenditore in 26 paesi del mondo – fruisce di accordi particolari e viene venduto a prezzi più bassi. Sono decenni che gli olivicoltori italiani si lamentano di non farcela e chiedono aiuti. E purtroppo quello che nel nostro territorio ha causato la Xylella non fa che peggiorare questa drammatica situazione. Fra qualche anno, mi duole dirlo, sarà ben poco l'olio nostrano e saremo sempre più costretti ad importare da altri Paesi, Ue e non, anche a causa di politiche regionali assolutamente inadeguate».
Secondo Giovine non si è fatto abbastanza a livello locale e regionale per combattere la Xylella e soprattutto per aiutare gli olivicoltori pugliesi e baresi: «Proprietari vecchi e figli emigrati al Nord sono un'altra causa di questo depauperamento delle nostre terre: gli ulivi "xylellati" di grandi aziende agricole saranno reimpiantati, ma prima bisognerà cercare nuove varietà resistenti alla Xylella e questo porterà via tantissimi anni. Molte realtà agricole non reimpianteranno più solo ulivi ma diversificheranno il rischio piantando viti, mandorli, kiwi e così via».
«Ci saremmo aspettati da un sindaco metropolitano che si interfaccia costantemente con i tavoli tecnici regionali e nazionali una visione strategica e una conoscenza dei problemi del territorio, non uscite di facciata che confondono le competenze della sanità pubblica con la gestione dei mercati agroalimentari» incalza Giovine.
Conclude: «La tutela della salute e dell'economia pugliese si fa con la competenza e con la scienza, non con la demagogia. Nonostante tutto, noi siamo a disposizione per una collaborazione con il sindaco affinché si possa correggere il tiro».
«Il sindaco, dall'alto della sua esperienza, dovrebbe sapere che questo genere di controlli non spettano alla Asl o alla polizia locale ma ai carabinieri del Nas, come loro compito istituzionale» spiega Giovine, che poi aggiunge: «Quando arrivano navi con olio non Ue sono i Nas (insieme all'acquirente) a controllare, attraverso specifiche analisi, che questo sia un olio realmente Evo. Lo stesso avviene per quanto riguarda la Gdo, la grande distribuzione organizzata, quando questa acquista dagli importatori italiani».
«Gran parte dell'olio che importiamo – continua Giovine, imprenditore in 26 paesi del mondo – fruisce di accordi particolari e viene venduto a prezzi più bassi. Sono decenni che gli olivicoltori italiani si lamentano di non farcela e chiedono aiuti. E purtroppo quello che nel nostro territorio ha causato la Xylella non fa che peggiorare questa drammatica situazione. Fra qualche anno, mi duole dirlo, sarà ben poco l'olio nostrano e saremo sempre più costretti ad importare da altri Paesi, Ue e non, anche a causa di politiche regionali assolutamente inadeguate».
Secondo Giovine non si è fatto abbastanza a livello locale e regionale per combattere la Xylella e soprattutto per aiutare gli olivicoltori pugliesi e baresi: «Proprietari vecchi e figli emigrati al Nord sono un'altra causa di questo depauperamento delle nostre terre: gli ulivi "xylellati" di grandi aziende agricole saranno reimpiantati, ma prima bisognerà cercare nuove varietà resistenti alla Xylella e questo porterà via tantissimi anni. Molte realtà agricole non reimpianteranno più solo ulivi ma diversificheranno il rischio piantando viti, mandorli, kiwi e così via».
«Ci saremmo aspettati da un sindaco metropolitano che si interfaccia costantemente con i tavoli tecnici regionali e nazionali una visione strategica e una conoscenza dei problemi del territorio, non uscite di facciata che confondono le competenze della sanità pubblica con la gestione dei mercati agroalimentari» incalza Giovine.
Conclude: «La tutela della salute e dell'economia pugliese si fa con la competenza e con la scienza, non con la demagogia. Nonostante tutto, noi siamo a disposizione per una collaborazione con il sindaco affinché si possa correggere il tiro».
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