Malagò eletto presidente della FIGC. I tifosi baresi sperano non cambi nulla sulla multiproprietà
Ad Abete meno del 30% dei consensi
lunedì 22 giugno 2026
15.29
Sarà Giovanni Malagò il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. A lui sono andati 343.084 voti (68.5%) degli aventi diritto. Sconfitto Giancarlo Abete, che era già stato alla guida della Federazione dal 2007 al 2014, che ha concluso la competizione elettorale con 145.936 voti, pari al 29,17%.
Non vi sarà dunque nessuna rivoluzione, ma questo lo si sapeva già, con l'elezione dell'ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e tra gli organizzatori delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
«È veramente molto profondo ed emozionante il senso di responsabilità che provo - ha detto subito dopo la proclamazione -. Da solo non posso fare niente con voi possiamo fare tutto, grazie a tutti».
A lui sono andati i voti di Lega A e B, dell'Assocalciatori, della componente degli allenatori e di parte dei delegati della Lega Pro. Una candidatura fortemente caldeggiata da alcuni grossi club della A, primo fra tutti il Napoli di Aurelio De Laurentiis, che si era speso pubblicamente per lui. E questa resta la paura più grande per i tifosi baresi: che Malagò, uomo gradito al Partito Democratico, possa cambiare la norma sulla multiproprietà del calcio, facendo sì che la scadenza del 30 giugno 2028 venga prorogata o che si cambi il vincolo di parentela fino al quarto grado.
All'esterno della sede della FIGC, a Roma, stamane era apparso lo striscione "Bari contro la multiproprietà", a ribadire la netta presa di posizione della piazza, mentre altri ultras di varie città italiane avevano manifestato per prezzi popolari negli stadi.
Inizia l'era Malagò nel calcio italiano, primo passo sarà la nomina dello staff tecnico della nazionale e metter mano ad un impianto che possa rilanciare lo sport più seguito in Italia, ma che negli ultimi anni, Europei 2021 a parte, ha raccolto solo delusioni.
Non vi sarà dunque nessuna rivoluzione, ma questo lo si sapeva già, con l'elezione dell'ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e tra gli organizzatori delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
«È veramente molto profondo ed emozionante il senso di responsabilità che provo - ha detto subito dopo la proclamazione -. Da solo non posso fare niente con voi possiamo fare tutto, grazie a tutti».
A lui sono andati i voti di Lega A e B, dell'Assocalciatori, della componente degli allenatori e di parte dei delegati della Lega Pro. Una candidatura fortemente caldeggiata da alcuni grossi club della A, primo fra tutti il Napoli di Aurelio De Laurentiis, che si era speso pubblicamente per lui. E questa resta la paura più grande per i tifosi baresi: che Malagò, uomo gradito al Partito Democratico, possa cambiare la norma sulla multiproprietà del calcio, facendo sì che la scadenza del 30 giugno 2028 venga prorogata o che si cambi il vincolo di parentela fino al quarto grado.
All'esterno della sede della FIGC, a Roma, stamane era apparso lo striscione "Bari contro la multiproprietà", a ribadire la netta presa di posizione della piazza, mentre altri ultras di varie città italiane avevano manifestato per prezzi popolari negli stadi.
Inizia l'era Malagò nel calcio italiano, primo passo sarà la nomina dello staff tecnico della nazionale e metter mano ad un impianto che possa rilanciare lo sport più seguito in Italia, ma che negli ultimi anni, Europei 2021 a parte, ha raccolto solo delusioni.