“Essere Oceano”, al via il programma culturale per la realizzazione del museo del mare di Bari

«Uno spazio di immaginazione e co-progettazione collettiva in cui indagare una nuova consapevolezza del rapporto tra città e mare»

mercoledì 6 maggio 2026 13.40
È stato presentato stamattina sul Molo Sant'Antonio essere oceano - Pratiche di partecipazione more-than-human, il programma che, da maggio a dicembre, accompagnerà la realizzazione del nascente Museo del Mare di Bari, MuMaB, sul molo Sant'Antonio.

Promosso dal Comune di Bari in collaborazione con Rossi Restauri, la rassegna essere oceano - che vede la direzione artistica e culturale di Francesco Maggiore e la curatela di Maria Teresa Salvati - è stata ideata da Fondazione Dioguardi, Cantiere-Evento ed Everything is Connected in collaborazione con Biblioteche Senza Frontiere Italia (BSF) e iAC–innovActionCult.
Il progetto intende trasformare il cantiere fisico del museo in uno spazio di immaginazione e co-progettazione collettiva, attivando un processo partecipativo finalizzato a far emergere l'identità, il ruolo e la funzione di questo luogo al fine di generare una nuova consapevolezza del rapporto tra città e mare.

Attraverso eventi, incontri, laboratori e installazioni, la rassegna assume una funzione rigenerativa, contribuendo alla costruzione simbolica del MuMaB e alla creazione di nuove relazioni tra persone, pratiche artistiche ed ecosistema marino. Il cantiere diventa così uno spazio aperto di apprendimento e sperimentazione, dove cittadini, pescatori, giovani, ricercatori e comunità locali partecipano attivamente alla definizione di un museo radicato nei bisogni e nei desideri del territorio.
Con essere oceano si intende esplorare otto diversi temi che enfatizzano le connessioni tra umano e non umano: ARIA, ACQUA, LUCE, MEMORIA, CORRENTE, SALE, VITA, ORIZZONTE.

«La riqualificazione del Molo Sant'Antonio, insieme al suo Museo del Mare, rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di riconnessione della città con il suo elemento naturale: il mare - commenta il sindaco Vito Leccese -. Per questo, sono certo che il progetto Essere oceano, che propone un calendario di eventi di partecipazione attiva dei cittadini e delle realtà locali, con il coinvolgimento anche e soprattutto dei più piccoli, porterà a generare proposte utili a rendere questo luogo non solo bello architettonicamente, ma straordinario dal punto di vista dei contenuti. Perché le opere pubbliche e le infrastrutture, per quanto eseguite a regola d'arte, senza il soffio vitale delle idee, della creatività e delle esigenze della comunità, rischiano di restare corpi senz'anima».

«Questo programma di eventi si inserisce in una cornice molto importante, che è quella orientata a immaginare e condividere con tutta la comunità dei baresi il ruolo e il destino degli spazi più importanti che pian piano si stanno restituendo alla città - sottolinea Paola Romano, assessora comunale alle Culture -. Il nascente Museo del Mare di Bari avrà un ruolo di rilievo nella dotazione di spazi destinati alla cultura e a promuovere uno sguardo non più solamente antropocentrico sul mondo, ma in una prospettiva che veda l'uomo immerso in un ecosistema ambientale più ampio, spesso molto fragile. Per questo il programma degli eventi punta a costruire uno spazio di immaginazione e co-progettazione collettiva in cui indagare una nuova consapevolezza del rapporto tra città e mare, attraverso un percorso radicato nei bisogni e nei desideri del territorio».

«L'impresa Rossi Restauri rinnova la propria collaborazione con Cantiere-evento, accompagnando il Comune di Bari nel percorso di valorizzazione del nascente Museo del Mare, nella consapevolezza dell'importanza di condividere i processi di trasformazione della città - osserva Angela Rossi, di Rossi Restauri -. Crediamo in questi momenti non convenzionali, capaci di valorizzare non solo il lavoro ma anche le persone. L'impresa assume così un ruolo civile, contribuendo alla restituzione di un bene comune sin dalla sua fase di cantiere e rendendolo parte viva della collettività, ancor prima del suo completamento».

«L'apertura del cantiere del Museo del Mare di Bari, presso il Molo Sant'Antonio, segna un momento importante per la città - dichiara Francesco Maggiore, presidente della Fondazione Dioguardi e direttore artistico della rassegna -. Attraverso il programma Cantiere-evento e attraverso l'attivazione di un ampio partenariato culturale, il cantiere si apre periodicamente ai cittadini, diventando uno spazio accessibile e condiviso: un luogo in cui avvicinarsi, comprendere e immaginare il futuro di questo sito in trasformazione. Il cantiere si pone come occasione di partecipazione e conoscenza, in cui il processo stesso di costruzione diventa parte dell'esperienza collettiva della città».

