
Attualità
Bari, allarme spaccate: un negozio su cinque è già stato colpito. Confcommercio chiede più sicurezza
Il 30,8% delle attività segnala un peggioramento della vivibilità del quartiere rispetto al periodo pre-Covid
Bari - martedì 13 ottobre 2026
11.33 Comunicato Stampa
La sicurezza delle attività commerciali e la vivibilità dei quartieri sono strettamente connesse. A Bari, il 22% delle imprese del commercio e dei pubblici esercizi intervistate dichiara di aver già subito una spaccata, mentre il 44% teme di essere vittima di un episodio analogo nei prossimi mesi.
Il 35,9% degli operatori, inoltre, percepisce un aumento dei furti con danneggiamento e spaccata rispetto al 2025. È quanto emerge dall'indagine Confcommercio sulla sicurezza delle imprese, realizzata nell'agosto e settembre 2026 su un campione nazionale di 1.400 attività, e l'approfondimento specifico sulla città di Bari è basato su 200 interviste. Tra le imprese che hanno già subito una spaccata, il 31,7% riferisce di essere stato colpito due o più volte. Nel 77,8% dei casi gli episodi si sono verificati quando l'attività era chiusa al pubblico. Un dato che evidenzia quanto il fenomeno possa incidere sulla sicurezza dei locali e sulla continuità operativa delle imprese, chiamate a sostenere i costi dei danni e del ripristino degli ambienti.
Il confronto con il dato nazionale restituisce un quadro articolato: a Bari la quota di imprese che dichiara di aver già subito una spaccata è inferiore a quella nazionale, pari al 34,8%, così come risulta più contenuta la percentuale di chi teme di subirla nei prossimi mesi, pari al 49,9% a livello nazionale. Questi valori, tuttavia, non ridimensionano le criticità segnalate dagli operatori del territorio, che chiedono interventi concreti di prevenzione e protezione.
L'indagine evidenzia anche il legame tra fenomeni criminali, qualità degli spazi urbani e condizioni in cui si svolgono le attività economiche. A Bari, il 30,8% delle imprese segnala un peggioramento della vivibilità del quartiere rispetto al periodo pre-Covid. Tra le motivazioni indicate da chi rileva questo peggioramento, gli episodi di microcriminalità sono citati dal 48,9% degli intervistati, seguiti dagli atti vandalici (37,4%), dalle carenze nella manutenzione di strade e marciapiedi e nell'illuminazione pubblica (37,1%), nonché dalla presenza di rifiuti e dalla scarsa pulizia (36,8%).
Preoccupa anche la presenza delle cosiddette baby gang, segnalata dal 46,5% delle imprese. Il 36,6% degli operatori manifesta inoltre preoccupazione per la mala movida: tra gli aspetti maggiormente citati figurano gli episodi di vandalismo e spaccata (33,8%), il degrado urbano (26,4%) e la maggiore percezione di insicurezza da parte dei clienti (25,5%). Sono elementi che richiamano l'esigenza di affrontare la sicurezza in una prospettiva più ampia, nella quale il contrasto alla criminalità si accompagni alla cura degli spazi pubblici, alla qualità dell'illuminazione e alla presenza di attività economiche capaci di contribuire alla vitalità dei quartieri.
La prevenzione comporta anche un impegno economico diretto per gli operatori. A Bari, il 21,5% delle imprese dichiara di aver sostenuto, negli ultimi dodici mesi, spese aggiuntive per migliorare la sicurezza del negozio a fronte del timore delle spaccate. Tra gli interventi realizzati, prevalgono l'installazione o il potenziamento degli impianti di videosorveglianza (68,6%) e il rafforzamento di serrande o porte blindate (20,1%).
La spesa media per gli interventi aggiuntivi è pari a 3.096 euro. Di fronte a questi costi, gli operatori indicano con chiarezza le misure ritenute prioritarie. Il 98,8% è favorevole all'introduzione di bonus e agevolazioni fiscali per le imprese che investono in sistemi di sicurezza, mentre il 98% ritiene necessario rafforzare le protezioni dei negozi e dei lavoratori. Quanto agli strumenti più efficaci per aumentare la sicurezza del territorio, il 52,8% indica la videosorveglianza e il 51,4% una maggiore presenza delle forze dell'ordine.
