Fisioterapista ucciso a Poggiofranco, ergastolo per Salvatore Vassalli
L'operaio 60enne è stato condannato in primo grado quale autore dell'omicidio avvenuto il 18 dicembre 2023
giovedì 8 gennaio 2026
19.06
La Corte di Assise di Bari (presidente Sergio Di Paola) ha condannato alla pena dell'ergastolo Salvatore Vassalli, l'operaio 60enne originario di Canosa di Puglia imputato per il delitto del fisioterapista 63enne barese Mauro Di Giacomo, ucciso la sera del 18 dicembre 2023. Esclusa, però, l'aggravante della minorata difesa.
Dopo oltre sette ore di camera di consiglio, i giudici hanno ritenuto Vassalli responsabile di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall'aver agito per motivi futili. Stando alle indagini della Squadra Mobile di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal sostituto Matteo Soave, il movente sarebbe una causa in corso tra la vittima e la figlia dell'imputato, per una manovra fisioterapica che avrebbe causato alla donna lesioni ad un braccio.
La sera dell'omicidio Vassalli, arrestato il 16 maggio 2024 e detenuto in carcere, attese Di Giacomo nel piazzale davanti la casa del professionista, nel quartiere Poggiofranco di Bari, e, dopo una breve discussione verbale, esplose sette colpi di pistola che colpirono la vittima al volto e alle spalle, per poi infierire sul corpo esanime di Di Giacomo - di qui l'aggravante della crudeltà - colpendo il volto con il calcio dell'arma. Le motivazioni della sentenza si conosceranno tra 90 giorni.
I giudici hanno, inoltre, condannato l'imputato a risarcire le parti civili, la moglie e i due figli, assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio, con provvisionali esecutive di 75mila euro per la moglie e 50mila per ciascuno dei due figli. «Sicuramente è stata fatta giustizia», il commento dell'avvocato Laforgia.
Dopo oltre sette ore di camera di consiglio, i giudici hanno ritenuto Vassalli responsabile di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall'aver agito per motivi futili. Stando alle indagini della Squadra Mobile di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal sostituto Matteo Soave, il movente sarebbe una causa in corso tra la vittima e la figlia dell'imputato, per una manovra fisioterapica che avrebbe causato alla donna lesioni ad un braccio.
La sera dell'omicidio Vassalli, arrestato il 16 maggio 2024 e detenuto in carcere, attese Di Giacomo nel piazzale davanti la casa del professionista, nel quartiere Poggiofranco di Bari, e, dopo una breve discussione verbale, esplose sette colpi di pistola che colpirono la vittima al volto e alle spalle, per poi infierire sul corpo esanime di Di Giacomo - di qui l'aggravante della crudeltà - colpendo il volto con il calcio dell'arma. Le motivazioni della sentenza si conosceranno tra 90 giorni.
I giudici hanno, inoltre, condannato l'imputato a risarcire le parti civili, la moglie e i due figli, assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio, con provvisionali esecutive di 75mila euro per la moglie e 50mila per ciascuno dei due figli. «Sicuramente è stata fatta giustizia», il commento dell'avvocato Laforgia.