«essere oceano nasce dal desiderio di cambiare il modo in cui ci relazioniamo al mare - spiega Maria Teresa Salvati, presidente di Everything is Connected e curatrice della rassegna -. L'approccio more-than-human ci permette di avvicinare le persone a questi temi in modo esperienziale, rendendo percepibile l'interdipendenza tra umano e non umano. Allo stesso tempo, il MuMab diventa uno strumento concreto di partecipazione, un corpo connettivo in cui proviamo ad immaginare come questo spazio possa rispondere, oltre che ai bisogni umani, anche a quelli degli ecosistemi».

La rassegna si apre il 6 e il 7 maggio con LUCE, un invito a interrogare ciò che vediamo e, soprattutto, ciò che resta invisibile. Questo primo appuntamento mette in discussione l'idea che conoscere significhi necessariamente vedere, aprendo uno spazio di riflessione sulla percezione, sul limite e sull'invisibile.

Questa sera, alle 20.00, avrà luogo l'accensione dell'opera luminosa "con altri occhi" di Vincenzo D'Alba, due occhi di luce installati - grazie al coinvolgimento di Tecno Impianti - sui ponteggi del cantiere e visibili da tutta la città che osservano e al tempo stesso interrogano chi guarda.
Il senso di questa installazione non è in una iconografia ricercata, quanto piuttosto nella volontà di considerare il cantiere parte attiva della città, ovvero come qualcosa o, meglio ancora, qualcuno che non solo può essere visto ma può guardare. Così la costruzione assume una dimensione antropomorfa e come tale più comprensibile. Abbiamo quindi sempre bisogno degli altri occhi come per evitare una fatalistica "solitudine degli edifici".

Domani, giovedì 7 maggio, in due momenti diversi, è in programma "La mappa che non c'è", un laboratorio per i più piccoli, concepito in collaborazione con BSF e iAC–innovActionCult, con bambine e bambini dell'Istituto Comprensivo "Umberto I – San Nicola" plesso Piccinni, e della scuola SOUx di Spazio Murat.
Partendo dal tema della luce - ciò che illumina ma anche ciò che lascia nell'ombra - i partecipanti saranno guidati a immaginare mappe non convenzionali, fatte di percezioni, presenze invisibili e relazioni nascoste. Nel mare, infatti, la luce solare penetra solo per pochi metri, mentre la maggior parte della vita si sviluppa nell'oscurità. Attraverso il disegno, il racconto e l'immaginazione, bambine e bambini costruiscono una mappa collettiva che non rappresenta solo luoghi, ma anche ciò che non si vede: movimenti, profondità, bisogni e forme di vita non umane.
Il laboratorio propone così un cambio di prospettiva, superando una visione antropocentrica e invitando a considerare il mare come un sistema vivente complesso, fatto anche di invisibile.

Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Dioguardi e Biblioteche Senza Frontiere Italia, il prossimo autunno avrà luogo una tappa del tour della SEA BEYOND Ideas Box - una mediateca mobile interamente dedicata all'Educazione all'Oceano - dedicato ai musei. Ideata pro bono da Philippe Starck per Bibliothèques Sans Frontières, l'Ideas Box è configurabile in 20 minuti e, una volta dispiegata, crea uno spazio culturale di oltre 100 metri quadrati, offrendo un'esperienza di apprendimento completa sul tema dell'Oceano. È dotata di tablet, pc, libri, giochi da tavola, videogames, visori, cuffie, consolle, un modulo audiovisivo e centinaia di materiali formativi pensati per fare conoscere alle nuove generazioni il mare, il suo stato di salute e l'importanza del prendersene cura.

La SEA BEYOND Ideas Box è stata realizzata grazie al supporto del Gruppo Prada nell'ambito di SEA BEYOND, il progetto condotto in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa (COI) dell'UNESCO dal 2019 con l'obiettivo di creare consapevolezza sulla preservazione dell'Oceano e la sua sostenibilità con numerose iniziative formative dedicate ai giovani.

Dopo le due iniziative di apertura del cantiere - di luglio e dicembre 2025 - Cantiere-evento prosegue così il percorso di valorizzazione del MuMaB - museo progettato dello studio SMN Architetti - al fine di immaginare il museo come un'interfaccia vivente tra umano e non umano, terra e mare, esperienza e sperimentazione, sogno e azione.
essere oceano vedrà un calendario di appuntamenti mensili in cui lo spazio aprirà le porte al pubblico barese e i cittadini saranno anche coinvolti in una call to action, finalizzata alla selezione di una frase da installare sui ponteggi del cantiere.

L'intera rassegna è promossa dal Comune di Bari con Fondazione Dioguardi, Cantiere-evento e Everything is Connected, ed è resa possibile grazie a Rossi Restauri, esecutrice dei lavori di realizzazione del MuMaB.
Essere oceano al via il programma culturale che accompagna la realizzazione del Museo del Mare presentazione
Essere oceano al via il programma culturale che accompagna la realizzazione del Museo del Mare presentazione
Essere Oceano locandina
cantiere evento Museo del Mare dicembre ph Francesco Spano