Sanità, Picaro (FdI): "Piano di rientro, da Decaro solo annunci"

Nuova stoccata dell'europarlamentare barese

martedì 1 settembre 2026
«Quanto emerge dalle fonti del Ministero della Salute è estremamente grave: mentre ai pugliesi si continuano a chiedere sacrifici per far fronte alla situazione dei conti della sanità regionale, la Regione Puglia non avrebbe ancora formalmente consegnato il Programma operativo triennale 2026-2028 necessario nell'ambito del Piano di rientro.»

Così l'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Michele Picaro.
«Altro che programmazione e cambio di passo - insiste -. A quanto riferito dal Ministero, il 20 luglio sarebbe arrivata soltanto una parte del documento, relativa al 2026, e non il Programma operativo completo. Senza il documento integrale, Salute e MEF non possono neppure esprimersi tecnicamente sull'attuazione del Piano di rientro.
È l'ennesima dimostrazione della distanza tra gli annunci del presidente Decaro e la realtà amministrativa della Regione. Sulla sanità non servono operazioni di comunicazione, task force o slogan: servono atti, numeri, scadenze rispettate e soprattutto una strategia credibile per rimettere in ordine il sistema sanitario pugliese.
A pagare le conseguenze di questa gestione non possono essere ancora una volta i cittadini, già alle prese con liste d'attesa, difficoltà nell'accesso alle prestazioni e una pressione fiscale regionale aumentata per far fronte al disavanzo sanitario».

«Decaro dovrebbe - continua Picaro - spiegare ai pugliesi perché, a fine agosto, il Programma operativo triennale non risulti ancora formalmente consegnato nella sua interezza ai Ministeri competenti e quali siano le misure che la Regione intende adottare per riportare i conti sotto controllo senza scaricare ulteriormente i costi sui contribuenti. La sanità pugliese ha bisogno di responsabilità e trasparenza. Dopo anni di governo del centrosinistra - conclude l'esponente di Fratelli d'Italia -, non è più accettabile cercare responsabilità altrove: chi governa la Regione deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle condizioni in cui versa il sistema sanitario pugliese».