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palermo bari. Foto Ssc Bari
Calcio

Bari sconfitto con rimpianti, un passo falso da cui ripartire

I biancorossi non concretizzano e cedono al Palermo, ma rimane la buona prestazione

Doveva essere la partita del definitivo decollo, e invece è stata una collezione disordinata di rimpianti. Il Bari esce dal Barbera mordendosi i gomiti, sconfitto 1-0 dal Palermo, che trova con Marconi il match point su un flipper impazzito in area e inchioda i galletti alla responsabilità di non aver concretizzato quanto di buono prodotto.

Eh già, perché basterebbe un dato per tratteggiare i contorni del rammarico della squadra di Mignani, a cui anche il pareggio sarebbe stato stretto: il Bari tira verso la porta del Palermo 11 volte, contro le 6 dei siciliani. Ma (e questa è storia vecchia quanto il mondo) ai punti si vince solo nella boxe; contano le volte che la spari in rete, e in questo il Palermo è stato più bravo, pronto e reattivo.

Cosa resta, quindi, al Bari? In primo luogo, la consapevolezza di aver fatto una buona (non ottima, ma comunque buona) prestazione su un campo che sarebbe stato difficile già sull'asciutto, figuriamoci sotto il diluvio e la bufera. Ma, in seconda battuta, anche una bella quantità di materiale su cui riflettere. Sì, perché costruire molto e concretizzare zero non è - comunque - motivo sufficiente per trovare la giusta consolazione a una sconfitta immeritata.

Quella di Palermo è una partita totalmente diversa da quella stravinta contro un Parma molle e arrendevole. I rosanero, dalla loro, ci mettono grinta, mordente e intensità, provando a colpire il Bari con la qualità sulle fasce laterali, dove i vari Segre, Saric, Valente e Sala spesso creano superiorità. Dorval e Maita, è vero, fanno fatica a tenere salda la catena di destra, ma la rocciosa retroguardia centrale concede a Brunori e compagni giusto qualche tiro non troppo pericoloso, su cui Caprile si guadagna un'onesta pagnotta.

I galletti confermano di saper soffrire e di riuscire a controbattere con intensità e ordine, per poi puntare sull'effetto "fisarmonica" tipico di una squadra che fa dei rovesciamenti di fronte il pezzo forte del suo repertorio. Già in avvio Ceter (confermato da Mignani, ma stavolta meno incisivo rispetto all'uscita con il Parma) scalda i guantoni di Pigliacelli, denunciando la mancanza di quella cattiveria che a una punta centrale di solito serve. L'attaccante colombiano si ricrea l'occasione a metà primo tempo, bruciando gli incerti Marconi e Pigliacelli, ma stavolta è la sfortuna a soffiare sul pallone e a mandarlo fuori di un centimetro.

Sul taccuino di Mignani, a ogni modo, rimane evidenziata la relativa facilità con cui i biancorossi anno al tiro e costruiscono occasioni; un'osservazione che potrebbe addolcire un po' il sapore della sconfitta e offrire spunti per ripartire immediatamente con le marce alte innestate. A inizio ripresa, l'ingresso di Salcedo (per Ceter) offre spunti offensivi in più agli ospiti, che però tornano a casa con il torto di non aver convertito in goal le occasioni. Folorunsho serve Cheddira alle spalle della difesa, ma l'attaccante italo-marocchino si fa bagnare le polveri dalla pioggia, sparando addosso a Pigliacelli col mancino invece che incrociare sul palo lungo. Capita, per carità, ma è anche impossibile non mandare la mente a tutti gli "e se…" collezionati in una partita sfortunata sì, ma anche appesantita da un deficit di lucidità.

Il resto? È la dura legge del goal: all'81' Pucino (appena entrato) si addormenta su una palla vagante, Tutino tenta l'improbabile rovesciata, Maiello non trova l'impatto giusto col ginocchio, Marconi è lì e la butta dentro. Il classico "gollonzo", la tipica azione sporca che risolve le partite più ostiche nella maniera più beffarda. Proprio quel tipo di situazione su cui «Non riusciamo a determinare», come lo stesso Mignani ha chiarito nel post, sollevando un problema evidente della squadra.

Sì, perché sarà anche l'attacco più prolifico della serie B, ma il Bari rischia di essere troppo dipendente da Cheddira; se l'italo-marocchino incappa in una serataccia (con tanto di espulsione nel finale, sarà un problema sostituirlo contro il Perugia), allora il carnet delle soluzioni si assottiglia parecchio. Il fatto che val la pena sottolineare, in questa sede, è il bisogno di incrementare il contributo realizzativo del centrocampo: vero, Folorunsho ha realizzato cinque goal, Botta anche quando entra dalla panchina crea situazioni pericolose e va spesso al tiro, ma Benedetti è ancora a secco e Maita ne ha fatto appena uno (a Cittadella), peraltro ininfluente ai fini del risultato finale. Servono soluzioni alternative, e gli inserimenti delle mezze ali in un centrocampo a tre sono una chiave tattica che può e deve essere sfruttata meglio.

Quanto all'attacco, al netto del forfait per influenza di Scheidler, qualcosa potrebbe essere rivisto. Ceter è vivo e vuole dare il suo contributo, ma sta cercando la sua autonomia e una certa continuità e va aspettato, Antenucci è un po' sparito dai radar (ed è finito nel tritacarne del mercato), Salcedo non ha ancora trovato la sua dimensione. Sulle palle da fermo e sulle situazioni meno cristalline, come detto, il Bari quasi mai riesce a trovare il bersaglio grosso. Sono piccoli dettagli, su cui bisogna lavorare per migliorare una squadra che, beninteso, può permettersi il lusso di uscire sconfitta dal campo del Palermo e recriminare per un risultato ingiusto. Insomma, c'è tanto su cui ragionare in settimana, per prendere una bruciante sconfitta e trasformarla in un'occasione preziosa di pronta rimessa in moto (dei risultati, perché le prestazioni non mancano né mai sono mancate).

Tutto questo, infine, in attesa del mercato. Mancano appena dieci giorni alla chiusura della sessione invernale, e il Bari è ancora alla finestra. Smaltiti quasi tutti gli esuberi, è il momento di inserire in rosa anche qualche pedina nuova che porti forze fresche, ricambi e qualche soluzione diversa per sanare i piccoli problemi che la squadra denuncia: una mezzala d'inserimento, qualcuno che possa - in caso di bisogno - dare il cambio a Maiello, una pedina con caratteristiche diverse in attacco. Nulla di particolare, sia chiaro, giusto qualche puntello per provare a essere competitivi fino alla fine. È il momento di accelerare, per dare alla tifoseria la possibilità di cullare un sogno che manca da troppi anni e che - in fondo - la piazza meriterebbe.
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