
Cronaca
Bari, 85enne truffata col metodo del falso carabiniere: due persone denunciate
L'operazione della Polizia di Stato
Bari - lunedì 31 agosto 2026
11.50 Comunicato Stampa
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato, nell'ambito delle attività volte al contrasto dei reati predatori e alla tutela delle fasce vulnerabili della popolazione, ha deferito in stato di libertà due persone - una donna di 27 anni e un uomo di 22 anni - ritenute responsabili presuntivamente, (accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) del reato di truffa aggravata in concorso ai danni di un'anziana.
In particolare, l'attività investigativa dei poliziotti del Commissariato di P.S. Bari Nuova Carrassi è scaturita dalla denuncia dell'anziana vittima di 85 anni, truffata con il cosiddetto metodo del "finto appartenente alle forze dell'ordine".
Nello specifico la vittima, lo scorso mese, era stata contattata telefonicamente da un soggetto che, qualificandosi falsamente come appartenente alle forze dell'ordine, le aveva prospettato un presunto e imminente arresto della figlia a causa di un grave incidente stradale. Facendo leva sui sentimenti, sull'urgenza e sulla paura dell'anziana, il sedicente agente aveva indotto la vittima a consegnare, al fine di non procedere all'arresto della figlia, oggetti in oro e monili custoditi in casa a una complice presentatasi poco dopo presso la sua abitazione.
La meticolosa attività d'indagine, condotta dai poliziotti, ha permesso di identificare e deferire la donna e l'uomo alla competente A.G. per il reato di truffa aggravata in concorso ai danni di un'anziana.
La Polizia di Stato rinnova l'invito ai cittadini, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a diffidare da richieste di denaro o preziosi formulate telefonicamente da sedicenti appartenenti alle Forze dell'Ordine o ad altri enti pubblici. In caso di dubbi o di situazioni sospette è fondamentale contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112.
Avvertenza sulla presunzione di innocenza
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, hanno natura provvisoria e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabile, come stabilito dall'art. 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nei competenti.
Occorre inoltre tenere distinti i diversi piani dell'ipotesi investigativa, della contestazione, della decisione cautelare e dell'accertamento definitivo della responsabilità: solo quest'ultimo, eventuale e successivo, potrà affermare la colpevolezza.
Si rammenta, ai sensi dell'art. 114 c.p.p. e dell'art. 5 del d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106, che non è consentita la riproduzione del testo dell'ordinanza applicativa della misura cautelare personale fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare.
Questo Ufficio confida nella collaborazione degli organi di informazione affinché la notizia sia diffusa con linguaggio sobrio e non colpevolista imposto dalla legge, senza l'impiego di denominazioni o espressioni lesive della presunzione di innocenza e senza diffusione di immagini di persone sottoposte a restrizione della libertà.
In particolare, l'attività investigativa dei poliziotti del Commissariato di P.S. Bari Nuova Carrassi è scaturita dalla denuncia dell'anziana vittima di 85 anni, truffata con il cosiddetto metodo del "finto appartenente alle forze dell'ordine".
Nello specifico la vittima, lo scorso mese, era stata contattata telefonicamente da un soggetto che, qualificandosi falsamente come appartenente alle forze dell'ordine, le aveva prospettato un presunto e imminente arresto della figlia a causa di un grave incidente stradale. Facendo leva sui sentimenti, sull'urgenza e sulla paura dell'anziana, il sedicente agente aveva indotto la vittima a consegnare, al fine di non procedere all'arresto della figlia, oggetti in oro e monili custoditi in casa a una complice presentatasi poco dopo presso la sua abitazione.
La meticolosa attività d'indagine, condotta dai poliziotti, ha permesso di identificare e deferire la donna e l'uomo alla competente A.G. per il reato di truffa aggravata in concorso ai danni di un'anziana.
La Polizia di Stato rinnova l'invito ai cittadini, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a diffidare da richieste di denaro o preziosi formulate telefonicamente da sedicenti appartenenti alle Forze dell'Ordine o ad altri enti pubblici. In caso di dubbi o di situazioni sospette è fondamentale contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112.
Avvertenza sulla presunzione di innocenza
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, hanno natura provvisoria e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabile, come stabilito dall'art. 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nei competenti.
Occorre inoltre tenere distinti i diversi piani dell'ipotesi investigativa, della contestazione, della decisione cautelare e dell'accertamento definitivo della responsabilità: solo quest'ultimo, eventuale e successivo, potrà affermare la colpevolezza.
Si rammenta, ai sensi dell'art. 114 c.p.p. e dell'art. 5 del d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106, che non è consentita la riproduzione del testo dell'ordinanza applicativa della misura cautelare personale fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare.
Questo Ufficio confida nella collaborazione degli organi di informazione affinché la notizia sia diffusa con linguaggio sobrio e non colpevolista imposto dalla legge, senza l'impiego di denominazioni o espressioni lesive della presunzione di innocenza e senza diffusione di immagini di persone sottoposte a restrizione della libertà.

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