Maxi sequestro a famiglia imprenditoriale barese: quattro indagati per bancarotta fraudolenta
Imposte evase per circa 7 milioni di euro
martedì 12 maggio 2026
11.00
Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Bari stanno dando esecuzione al sequestro preventivo disposto dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari, delle quote del capitale di una società, del valore nominale di euro 7.376.000,00, riconducibile a una nota famiglia imprenditoriale barese, attiva nel settore delle costruzioni.
Contestualmente, la polizia giudiziaria sta provvedendo alla notifica nei confronti di nr. 4 indagati dell'invito a rendere l'interrogatorio preventivo dinanzi al G.I.P. che ha disposto il sequestro. Tali provvedimenti scaturiscono da una richiesta di applicazione di misure cautelari personali (arresti domiciliari) e reali proveniente da questa Procura della Repubblica a seguito delle indagini delegate svolte dal Nucleo PEF di Bari, che hanno portato alla luce – accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa – gravi, molteplici e ripetute condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta fraudolenta da reati societari e per atti dolosi, bancarotta fraudolenta preferenziale, commesse dagli amministratori di 5 società riconducibili al medesimo gruppo imprenditoriale.
Gli approfondimenti investigativi hanno tratto le mosse dall'accesso alle procedure concorsuali di una di tali società in evidente stato di insolvenza; per le altre quattro imprese, questa Autorità Giudiziaria ha, invece, successivamente richiesto la liquidazione giudiziale, in ragione delle risultanze ricostruite dalle fiamme gialle delegate, evidenzianti una rilevante esposizione debitoria verso l'Erario e palesi situazioni di squilibrio finanziario ed economico.
In particolare, gli indagati avrebbero – in ipotesi d'accusa – distratto e/o dissipato una parte consistente del patrimonio delle società, pari a oltre 18 milioni di euro, attraverso:
Allo scopo di ritardare l'emersione del dissesto i responsabili hanno, infine, falsificato i bilanci di esercizio delle società capogruppo, principalmente attraverso la sopravvalutazione di partecipazioni infragruppo.
Gli esiti dell'attività d'indagine costituiscono un'ulteriore testimonianza del costante impegno profuso da questa Procura della Repubblica, in piena sinergia con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, nel contesto della tutela della sicurezza economico-finanziaria della provincia barese, mediante il capillare contrasto ai reati fallimentari e alle condotte predatorie caratterizzate da evidenti vantaggi patrimoniali per i responsabili, in danno dei creditori e della collettività.
È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che la eventuale colpevolezza degli odierni indagati in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.
Contestualmente, la polizia giudiziaria sta provvedendo alla notifica nei confronti di nr. 4 indagati dell'invito a rendere l'interrogatorio preventivo dinanzi al G.I.P. che ha disposto il sequestro. Tali provvedimenti scaturiscono da una richiesta di applicazione di misure cautelari personali (arresti domiciliari) e reali proveniente da questa Procura della Repubblica a seguito delle indagini delegate svolte dal Nucleo PEF di Bari, che hanno portato alla luce – accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa – gravi, molteplici e ripetute condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta fraudolenta da reati societari e per atti dolosi, bancarotta fraudolenta preferenziale, commesse dagli amministratori di 5 società riconducibili al medesimo gruppo imprenditoriale.
Gli approfondimenti investigativi hanno tratto le mosse dall'accesso alle procedure concorsuali di una di tali società in evidente stato di insolvenza; per le altre quattro imprese, questa Autorità Giudiziaria ha, invece, successivamente richiesto la liquidazione giudiziale, in ragione delle risultanze ricostruite dalle fiamme gialle delegate, evidenzianti una rilevante esposizione debitoria verso l'Erario e palesi situazioni di squilibrio finanziario ed economico.
In particolare, gli indagati avrebbero – in ipotesi d'accusa – distratto e/o dissipato una parte consistente del patrimonio delle società, pari a oltre 18 milioni di euro, attraverso:
- operazioni di cessioni di partecipazioni infragruppo;
- finanziamenti infragruppo;
- pagamenti preferenziali operati dolosamente in palese violazione della par condicio creditorum.
Allo scopo di ritardare l'emersione del dissesto i responsabili hanno, infine, falsificato i bilanci di esercizio delle società capogruppo, principalmente attraverso la sopravvalutazione di partecipazioni infragruppo.
Gli esiti dell'attività d'indagine costituiscono un'ulteriore testimonianza del costante impegno profuso da questa Procura della Repubblica, in piena sinergia con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, nel contesto della tutela della sicurezza economico-finanziaria della provincia barese, mediante il capillare contrasto ai reati fallimentari e alle condotte predatorie caratterizzate da evidenti vantaggi patrimoniali per i responsabili, in danno dei creditori e della collettività.
È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che la eventuale colpevolezza degli odierni indagati in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.