Agguati a Bari, la mamma al figlio: «Lascia il clan, non voglio piangerti al cimitero»

Il disperato appello che la madre di Gabriele Muserra avrebbe rivolto al figlio. Gatti: «È un segnale di novità, di un importante cambiamento»

martedì 28 luglio 2026 13.41
A cura di Nicola Miccione
Dalle indagini sulle due gambizzazioni compiute a Bari nell'ambito della faida mafiosa interna al clan Strisciuglio è emerso che la mamma di uno dei due ragazzi feriti ha tentato di indurre suo figlio a rivedere le proprie scelte di vita: «Ascoltami, lo vuoi un consiglio da mamma: togliti da in mezzo a questo storia... togliti».

È il disperato appello che la madre di Gabriele Muserra, gambizzato il 14 aprile a Bari, avrebbe rivolto al figlio nel tentativo di dissuaderlo dal frequentare ambienti vicino alla criminalità organizzata. Muserra era stato raggiunto da colpi di arma da fuoco in un agguato compiuto tra via Dante e via Ravanas, nel rione Libertà di Bari. Per questa vicenda e per un altro agguato, Antonio Strambelli, di 33 anni, e Ignazio Raggi, di 21, sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare.

«Mò speriamo che ti sei spaventato», continua la donna, con l'auspicio che, dopo l'agguato subito, il figlio potesse ravvedersi e uscire dal circuito mafioso in cui si era inserito. «Ora è andata bene - ha proseguito la mamma di Muserra - la prossima volta te ne vai al cimitero, io ne sono convinta, e io a piangere al cimitero non ci voglio venire». Da fonti investigative, inoltre, si apprende della forte apprensione nei confronti della vita del proprio figlio anche da parte della madre di Raggi.

La donna - a quanto è stato riferito - ha denunciato alle autorità l'esistenza di un post sul popolare social network TikTok con raffigurata la fotografia del figlio e la didascalia: «A San Nicola non penso arrivo, verrò trivellato (crivellato, ndr) prima». La donna, con questa segnalazione, ha rivolto anche un appello alle autorità e alle forze dell'ordine del capoluogo pugliese, cercando nello Stato italiano un interlocutore autorevole mediante il quale poter salvare il futuro del proprio figlio.

Due reazioni che si inseriscono nel più ampio quadro relativo al ruolo svolto dalle madri nella vicenda, descritte come donne preoccupate per il futuro dei propri figli. Ad illustrare il ruolo cruciale di queste mamme è stato il coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Giuseppe Gatti, nella conferenza stampa nella quale sono stati forniti dettagli sui due arresti per i due agguati di Bari. Si tratta - ha detto Gatti - di «un segnale di novità, di un importante cambiamento».

Resta però il nodo dell'omertà. Accanto a questo quadro, l'Antimafia segnala appunto il ruolo delle madri. «Si cominciano a cogliere segnali di cambiamento», ha concluso Gatti. «Sono le madri che chiedono aiuto, che provano a convincere i figli a cambiare via, consapevoli che la logica mafiosa è di morte e senza futuro».