
Cerimonia inaugurale dell'anno accademico dell'UniBa Aldo Moro: l'intervento di Vito Leccese
«Dobbiamo trasformare la città in uno spazio di sperimentazione condivisa su mobilità, sostenibilità e servizi digitali»
Di seguito il testo del suo intervento:
«Magnifico Rettore, autorità, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, studentesse e studenti, non posso nascondere le molteplici emozioni nell'essere qui con voi, indossando questa fascia tricolore, per l'avvio dell'anno accademico della mia università, dell'università della nostra città, nel luogo simbolo dell'intraprendenza culturale e sociale dei baresi che, all'inizio del Novecento, perseguirono con tenacia l'idea di Gaetano Salvemini di realizzare a Bari un Ateneo con una prospettiva adriatica "per esportare idee e cultura"» ha introdotto il sindaco di Bari.
«Allora non fu facile né scontato e non lo sarebbe neanche oggi; riuscirono a creare in Puglia una delle più prestigiose istituzioni accademiche, la cui crescita si è intrecciata con gli eventi più importanti della nostra comune storia. Un'opera titanica che, per citare Tommaso Fiore, "avrebbe spaventato un popolo di giganti". Questa è stata l'accademia di un pezzo importante della classe dirigente del nostro Paese in un periodo storico particolarmente delicato, durante il quale la democrazia incominciava a muovere i primi passi dopo la dittatura e la guerra.»
«La mia emozione però non è legata solo alla solennità dell'evento ma anche a ciò che per me rappresenta l'Ateneo barese: il luogo dove si sono conosciuti i miei genitori, dove ho studiato e mi sono formato, dove ho trascorso la mia vita lavorativa, dove da bambino ho respirato l'odore acre della carta copiativa degli statini di esame, attraversando i corridoi dell'ateneo tenendo la mano di mio padre.»
«Mentre aspettavo che terminasse il suo straordinario pomeridiano, osservavo il suo lavoro, il suo impegno e il rispetto con cui si rivolgeva agli studenti e ai docenti, la cura silenziosa con cui custodiva quell'istituzione. - ha continuato Vito Leccese - In quelle stanze ho capito che un'università vive del lavoro quotidiano di tante persone, spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per il futuro di intere generazioni. Ho imparato che dietro ogni esame c'è una storia, dietro ogni firma c'è una responsabilità, dietro ogni studente c'è una famiglia che affida a questa istituzione una speranza.
Anche per questo, credo che sia necessario lavorare fianco a fianco, aprirsi e contaminarsi, trasformare Bari da città "con" le università a città universitaria e della conoscenza, collaborare mettendo a sistema risorse e competenze per interpretare le trasformazioni in atto e delineare le strategie più utili per affrontare le tante sfide urbane che ci attendono.»
«In fondo è quello che ci hanno trasmesso le note di apertura di questa cerimonia, quelle della Musica in Gioco diretta dal Maestro Andrea Gargiulo: ci hanno consegnato un'immagine potente, tanti percorsi diversi che confluiscono in un'unica armonia. È l'immagine di una città che cresce quando ciascuno mette il proprio talento in relazione con quello degli altri. È l'immagine dell'università che cresce insieme a noi.»
«Solo qualche settimana fa, con il rettore Bellotti - che saluto con particolare affetto e con sentimenti di fiducia e di speranza - abbiamo condiviso la necessità di rilanciare un accordo che punti a ricucire la città in modo da ridurre le distanze, fisiche e sociali, che ancora separano il centro dalle periferie e di costruire nuove funzioni da decentrare insieme alle condizioni di pari accesso a servizi e opportunità attraverso l'individuazione di azioni in grado di incidere positivamente sulla qualità della vita di tutta la comunità. Ma il passo ulteriore, quello che mi sta più a cuore, riguarda l'integrazione profonda tra ricerca e amministrazione: oggi più che mai serve un nuovo e costante dialogo tra il Comune e le Università.»
«Dobbiamo trasformare la città in uno spazio di sperimentazione condivisa su mobilità, sostenibilità e servizi digitali, dove la ricerca diventi azione quotidiana per migliorare la vita dei cittadini. Con l'auspicio che i risultati dei vostri studi e delle vostre innovazioni escano dalle aule per entrare nei nostri cantieri, nelle nostre piazze e nei servizi di prossimità che stiamo disegnando per ogni quartiere, da Japigia al San Paolo, da Palese a Carbonara.
Al contempo, vogliamo lavorare per rendere questa città sempre più sensibile alle esigenze e agli stimoli della popolazione studentesca. Perché se è vero che gli studenti sono la prima missione dell'università, è altrettanto vero che sono anche gli interlocutori privilegiati per qualunque città che voglia guardare con fiducia al futuro.
Mi rivolgo in particolare a voi, studentesse e studenti di UniBA» prosegue il sindaco.
«La vostra presenza qui a Bari rappresenta una risorsa preziosa per l'intera comunità. Le idee che maturano nelle aule possono tradursi in proposte concrete per migliorare l'ambiente e per le politiche sociali. La partecipazione ai processi decisionali, il dialogo con le istituzioni, il confronto con le imprese contribuiscono a rendere Bari una città più dinamica e consapevole.
Quando attraversate i luoghi simbolo della città, dalla Basilica di San Nicola ai nuovi spazi della ricerca, entrate in una storia collettiva che continua a evolversi anche grazie al vostro percorso.»
«Studiare significa acquisire competenze, ma anche sviluppare senso critico. Significa distinguere tra informazione e propaganda, tra opinione e conoscenza, tra reazione e responsabilità. Significa prepararsi a esercitare una dimensione della cittadinanza consapevole, capace di confronto, di rispetto delle differenze, di costruzione paziente del dialogo.
Viviamo un tempo attraversato da tensioni internazionali, conflitti, trasformazioni geopolitiche che ridisegnano equilibri e mettono alla prova le democrazie. In un mondo così complesso, l'università non è uno spazio distante dalla realtà: è il luogo in cui si impara a comprenderla, ad analizzarla con rigore, a interpretarla senza cedere alla semplificazione.»
«Bari ha una vocazione naturale all'incontro tra culture, lingue, tradizioni. Le università possono essere il luogo in cui questa vocazione diventa pratica quotidiana: dove la conoscenza costruisce ponti anziché muri, dove la ricerca alimenta la pace.
In un tempo che alza barriere, formare menti capaci di dialogo è già un atto di responsabilità civile.
Ogni generazione eredita una città e la riconsegna diversa: il modo in cui la trasformerete sarà la vostra firma nella storia della nostra città. E allora: Buon anno accademico a tutti voi e buon cammino a Bari, perché possa essere davvero città della conoscenza grazie alle vostre intelligenze e al vostro entusiasmo» ha concluso il sindaco.





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