Seguono il miglioramento dell'illuminazione pubblica, indicato dal 37,8%, e il presidio attraverso il poliziotto di quartiere, indicato dal 23,6%.
«La sicurezza delle attività commerciali non può essere considerata una questione che riguarda esclusivamente i singoli imprenditori. È una condizione essenziale per tutelare il lavoro, garantire la continuità delle attività economiche e preservare la vitalità dei quartieri – dichiara Vito D'Ingeo, presidente Confcommercio Bari-BAT e Confcommercio Puglia – dichiarazione proposta da concordare. - Quando un negozio subisce una spaccata, il danno non si limita alla vetrina o alla merce: coinvolge l'impresa, i suoi collaboratori e la percezione di sicurezza di chi vive e frequenta quella zona. Per questo è necessario rafforzare la collaborazione tra istituzioni, forze dell'ordine e rappresentanze economiche, puntando sulla prevenzione, su una presenza efficace sul territorio e sull'impiego di tecnologie adeguate. Allo stesso tempo, occorre sostenere le imprese che investono nella protezione dei propri locali, - sottolinea D'Ingeo - attraverso strumenti di agevolazione che rendano questi interventi più accessibili. La sicurezza deve essere parte integrante delle politiche per la vivibilità urbana: presidio del territorio, illuminazione, cura degli spazi pubblici e sostegno al commercio di vicinato sono dimensioni che devono procedere insieme. Difendere le attività economiche significa contribuire a mantenere vivi i quartieri e più solide le comunità».
L'indagine conferma l'importanza di un confronto operativo con le istituzioni per tradurre le esigenze espresse dalle imprese in misure concrete. L'obiettivo è rafforzare la prevenzione, sostenere gli investimenti in sicurezza e contribuire a creare condizioni più favorevoli per il commercio e per la vivibilità urbana a Bari.
Nota metodologica. L'indagine è stata condotta nell'agosto-settembre 2026 mediante interviste telefoniche CATI e online CAWI, su un campione nazionale di 1.400 imprese. L' approfondimento per la città di Bari è basato su 200 interviste. Per alcune domande rivolte esclusivamente alle imprese che hanno già subito una spaccata, la base campionaria barese è pari a 44 casi; per le valutazioni sulla vivibilità del quartiere è pari a 62 casi.
Il 35,9% degli operatori, inoltre, percepisce un aumento dei furti con danneggiamento e spaccata rispetto al 2025. È quanto emerge dall'indagine Confcommercio sulla sicurezza delle imprese, realizzata nell'agosto e settembre 2026 su un campione nazionale di 1.400 attività, e l'approfondimento specifico sulla città di Bari è basato su 200 interviste. Tra le imprese che hanno già subito una spaccata, il 31,7% riferisce di essere stato colpito due o più volte. Nel 77,8% dei casi gli episodi si sono verificati quando l'attività era chiusa al pubblico. Un dato che evidenzia quanto il fenomeno possa incidere sulla sicurezza dei locali e sulla continuità operativa delle imprese, chiamate a sostenere i costi dei danni e del ripristino degli ambienti.
Il confronto con il dato nazionale restituisce un quadro articolato: a Bari la quota di imprese che dichiara di aver già subito una spaccata è inferiore a quella nazionale, pari al 34,8%, così come risulta più contenuta la percentuale di chi teme di subirla nei prossimi mesi, pari al 49,9% a livello nazionale. Questi valori, tuttavia, non ridimensionano le criticità segnalate dagli operatori del territorio, che chiedono interventi concreti di prevenzione e protezione.
L'indagine evidenzia anche il legame tra fenomeni criminali, qualità degli spazi urbani e condizioni in cui si svolgono le attività economiche. A Bari, il 30,8% delle imprese segnala un peggioramento della vivibilità del quartiere rispetto al periodo pre-Covid. Tra le motivazioni indicate da chi rileva questo peggioramento, gli episodi di microcriminalità sono citati dal 48,9% degli intervistati, seguiti dagli atti vandalici (37,4%), dalle carenze nella manutenzione di strade e marciapiedi e nell'illuminazione pubblica (37,1%), nonché dalla presenza di rifiuti e dalla scarsa pulizia (36,8%).
