Il presidio di Brsi a Bitritto
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Scuola e Lavoro

BRSI a Bitritto verso la chiusura, 92 dipendenti rischiano il posto

I sindacati sul piede di guerra: «Siamo di fronte ad un licenziamento mascherato da fusione e trasferimento di sede»

A due anni di distanza dallo sventato pericolo di licenziamento, la BRSI di Bitritto rischia di chiudere. È quanto comunicato dai sindacati FIM FIOM e UILM nazionali e provinciali, che hanno ricevuto dal management di BRSI la comunicazione che tutti i 92 dipendenti della BRSI (Business Remote Solutions Italia) a seguito della fusione tra la BRSI e la RSH (Remote Service Holding), il giorno 13 dicembre dovranno prendere servizio presso la sede della RSH di Misterbianco in provincia di Catania, con un'operazione che chiamano di trasferimento di sede di lavoro.

«Come sindacati - sottolineano - da sempre abbiamo denunciato la poca chiarezza e la mancanza di prospettiva rispetto all'ultima cessione del ramo d'azienda fatta dal colosso industriale informatico DXC TECHNOLOGY vs SOLUTIONS30, con la creazione di BRSI, società ad hoc con capitale sociale di soli 10 mila euro, operazione costata oltre 13 milioni di euro alla cedente. I lavoratori, a più riprese, in passato erano stati ricattati con la richiesta di una riduzione del 30% dello stipendio da parte di SOLUTIONS30, proposta indecente non accettata nel 2019 che sfociò nell'apertura di una procedura di licenziamento collettivo sventata grazie all'intervento delle OO.SS. di FIM FIOM e UILM con la Task Force della Regione Puglia e con l'Arpal. Nonostante l'azienda sia satura di lavoro e pur avendo ancora tutte le commesse attive (ENI, SAIPEM, FERRERO, MIUR, FALCK, MOTORIZZAZIONE CIVILE, FASTWEB, ed altre) commissionate dall'unico cliente di BRSI, DXC TECHNOLOGY (che aveva in tutte le sedi dichiarato di non avere più interesse verso il ramo ceduto), attualmente i lavoratori sono in cassa integrazione».

«Giunti a questo punto siamo costretti a pensare che abbiamo sempre avuto ragione in merito a quanto denunciato sin dall'inizio - aggiungono - L'operazione fra DXC TECHNOLOGY e BRSI è di natura fraudolenta, in quanto è sempre stato chiaro a tutti che pur di sbarazzarsi dei lavoratori del Service Desk presenti sul sito di Bitritto, DXC abbia utilizzato delle "teste di legno" che hanno fatto convergere i lavoratori in una "scatola vuota", creando una società mai esistita prima e senza alcuna garanzia occupazionale, che addirittura incentrava il proprio piano industriale o sulla riduzione del 50% dei lavoratori o sulla netta riduzione di un salario già fortemente compromesso dagli ammortizzatori sociali e dalla dismissione, a seguito della cessione, di ogni contratto integrativo di secondo livello. Solo il mese scorso come Sindacati avevamo denunciato la situazione di BSI società gemella di BRSI ceduta nello stesso momento sempre da DXC TECHNOLOGY a SOLUTIONS30, per la quale è stata aperta una procedura di licenziamento per buona parte dei lavoratori. Ci troviamo ora di fronte alla situazione praticamente analoga in BRSI. Queste operazioni sono purtroppo avvallate da una mancanza di controllo da parte delle Istituzioni che permettono a imprenditori senza scrupoli di agire ai danni di lavoratori onesti con relative famiglie al seguito».

«Siamo di fronte ad un licenziamento mascherato da fusione e trasferimento di sede - concludono - Come si è già visto in tante altre vertenze sul territorio nazionale, stiamo assistendo ad un ricatto occupazionale che di sicuro porterà nuovamente ad un licenziamento collettivo, ancora una volta nel già martoriato Mezzogiorno. La beffa si è avuta ieri pomeriggio: nel mentre alle OO.SS. veniva comunicata la chiusura del sito di Bitritto, alcuni lavoratori esterni a BRSI si aggiungevano in modo subdolo alla gestione di tutte le commesse da sempre nelle mani dei lavoratori di Bitritto. Operazione scientifica studiata a tavolino a più mani, concordata già da tempo tra le varie società, che hanno fatto formazione in maniera clandestina (stiamo indagando su quali siano stati gli attori e le modalità…) a nuovi lavoratori in modo che si sostituissero a quelli di BRSI. Le richieste da parte delle OO.SS. di BRSI sono chiare e le ribadiremo sia all'azienda che alle Istituzioni. No alla chiusura. Questo è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che intervenga per scongiurare l'ennesimo licenziamento mascherato e impacchettato da aziende senza scrupoli»
  • Sindacati
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