Preoccupa anche la presenza delle cosiddette baby gang, segnalata dal 46,5% delle imprese. Il 36,6% degli operatori manifesta inoltre preoccupazione per la mala movida: tra gli aspetti maggiormente citati figurano gli episodi di vandalismo e spaccata (33,8%), il degrado urbano (26,4%) e la maggiore percezione di insicurezza da parte dei clienti (25,5%). Sono elementi che richiamano l'esigenza di affrontare la sicurezza in una prospettiva più ampia, nella quale il contrasto alla criminalità si accompagni alla cura degli spazi pubblici, alla qualità dell'illuminazione e alla presenza di attività economiche capaci di contribuire alla vitalità dei quartieri.
La prevenzione comporta anche un impegno economico diretto per gli operatori. A Bari, il 21,5% delle imprese dichiara di aver sostenuto, negli ultimi dodici mesi, spese aggiuntive per migliorare la sicurezza del negozio a fronte del timore delle spaccate. Tra gli interventi realizzati, prevalgono l'installazione o il potenziamento degli impianti di videosorveglianza (68,6%) e il rafforzamento di serrande o porte blindate (20,1%).
La spesa media per gli interventi aggiuntivi è pari a 3.096 euro. Di fronte a questi costi, gli operatori indicano con chiarezza le misure ritenute prioritarie. Il 98,8% è favorevole all'introduzione di bonus e agevolazioni fiscali per le imprese che investono in sistemi di sicurezza, mentre il 98% ritiene necessario rafforzare le protezioni dei negozi e dei lavoratori. Quanto agli strumenti più efficaci per aumentare la sicurezza del territorio, il 52,8% indica la videosorveglianza e il 51,4% una maggiore presenza delle forze dell'ordine.
Seguono il miglioramento dell'illuminazione pubblica, indicato dal 37,8%, e il presidio attraverso il poliziotto di quartiere, indicato dal 23,6%.
«La sicurezza delle attività commerciali non può essere considerata una questione che riguarda esclusivamente i singoli imprenditori. È una condizione essenziale per tutelare il lavoro, garantire la continuità delle attività economiche e preservare la vitalità dei quartieri – dichiara Vito D'Ingeo, presidente Confcommercio Bari-BAT e Confcommercio Puglia – dichiarazione proposta da concordare. - Quando un negozio subisce una spaccata, il danno non si limita alla vetrina o alla merce: coinvolge l'impresa, i suoi collaboratori e la percezione di sicurezza di chi vive e frequenta quella zona. Per questo è necessario rafforzare la collaborazione tra istituzioni, forze dell'ordine e rappresentanze economiche, puntando sulla prevenzione, su una presenza efficace sul territorio e sull'impiego di tecnologie adeguate. Allo stesso tempo, occorre sostenere le imprese che investono nella protezione dei propri locali, - sottolinea D'Ingeo - attraverso strumenti di agevolazione che rendano questi interventi più accessibili. La sicurezza deve essere parte integrante delle politiche per la vivibilità urbana: presidio del territorio, illuminazione, cura degli spazi pubblici e sostegno al commercio di vicinato sono dimensioni che devono procedere insieme. Difendere le attività economiche significa contribuire a mantenere vivi i quartieri e più solide le comunità».
L'indagine conferma l'importanza di un confronto operativo con le istituzioni per tradurre le esigenze espresse dalle imprese in misure concrete. L'obiettivo è rafforzare la prevenzione, sostenere gli investimenti in sicurezza e contribuire a creare condizioni più favorevoli per il commercio e per la vivibilità urbana a Bari.
Nota metodologica. L'indagine è stata condotta nell'agosto-settembre 2026 mediante interviste telefoniche CATI e online CAWI, su un campione nazionale di 1.400 imprese. L' approfondimento per la città di Bari è basato su 200 interviste. Per alcune domande rivolte esclusivamente alle imprese che hanno già subito una spaccata, la base campionaria barese è pari a 44 casi; per le valutazioni sulla vivibilità del quartiere è pari a 62 casi.

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